OCCIDENTE E DELITTO DI ALTO TRADIMENTO MASSONICO

Dal punto di vista storico la crocifissione

OCCIDENTE E DELITTO DI ALTO TRADIMENTO MASSONICO: IL SIGNORAGGIO BANCARIO CIA NATO: I TRADITORI NEL PD! I cristiani perseguitati e Israele ci salveranno dal terrorismo islamico 03/10/2012 07:55:32 di Magdi Cristiano Allam I cristiani perseguitati e Israele ci salveranno dal terrorismo islamico.. L'insieme dell'Unione Europea spende per la difesa 300 miliardi di dollari all'anno, meno della metà degli Stati Uniti che si accollano il 75% delle spese della Nato quando erano il 50% nel 2001. Dato che per gli Stati Uniti il contenimento della spesa militare è diventato un obbligo per ridurre l'indebitamento pubblico che è il più elevato al mondo, pari a 15.476 miliardi di dollari, circa il 100% del Pil (Prodotto Interno Lordo), dal 2005 con l'allora presidente Bush Junior gli americani decisero di scendere a patti con i Fratelli Musulmani immaginando che alleandosi con loro avrebbero sconfitto Al Qaeda. Oggi i Fratelli Musulmani sono al potere in Marocco, Tunisia, Libia, Egitto, Yemen e stanno per conquistare il potere in Siria così come sono forti in Giordania. Al Qaeda è molto più forte e controlla dei territori nel nord del Mali, in Nigeria, Somalia e Yemen. In Afghanistan Obama sta trattando con i Taliban i termini del ritiro delle forze americane nella duplice illusione che i Taliban possano condividere il potere con il presidente filo-americano Karzai e assicurare che non sosterranno più il terrorismo islamico globalizzato. Ci sono delle similitudini tra la realtà che nel Settimo secolo portò all'islamizzazione della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, riducendo sempre di più la presenza dei cristiani e degli ebrei, e la realtà odierna. I cristiani sono divisi al loro interno e finiscono per corteggiare i musulmani perché hanno paura. L'islamofobia verrà bandita per legge in tutti gli stati europei, in ottemperanza ad una prima risoluzione, la 16/18 approvata dalla Commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a Ginevra nel marzo 2011 che contempla la lotta contro l'intolleranza, gli stereotipi negativi, la stigmatizzazione della discriminazione, l'incitamento alla violenza, l'uso della violenza contro le persone sulla base della loro appartenenza religiosa. Per la verità quest'insieme è esattamente ciò che ritroviamo nel Corano e nella predicazione d'odio, di violenza e di morte delle moschee, ma incredibilmente si ritorcerebbe contro coloro che non vogliono sottomettersi all'islam, al Corano, a Maometto e alla sharia, la legge imposta dal loro Allah. Se vogliamo salvare il diritto alla vita e alla libertà delle minoranze oggi, dobbiamo conoscere la verità e avere il coraggio di agire con coerenza. Quando nel 2003 il giovane ebreo-americano Nick Berg fu sgozzato in Iraq dal luogotenente di Bin Laden, Al Zarqawi, disse: “Faccio a te quello che Maometto fece agli ebrei”. Ed effettivamente Maometto nel 627 alle porte di Medina partecipò di persona alla strage di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Qurayza con questo atroce rituale, nel convincimento che in questo modo la testa non si ricongiungerà mai più al corpo nel Giorno del Giudizio universale. Noi abbiamo il dovere di dialogare e convivere con tutte le persone di buona volontà, compresi i musulmani, ma al tempo stesso abbiamo il diritto ad usare la ragione per entrare nel merito dei contenuti del Corano e della vita di Maometto, e soprattutto abbiamo il dovere di amarci salvaguardando il nostro legittimo diritto alla vita, alla dignità e alla libertà. Non possiamo far finta che oggi non sia in atto una guerra contro gli ebrei, i cristiani, gli infedeli, gli apostati, le donne, i liberali musulmani. E a questa guerra noi dobbiamo contrapporre la determinazione a essere pienamente noi stessi ovunque nel mondo. Noi potremo salvaguardare il nostro legittimo diritto alla vita, alla dignità e alla libertà solo se riscatteremo il nostro diritto-dovere a usare la ragione e se recupereremo il sano amor proprio. In questo percorso mi illuminano le esortazioni evangeliche “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”, “Sia il vostro parlare sì sì no no”, “Ama il prossimo tuo così come ami te stesso”, dove dobbiamo capire che se prima non ci amiamo non potremo mai amare il prossimo ma finiremo per capitolare all'arbitrio del prossimo. Dobbiamo saper distinguere tra le persone e la religione, tra i musulmani e l'islam, rispettando tutti senza discriminare nessuno ma senza tuttavia legittimare automaticamente e acriticamente l'islam a prescindere dai contenuti del Corano e dalla realtà di Maometto. L'uso della ragione ci porta a prendere atto che ci sono dei musulmani moderati ma che l'islam non è una religione moderata perché il Corano e Maometto predicano l'odio, la violenza e la morte contro i non musulmani. Il recupero del sano amore per noi stessi ci porta a salvaguardare la civiltà che ci garantisce il diritto alla vita, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta, la democrazia sostanziale, il benessere materiale, la pace tra i popoli. Più vado avanti, più mi guardo attorno, più valuto il tutto, più mi convinco che il futuro della civiltà laica e liberale, democratica e dello stato di diritto, dipenderà dalla sua capacità di prendere le distanze dall'islam come religione senza discriminare i musulmani come persone. Purtroppo quest'Occidente relativista, materialista, multiculturalista e islamicamente corretto sembra votato al suicidio. Ha pienamente legittimato l'islam come religione, favorisce la diffusione delle moschee, aiuta gli estremisti a imporre delle dittature islamiche in Medio Oriente. Qui da Gerusalemme dico che ci salveranno i cristiani fuggiti dalla persecuzione islamica e Israele. Solo chi ha vissuto sulla propria pelle la tirannia dell'islam saprà convincere l'Occidente sulla verità dell'islam. E solo Israele, l'unico Stato al mondo di cui la totalità dei paesi islamici non ne riconosce il diritto ad esistere come Stato del popolo ebraico e alcuni di loro proclamano pubblicamente di volerlo annientare, saprà arginare e sconfiggere il terrorismo islamico. Ecco perché, ringraziandovi della vostra attenzione e scusandomi perché sono costretto a lasciarvi subito, concludo con i titoli di due miei libri che riassumono il messaggio di salvezza: “Grazie Gesù” e “Viva Israele”. Magdi Cristiano Allam (Gerusalemme, 3 ottobre 2012)
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OCCIDENTE E DELITTO DI ALTO TRADIMENTO MASSONICO: IL SIGNORAGGIO BANCARIO CIA NATO: I TRADITORI NEL PD! Salviamo i cristiani! Richiesta di aiuto in favore dei profughi siriani 06/10/2012 10:35:51 di Monsignor Issam John Darwich Salviamo i cristiani! Richiesta di aiuto in favore dei profughi siriani Alla cortese attenzione del: Presidente del Parlamento Europeo Martin Schultz Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano Presidente della Camera Gianfranco Fini Presidente del Senato Renato Schifani Richiesta di aiuto in favore dei profughi siriani. Innanzitutto sento il bisogno di ringraziarvi sia per l'interessamento sia per l'aiuto umanitario in favore del popolo siriano, così duramente provato in questo particolare momento storico. La guerra civile che imperversa nella nostra terra sta provocando immani disgrazie causando la morte di migliaia di persone inermi e non solo: lo scontro lascia profondi strascichi come la distruzione di intere città e la conseguente povertà che colpisce le persone lasciandole senza casa, senza nulla. I bambini sono le vittime principali di tale disgrazia ed innumerevoli sono quelli rimasti orfani anche di entrambi i genitori. Il conflitto, in realtà, palesa una lotta interna fra Sunniti e Sciiti e, tale schieramento, porta al soffocamento di una terza comunità che rischia di rimanere prima schiacciata e poi perseguitata: la comunità Cristiana. É importante aiutare i cristiani non solo per un motivo umanitario, ma anche per difendere le nostre radici cristiane che sono comuni all'Europa. Aiutare i cristiani in Medio Oriente significa proprio questo: riappropriarci delle nostre fondamenta storico-culturali. La comunità cristiana urla la sua richiesta di aiuto con la speranza che arrivi prima dell'ennesimo eccidio che vedrà come teatro del massacro, questa volta, la città di Rable. La città di Rable è il luogo in cui si ergeva il santuario del profeta Elia. Il santuario non esiste più perché è stato distrutto e, analoga sorte, è toccata a tutti gli edifici sacri esistenti in ogni città: Homs, Damasco, Aleppo. Il vostro aiuto allevierà certamente le nostre sofferenze e la preghiera è quella di non abbandonarci, ma di sostenerci. Chiediamo a Voi di intervenire tempestivamente in nostro aiuto per sostenere le necessità primarie e sono certo che il buon Dio non dimenticherà tutto ciò, noi vi ricorderemo nelle nostre preghiere. Vi sono più di 5000 famiglie le quali, attualmente, sono state accolte e sistemate in scuole, conventi, oratori, chiese, campeggi ed in qualche abitazione. Purtroppo tale sistemazione è precaria e limitata nel tempo. Abbiamo bisogno di box prefabbricato, roulotte, camper, ospedali da campo, ambulanze, bus, medicinali ed ogni altro bene che ci possa aiutare a fronteggiare questa terribile situazione umanitaria. Ringrazio ancora per quanto potrete fare per noi e con l’occasione invio i migliori saluti con la benedizione del Signore. Vostro fratello in Cristo
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OCCIDENTE E DELITTO DI ALTO TRADIMENTO MASSONICO: IL SIGNORAGGIO BANCARIO CIA NATO: I TRADITORI NEL PD! “Non licet esse christianos” (Riflessioni sull’ “Anno Costantiniano”) 07/10/2012 21:23:44 di Vittorio Zedda “Non licet esse christianos” (Riflessioni sull’ “Anno Costantiniano”) “Non licet esse christianos” (non è lecito essere cristiani). Queste parole sono fuse a rilievo nel bronzo della prima porta del Duomo di Milano, presso il lato settentrionale della facciata. Gli altorilievi della porta celebrano l’editto di Costantino del 313 dopo Cristo. Ma il motto sopra citato ricorda il parere contrario del Senato romano alla proposta dell’imperatore Tiberio, che chiedeva la legalizzazione, come diremmo oggi, del nuovo culto che andava diffondendosi nell’impero, propagandosi dall’Est verso i Balcani, il Nord Africa, l’Asia. E ovviamente, nella stessa Roma. Era il 35 d.C. Le persecuzioni anti-cristiane dovevano continuare per quasi tre secoli prima che l’imperatore Costantino, rendesse lecito qualsiasi culto religioso. Queste le motivazioni dell’Editto, per quanto riferito da Lattanzio, e riportate sulla porta del Duomo: “Quando noi, Costantino Augusto e Licinio Augusto, felicemente ci incontrammo nei pressi di Milano, e discutemmo di tutto ciò che attiene al bene pubblico e alla pubblica sicurezza, questo era quanto ci sembrava di maggior giovamento alla popolazione, sopratutto che si dovesse regolare le cose concernenti il culto della divinità, e di concedere anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita, affinché qualsivoglia sia la divinità celeste possa essere benevola e propizia nei nostri confronti e in quelli di tutti i nostri sudditi. Ritenemmo pertanto con questa salutare decisione e corretto giudizio, che non si debba vietare a chicchessia la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi la più adatta a se stesso”. Parole di straordinaria saggezza, nonché acume politico. Innovatrici, comunque, e anzi rivoluzionarie. Soprattutto pensando a quelle zone del mondo in cui, quel grande “pronunciamento di civiltà” è ancora ignorato oggi, 1700 anni dopo la sua emanazione, per l’intolleranza di certe religioni, e di certe ideologie politico-religiose, pervicacemente contrarie ai diritti umani, così come sono stati riconosciuti dall’Occidente, sulla base di un pensiero e una composita cultura plurimillenaria. E pare impossibile che a ciò si possa sostituire la supremazia intollerante di una religione violenta ed oppressiva, in grande espansione. Ma la minaccia è purtroppo reale. “Non licet esse christianos”. L’intuizione dell’artista che incluse quel pronunciamento nella sua opera, fa sì che quelle parole sulla porta di bronzo reiterino un monito, quanto mai attuale. Le persecuzioni, infatti, continuano. E pure in casa nostra. Basta pensare a quanti, fra noi, sono inseguiti da “fatwe” di condanna. E sono costretti a vivere sotto protezione, nel “libero”, civile Occidente. Rifletto su questo, mentre osservo il grande Duomo gotico di Milano, che, non si dimentichi, fu capitale dell’Impero romano di Occidente, dal 286 al 402 dopo Cristo. La prossima apertura dell’ “Anno Costantiniano”, per ricordare l’Editto del 313 d.C. riporta al centro di un percorso storico, posto sotto il segno dell’innovazione e della Civiltà Europea, questa città. Città in perenne metamorfosi, ma che racchiude i semi incorruttibili, forse solo trascurati o sottovalutati, che ha saputo “produrre” nella storia e che ancora possono germinare e dare frutti. Oltre mille anni dopo l’Editto, iniziò la costruzione del Duomo, nel 1386. Dopo più di sei secoli l’opera non è del tutto terminata. E rimango perplesso ad osservare quello che la gente frettolosa e il turista in comitiva guarda, e non vede. Ci sono 3400 statue, 700 altorilievi, 131 guglie, migliaia di immagini colorate nelle vetrate dei finestroni. Pensate quanta storia, quanta arte prodotta in sei secoli di lavoro da scultori, non sempre noti, da artigiani, da geniali architetti, da ignoti operai di eccezionale abilità. E quanta fede, quanto pensiero, quanta scienza, quanta poesia, quanti significati, quanta cultura cristiana nella cattedrale, che, se non è la prima per ampiezza in Italia, è comunque la prima per volume. Un colossale “accumulo” armonico e geniale, di bellezza e di spirito, espresso tramite materia forgiata in modo sublime. Ho cercato nelle librerie un’opera che illustri questa immensa produzione statuaria. Introvabile. E pochissimi la cercano. Mi dicono: occorre cercare nelle più importanti biblioteche. Ma nulla di simile è in commercio. Questo mi dà l’amara impressione del disinteresse, dell’oblio, dell’ignoranza montante, circa le nostre radici,la nostra essenza, la nostra identità. Mi pare, persino, l’assenza della più “normale”e ovvia curiosità. Ci sono, ad esempio molte statue che rappresentano soldati romani. E’ ragionevole supporre, penso, ma non ne ho conferma, che alcune rappresentino i più noti fra i martiri e i santi della Legione Tebana. Quella decimata, per insubordinazione, presso Agaunum. Un clamoroso caso di “obiezione di coscienza”, che vide vittime i legionari imperiali presumibilmente reclutati a Tebe, in Egitto, paese in cui i cristiani, a quanto si constata ancor oggi, non hanno mai smesso di soffrire soprusi. Di quei legionari, dispersi in vari zone al di qua e al di là delle Alpi, alcuni furono presenti a Milano: S.Alessandro, S.Fedele, S.Vittore, ad esempio. Saranno loro, quelli rappresentati da quelle statue? La gente guarda, ammira talvolta, spesso non vede. Né si pone nemmeno interrogativi di questo genere, credo. Questa immensa testimonianza di fede e cultura, sotto il cielo di Milano, sembra ignorata, obliata, incompresa, negletta. ” Non licet esse christianos”. Questo sembra dirci la realtà di oggi, con quell’antico pronunciamento, abrogato a Milano nel 313, ma reiterato nei fatti da forze oscurantiste e totalitarie, di cui peraltro la storia finirà, prima o poi, come nel passato, per fare giustizia. Ripartiamo da quel monito. E riscopriamolo in positivo, facendo in modo che le celebrazioni dell’ “Anno Costantiniano”, che inizierà il 6 dicembre 2012, rilancino, partendo proprio da Milano, l’enorme patrimonio di civiltà, di cultura e di libertà dell’Occidente, di cui il grande Duomo è segno e simbolo ineguagliabile.
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OCCIDENTE E DELITTO DI ALTO TRADIMENTO MASSONICO: IL SIGNORAGGIO BANCARIO CIA NATO: I TRADITORI NEL PD! Ad Aleppo i terroristi suicidi islamici si sono fatti esplodere devastando chiese, conventi, il centro storico e ucciso migliaia di cristiani 08/10/2012 17:48:50 di Monsignor Issam John Darwich Ad Aleppo i terroristi suicidi islamici si sono fatti esplodere devastando chiese, conventi, il centro storico e ucciso migliaia di cristiani Riceviamo e pubblichiamo questa drammatica testimonianza di Monsignor Issam John Darwich, Arcivescovo di Zahle, Furzol e Bèkaa (Libano) in una lettera inviata a Maurizio Baiotti, presidente di Wecare Onlus. Sono l'arcivescovo Issam John Darwich l'arcivescovo di Zahleh, Furzol e Bèkaa (LIBANO). Sento il desiderio di ringraziarti per l'attenzione, l'affetto e la partecipazione dimostrata per noi e per il nostro dolore. Voglio informarti sia dell'attuale situazione siriana sia della condizione dei profughi cristiani. In questo mi permetto di chiedere ancora di continuare a sostenerci e di non abbandonarci. La guerra imperversa e non lascia possibilità di scampo alcuna. La situazione in Siria sta degenerando al punto che, nella città di Rable, terroristi islamici hanno sequestrato 220 cristiani cattolici ed hanno posto un ultimatum alla popolazione. I ribelli chiedono, alla comunità cristiana, di lasciare la città entro 10 giorni altrimenti gli ostaggi verranno tutti uccisi. La paura è quella di dover assistere, impotenti, ad un ulteriore massacro di innocenti. Ad Aleppo, prima città cattolica del Medio Oriente e patrimonio mondiale dell'umanità (così definita dall'UNESCO), kamikaze musulmani si sono fatti saltare in aria e, con il loro "sacrificio", hanno devastato chiese, conventi e tutto il centro storico. Hanno ucciso migliaia di persone, affamato famiglie, diviso fratelli e causato un notevole incremento nelle fila dei profughi alla ricerca di salvezza. Continuamente accogliamo nuove famiglie che cercano disperatamente aiuto. La Chiesa piange i suoi figli e si unisce al loro grido di richiesta di aiuto. Ti ringrazio dell'aiuto che vorrai offrirci e rinnovo l'invito a visitare la nostra terra che, pur essendo martoriata, risplende in tutta la sua bellezza ed in tutta la sua speranza di vedere un futuro migliore basato soltanto sulla pace e sul rispetto reciproco. Ponendo grande attenzione alla tua sensibilità ti invio qualche immagine che fotografa la tragica condizione che siamo costretti a vivere. Uniamoci in un'unica famiglia, quella cristiana, poiché «La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l'equilibrio delle forze contrastanti» (CCC 2304). Solo così potremo collaborare alla costruzione del Regno di Dio: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Mt 5,9). Ti ringrazio caldamente a nome della martire comunità cristiana perché un piccolo aiuto significa la salvezza di un uomo. Grazie e che il Signore benedica i pensieri del tuo cuore. Tuo fratello in Cristo
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+leviatan Unius REI i am Messiah Yitzhak Kaduri 666 #Lega #Araba #SHARIAH [ quello che io voglio, io ho anche il potere di pretenderlo: IO VOGLIO il REGNO di: ISRAELE! #Stati #arabi:
 Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen
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Pablinoff 18:48+ +666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray obama vaffangulo obama vaffangulo [ 666 vagina 9anni Allah Mecca Caaba sharia Pray 19:11
+Pablinoff OK! ma io non sono Osama Imam Obama, shariah l'assassino!
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BENCHÉ ISRAELE NON ABBIA MAI MINACCIATO NESSUNO? ARABIA SAUDITA SI È RIEMPITA DI ATOMICHE PER COSTRINGERE ANCHE IRAN A FABBRICARLE!... il tradimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante Notte dei cristalli e atomica iraniana: un genocidio commesso e uno minacciato 10/11/2012 07:56:21 di Silvana De Mari Notte dei cristalli e atomica iraniana: un genocidio commesso e uno minacciato Oggi è l’anniversario, il compleanno, potremmo dire,dell'inizio della Shoà. La follia antisemita del nazismo comincia con l’evento passato alla storia come la notte dei Cristalli. Il nome viene dai vetri delle migliaia di vetrine infrante che occupavano i marciapiedi quando un’alba livida oscurata dal fumo delle sinagoghe si alzava a coprire il cielo finalmente si alzò. Insieme ai vetri il sangue, il sangue dei bastonati, degli uccisi. Molti morirono i giorni successivi, senza neanche osare avvicinarsi agli ospedali di quella che era la loro nazione, la nazione dove vivevano da sempre, per la quale avevano pagato le tasse, per la quale avevano combattuto nelle trincee della prima guerra mondiale. Rispetto ai sei milioni di morti, di cui un milione e mezzo bambini, che dovevano seguire le cifre della notte dei Cristalli, sembrano piccole, ma quell’evento è fondamentale. In quella data: 1) Gli ebrei smisero di essere cittadini tedeschi e divennero il nemico, responsabile di ogni male: erano ritenuti responsabili dalla crisi economica, delle epidemie, dello scoppio della prima guerra mondiale, nonché della sconfitta che la Germania aveva subito in quella guerra. 2) Il potere nazista verificò che nessuno si stava schierando dalla parte degli ebrei. In maniera chiara, univoca. Immaginate l’orrore: fino al giorno prima eravate un cittadino, magari un po’ di serie B, ma un cittadino e improvvisamente diventate il complemento oggetto di una persecuzione dove è permesso che vi venga fatta qualsiasi cosa. Lo scopo del nazismo, che non era un movimento politico, ma un movimento religioso messianico e salvifico, era distruggere fisicamente l’ebraismo sterminandone i componenti, anche se bambini, anche se laici, anche se convertiti, e distruggere il cristianesimo abbattendolo. Il cristianesimo è una religione semita venuta ad abbattere l’anima ariana dell’Europa: il concetto è di Hitler e riprende un’idea di Nietzsche. Gesù Cristo è solo il bastardo di una puttana ebrea, agghiacciante affermazione di Reinhard Heydrich, più noto come il boia di Praga. La Chiesa non scomunicò gli assassini, il mondo non li condannò in maniera ferma, anzi non li condannò affatto. Nella nostra epoca è è stato ufficialmente affermato che l’Iran sta costruendo un ordigno nucleare per distruggere Israele. Ma guarda! Fino ad ora questi zuzzurelloni dell’Agenzia Internazionale Energia Atomica pensavano che all’Iran, che è una nazione che ha le terga che galleggiano sul petrolio, volesse l’energia nucleare per accendere le lampadine. E gli hanno anche dato un Nobel per la pace a questi geni, prova assoluta, il Nobel per la pace, che si tratta di zuzzurelloni integrali. Vi ricordate la storia di Re Salomone? Quella delle due donne che rivendicano lo stesso figlio? L’islam non ama Gerusalemme, non ha alcuna difficoltà a distruggerla. L’islam non ama i palestinesi: sono solo la sua testa di ariete. Non ha difficoltà a distruggerli: in un olocausto nucleare morirebbero anche loro. L’Iran sta fabbricando una bomba atomica per distrugger Israele. Peraltro ce lo avevano onestamente detto. Già l’ayatollah Khamenei aveva annunciato “Quando l’islam avrà la bomba il problema palestinese sarà risolto”. Il mondo non ha reagito, non ha fiatato. Il mondo ha riempito e riempie di simpatia e denaro i palestinesi che vogliono distruggere Israele. Settanta missili al giorno cadono sulla terra di Israele dal folle territorio di Gaza, folle e ricchissimo. Il palestinismo è la nuova religione dell'Europa. Dopo Israele ci siamo noi. Dopo che con l’atomica sarà stata usata “per risolvere il problema palestinese” sarà usata per risolvere il problema italiano. Anche noi siamo un problema per l’islam. Occupiamo suolo islamico: la Sicilia e Roma, quarta città santa dell’islam. Poi risolveranno il problema francese, non tirandoci l’atomica sulla testa, quella serve solo per Israele e per noi, per Gerusalemme e per Roma: vi hanno spiegato che la gittata dell'atomica iraniana arriva anche a Roma? Il resto del mondo l'islam lo conquisterà con una serie di ricatti, violenza e vittimismo. A meno che…a meno che lo Stato ebraico decida che di Shoà ne è bastata una, non distrugga i siti atomici iraniani, attirandoci addosso le ire di tutti gli zuzzurelloni mondiali e la nostra assoluta benedizione e ammirazione. E questo sarà quello che succederà. A meno che non succeda un bel miracolo. Una di quelle cose che a volte nella storia succedano. Che l’Iran insorga. Che il mondo rinsavisca. Che la cristianità esca da duemila anni di antisemitismo e si renda conto del pericolo mortale che l’islam costituisce. Ognuna di queste tre ipotesi è meno folle di quello che sembra. http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-rivoluzione/notte-dei-cristalli-e-atomica-iraniana-un-genocidio-commesso-e-uno-minacciato.html
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il tradimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante Nella Giornata Missionaria la Chiesa promuova la conversione dei musulmani 22/10/2012 10:45:52 di Silvana De Mari Nella Giornata Missionaria la Chiesa promuova la conversione dei musulmani Oggi è il giorno della Giornata Missionaria, istituita da Pio XI. Il missionario era un signore dotato di grande coraggio e abnegazione che lasciava la sua terra per terre lontane, climi infami, insetti a profusione e uno sterminato numero di nuove malattie. Oggi tutti noi abbiamo l’infinita fortuna di potere essere missionari senza lasciare le nostre case, le nostre cucine, il frigorifero e il televisore. Le persone da convertire ci hanno fatto la cortesia di venire fino da noi. Potrebbe essere l’invasione, con definitiva distruzione dell’Europa cristiana, o potrebbe essere l’occasione perché possano conoscere la libertà di parole, la dignità, la ricchezza economica che si è sviluppata nelle terre dove la spiritualità biblico evangelica ha permesso lo sviluppo umano, e quindi per conoscere il cristianesimo. Molti cristiani credono che l’islam conosca e riconosca Cristo. Questa aberrante idiozia è addirittura scritta su opuscoli stampati da diocesi, o usati per il cosiddetto insegnamento religioso nelle scuole. Nell’islam c’è un tizio che si chiama Gesù Cristo, figlio di una tizia vergine che si chiama Maria, che non è Gesù, ma la sua negazione. Un individuo duro, aspro, che non muore in croce. Il concetto della dignità, della sacralità del dolore nell’islam non c’è. Il Cristo islamico non muore in croce, lascia una specie di controfigura al proprio posto e assurge in cielo, dove si sollazza con una ventina di vergini al giorno in più rispetto allo standard, come i terroristi delle Torri Gemelle, perché è uno dei profeti. Questo Cristo crudele e osceno è la negazione del cristianesimo. La stragrande maggioranza degli islamici crede di conoscere Cristo perché questo nome è già incluso nel canone islamico. La stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei cristiani non parla di Cristo perché ha dimenticato che l’evangelizzazione, la diffusione della buona novella, quello che oggi è di spregiativamente chiamato fare proselitismo, è il primo compito. Giustamente. Ovviamente. Se vedo qualcuno fare qualcosa di sbagliato, maneggiare alcol vicino a una fiamma, tenere una ferita sporca, non è mio compito dirgli che c’è una maniera migliore per fare le cose? Se ci avviciniamo alle persone nate nell’islam e cominciamo a chiedere: parlami della tua religione, io poi ti parlerò della mia, le persone nate nell’islam restano affascinate dalla figura di Cristo, la vera figura di Cristo, che incontrano per la prima volta. Assioma 1: il cristianesimo è “migliore” dell’islam. Mi limito a questa riassuntiva parola. Assioma 2: la gente vuole il meglio per sé e per i propri figli. La conclusione? La conclusione è che se ci togliamo il bavaglio che il politicamente corretto ci ha imposto, la situazione potrebbe essere molto meno difficile di quello che sembra. La mente delle creature umane è fatta per crescere, per conoscere. Chi ha la verità e non la sparge in giro rientra nella definizione di avido, lo stolidamente ricco, quello che non passerà per la cruna dell’ago. La verità è come la fiamma di una candela, che ne accende altre che ne accende altre. Una diventa mille. http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-rivoluzione/nella-giornata-missionaria-la-chiesa-promuova-la-conversione-dei-musulmani.html
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il tradimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante Il terrorismo non è reazione all'ingiustizia ma solo cultura della morte 21/10/2012 09:25:03 di Silvana De Mari Il terrorismo non è reazione all'ingiustizia ma solo cultura della morte Diceva Martin Luther King: alla fine, ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici. Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste. Il terrorismo contro civili è un minuscolo gesto genocidario, un campo di sterminio portatile. Tutti sono colpevoli, a prescindere, tutti sono meritevoli di morte. Il terrorismo si nutre di consenso. Di denaro, certo e fiumi di denaro lo stanno sorreggendo, ma prima ancora di consenso. L’inganno universale è che il terrorismo nasca dalle angherie che un popolo ha subito o crede di avere subito, quindi chi subisce il terrorismo è “colpevole” di aver reso infelice qualcuno al punto da averlo spinto a diventare terrorista. Entro continuamente nelle scuole, scuole elementari, medie, licei, università e in continuazione trovo appesi ai muri cartelloni o icone di consenso al terrorismo, che viene visto come una reazione ad un’ingiustizia. È per questo che sto scrivendo queste righe. La causa del terrorismo è una sola: vivere un cultura di morte. Non esiste un terrorismo tibetano, non esiste un terrorismo armeno, non esiste un terrorismo copto. Non è esistito un terrorismo ebraico: usciti dai campi di sterminio uomini e donne che avevano subito dei tutto non hanno fatto saltare in aria autobus a Berlino o Roma. Perché le culture di vita amano la vita. Il terrorismo è cultura di morte. Non reazione all’ingiustizia, non mezzo di guerra: solo cultura di morte. Spezziamo, noi, oggi questa cultura di morte. Chi giustifica il terrorismo compie un doppio crimine: contro la vittima, contro chi la piangerà, contro i suoi figli, contro sua madre e suo padre, contro il suo popolo, i suoi fratelli. Ma, ancora più grave, è il secondo crimine, quello contro il terrorista, che viene privato della colpa, quindi della sua umanità. Dove non c’è colpa, non può esserci redenzione. Dove non c’è colpa perché è giustificata non c’è più anima. Chi giustifica il terrorismo, commette un crimine contro Dio, avrebbe detto Edith Teresa Stein, contro l’umanità avrebbe detto Steinbeck. Un muro di disapprovazione e disprezzo: e il terrorismo morirà. Morirà in due settimane, perché il consenso è il suo nutrimento. Facciamo noi il miracolo. Noi. Oggi. Possiamo farcela. Facciamolo. Per il popolo di Israele, che dopo duemila anni di persecuzioni atroci deve vivere in pace. Per i cristiani che muoiono a decine di migliaia nei luoghi dove sono una minoranza. Ma soprattutto per i palestinesi e per tutti i popoli che si stanno macchiando di terrorismo: che ritrovino la loro anima, perché un popolo che fa vivere i propri bambini in una cultura di morte, che inculca loro il sogno di morire da terrorista suicida, è un popolo che ha perso la sua anima. Un popolo che balla per strada per festeggiare la distruzione di un bus scolastico e del suo carico è un popolo che ha perso la sua anima. Il destino dell’uomo è di avere un anima. Il destino dell’uomo è di vivere in pace. Pace in terra agli uomini di buona volontà. Diventiamo noi, oggi, ora, tutti, gli uomini di buona volontà.
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il cedimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante 2012 AD: alla ricerca del testosterone perduto. Senza un'anima cristiana l'Europa sarà costretta a combattere per fermare i musulmani 17/10/2012 14:35:14 di Andrea Tedesco 2012 AD: alla ricerca del testosterone perduto. Senza un'anima cristiana l'Europa sarà costretta a combattere per fermare i musulmani Non siamo più capaci di stabilire regole chiare e limiti invalicabili e farli rispettare dai nostri figli, figuriamoci da estranei portatori di una cultura e ideologia intrinsecamente aggressiva e violenta. Con tutta la profonda ammirazione che nutro per le meravigliose virtù tipicamente femminili, mi pare che abbiamo promosso da una parte una crescita ipertrofica del lato femminile della nostra civiltà, dall’altra, e di pari passo, una castrazione psicologica evidente che ha rimosso l’aspetto marziale dell’esistenza. Il lato femminile, non più controbilanciato da quello maschile, ha generato una cultura caratterizzata da perfezionismo esasperato, esagerati sensi di colpa, linguaggio politicamente corretto, una tendenza al masochismo, il ripudio dell’uso della forza, la diffusione di famiglie monoparentali di mamme single. Una società di questo tipo è destinata ad essere "stuprata" da qualunque vicino aggressivo, violento e sadico. Gli immigrati islamici fanno però eccezione alla regola, con le loro percosse alle mogli e alle figlie, le mutilazioni genitali, i loro delitti d’onore. Pur vivendo all’interno della nostra società, essi non ne fanno parte, chiedono a gran voce di sostituire le nostre regole di convivenza civile e quieto vivere con la legge delle giungla alla base della Sharia. Nel rapporto con i locali, si distinguono, guarda caso, per aver determinato un aumento drammatico della percentuale di stupri, soprattutto nei paesi scandinavi, in cui il processo di evirazione culturale è ormai pressoché completo grazie al socialismo. Le violenze sessuali perpetrate da giovani musulmani ai danni anche di ragazze minorenni è un aspetto del processo di disintegrazione delle nostre società per mano degli immigrati islamici. E’ infatti uno dei caratteri distintivi di una guerra di invasione a tutti gli effetti, già in corso da anni nel cuore dell’Europa. Potrebbe costituire motivo sufficiente per decidere di espellere in massa o chiudere in centri di detenzione gli immigrati responsabili, se ci fosse rimasto un briciolo di testosterone, rispetto per noi stessi, oltre che lungimiranza. Invece, come spesso avviene per le vittime dello stupro, ci sentiamo in colpa, riteniamo di meritare lo “stupro collettivo” della nostra civiltà. Dopo tutto, gli stupratori vengono dal Terzo Mondo, sono stati sfruttati,”violentati” dal nostro colonialismo e imperialismo e sono comprensibilmente arrabbiati. Così, fingiamo di non vedere, ci illudiamo che il quieto vivere possa prevalere e durare ancora a lungo, rimandando l’azione a quando sarà nostra figlia ad essere violentata, sempre che quel giorno non scopriamo di essere stati castrati anche noi. Mi chiedo a volte se la “mentalità del quieto vivere” e la castrazione psicologica non abbiano colpito anche chi tra noi percepisce distintamente la minaccia alla nostra civiltà. Concepiamo esclusivamente il dialogo interreligioso, la tolleranza, al limite la “guerra delle idee”, come soluzione. Ferma restando la necessità di combattere la battaglia culturale e promuovere una rinascita dell’identità giudaico-cristiana, fatto tanto più importante in paesi democratici ai fini di ottenere il consenso all’azione, quando avremo vinto questa battaglia, siamo sicuri che questo riuscirà ad evitarci il ricorso anche allo scontro fisico? O forse invece non saranno proprio la consapevolezza di chi siamo e l’amore per la nostra ritrovata identità a darci la forza e il coraggio per affrontare la guerra? Chi potrebbe altrimenti combattere e vincere contro un’armata di tagliagole addestrati a farsi scudo di donne e bambini, al lancio di pietre per lapidare le adultere, a farsi esplodere come bombe umane? Un esercito di mammolette afflitte dai sensi di colpa, e addestrate alla “partecipazione", invece che alla vittoria? A Lepanto o alle porte di Vienna, l’Europa era provvista di una fortissima identità Cristiana. Eppure, la vittoria sull’islam non si attuò attraverso le marce della pace di Assisi e i girotondi. La vittoria arrivò grazie alla forza delle armi e al valore e al sacrificio degli eserciti Cristiani, e senza dubbio con l’aiuto della Provvidenza, che però non ritenne opportuno risparmiarci tutta la fatica inviando legioni di angeli a combattere al nostro posto. Temo dunque che, sempre che riusciamo a vincere la guerra delle idee e restituire all’Italia e all’Europa l’anima Cristiana perduta prima che sia troppo tardi, potrà essere necessario combattere per fermare i musulmani, domani come allora. http://www.magdicristianoallam.it/blogs/il-perfetto-e--nemico-del-bene/2012-ad-alla-ricerca-del-testosterone-perduto-senza-un-anima-cristiana-l-europa-sara-costretta-a-combattere-per-fermare-i-musulmani.html
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il cedimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante. ] [ Caro Papa, accogli in Vaticano i musulmani convertiti a Gesù 15/10/2012 07:50:25 di Magdi Cristiano Allam Caro Papa, accogli in Vaticano i musulmani convertiti a Gesù da Il Giornale (15/10/2012). Chiedo al Papa che ha avuto il coraggio di darmi il battesimo, vincendo sia la paura della vendetta islamica sia la resistenza interna alla Chiesa, di accogliermi con una delegazione di musulmani convertiti al cristianesimo in Europa e nel mondo. L'idea, che ho subito accolto con entusiasmo, è di Mohammed Christophe Bilek, franco-algerino che ha fondato l'associazione Notre Dame de Kabylie. Attraverso il sito www.notredamedekabylie.net promuove la missione della conversione dei musulmani al cristianesimo attraverso un dialogo fondato sulla certezza della nostra fede e sull'ottemperanza dell'esortazione di Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Marco 16,15-18). Per quanto il fenomeno sia avvolto dalla segretezza e diventa pertanto difficile attestare delle certezze, da varie fonti si rileva che sarebbero tantissimi i musulmani che abbracciano la fede in Cristo. Nel 2006 lo sheikh Ahmad al-Qataani, intervistato da Al-Jazeera, diede queste cifre: “Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16 mila musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo”. Parlando ieri a Parigi, Bilek ha detto che persino in Arabia Saudita, la culla dell'islam e custode dei due principali luoghi di culto islamici, ci sarebbero 120 mila musulmani convertiti al cristianesimo. Dati del 2008 indicavano che i musulmani convertiti erano 5 milioni nel Sudan, 250 mila in Malesia, oltre 50 mila in Egitto, dai 25 ai 40 mila in Marocco, 50 mila in Iran, 5 mila in Iraq, 10 mila in India, 10 mila in Afghanistan, 15 mila in Kazakistan, 30 mila in Uzbekistan. Sono stato a Parigi nel fine settimana per tenere una conferenza dal titolo: “L'Europa e le sue radici di fronte all'incalzare della cristianofobia”, organizzata dalle associazioni “Tradizione Famiglia Proprietà”, presieduta da Xavier Da Silveira, e “Cristianità-Solidarietà” fondata da Bernard Antony. Era il giorno dopo l'annuncio del conferimento del Premio Nobel della Pace all'Unione Europea. Che scandalo nel momento in cui l'Unione Europea in Siria è schierata dalla parte degli estremisti islamici che stanno perpetrando un vero e proprio genocidio nei confronti dei cristiani! In serata, nella piazza antistante la Chiesa di Sant'Agostino, un berbero algerino anch'egli convertito, ho partecipato a una veglia di solidarietà e preghiera con i cristiani perseguitati. Nel mio intervento ho azzardato questa previsione: “Più vado avanti, più mi guardo attorno, più valuto il tutto, più mi convinco che il futuro della civiltà laica e liberale, democratica e dello stato di diritto, dipenderà dalla sua capacità di prendere le distanze dall'islam come religione senza discriminare i musulmani come persone. Così come sono sempre più consapevole che ci salveranno i cristiani fuggiti dalla persecuzione islamica. Solo chi ha vissuto sulla propria pelle la tirannia dell'islam saprà convincere l'Occidente sulla verità dell'islam. Coloro che hanno tenuta salda la fede in Gesù sconfiggeranno l'islam, salveranno il cristianesimo in quest'Occidente scristianizzato e salveranno la nostra civiltà. Grazie Gesù!”. E' subito dopo la mia conferenza di fronte a 500 persone che confortano sulla tenuta del cristianesimo, che Bilek mi ha rivolto l'invito a promuovere un'associazione che aggreghi i musulmani convertiti al cristianesimo in tutt'Europa. A me l'idea di essere qualificato come “ex” musulmano non piace affatto, mi sento e voglio essere considerato esclusivamente cristiano così come sono orgogliosamente italiano anche se di origine egiziana. Ma afferro il senso del messaggio: bisogna dar vita a un'istituzione che incoraggi i musulmani a vincere la paura, a battezzarsi pubblicamente, a vivere apertamente la loro nuova fede. Entrambi siamo consapevoli che il vero problema sono i cristiani autoctoni, perché sono innanzitutto loro ad avere paura. Innumerevoli sono le denunce fatte da musulmani che vorrebbero ricevere il battesimo ma si trovano di fronte al rifiuto di sacerdoti cattolici perché non vogliono violare le leggi dei Paesi islamici che vietano e sanzionano con il carcere e talvolta con la morte sia chi fa opera di proselitismo sia chi incorre nel “reato” di apostasia. Ed è paradossale che mentre le chiese si svuotano sempre più al punto che vengono messe in vendita e finiscono per trasformarsi in moschee, la Chiesa blocchi la conversione dei musulmani al cristianesimo. Ecco perché rivolgo un appello al Santo Padre: accolga in Vaticano i convertiti al cristianesimo per lanciare un messaggio chiaro e forte a tutti i pastori della Chiesa a favore dell'evangelizzazione dei musulmani. Saranno loro ad affrancarci dalla dittatura del relativismo religioso che ci costringe a legittimare l'islam, a restituirci la fede solida nella verità in Cristo e a salvare la nostra civiltà laica e liberale che, piaccia o meno, si fonda sul cristianesimo.twitter@magdicristiano http://www.magdicristianoallam.it/editoriale/santo-padre-accolga-i-musulmani-convertiti.html
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il cedimento mortale, dell'Occidente: di fronte al NAZISMO ... viene reiterato in modo criminale di fronte all'ISLAM salafita saudita, oggi! [ L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante. ] [ Intervento alla Veglia nazionale a Parigi contro il genocidio dei cristiani nei Paesi islamici - Appel à la Veillée nationale de solidarité et prière pour les chrétiens persécutés 13/10/2012 19:18:13 di Magdi Cristiano Allam Intervento alla Veglia nazionale a Parigi contro il genocidio dei cristiani nei Paesi islamici - Appel à la Veillée nationale de solidarité et prière pour les chrétiens persécutés Parigi - Cari fratelli e sorelle, oggi i cristiani sono i più perseguitati al mondo. Su 100 persone che subiscono la violazione del diritto alla libertà religiosa nel mondo, 75 sono cristiani. Si stima che complessivamente nel corso della Storia 70 milioni di cristiani sono stati martirizzati per la loro fede, di cui 45 milioni nel Ventesimo secolo. Ogni anno ci sono 105.000 nuovi martiri cristiani, un martire al minuto. Nel Settimo secolo i cristiani erano oltre il 95% della popolazione della sponda settentrionale e meridionale del Mediterraneo. Fino al 1948 rappresentavano circa il 20% . Oggi, con 12 milioni di fedeli, i cristiani sono precipitati a meno del 6% e si prevede che nel 2020 si dimezzeranno ancora. Dalla Seconda guerra mondiale circa 10 milioni di cristiani sono stati costretti a emigrare dai Paesi arabi. I cristiani vengono perseguitati nei Paesi arabi ed islamici, in aggiunta ai Paesi comunisti quali la Cina, il Vietnam e la Corea del Nord, e nell'India induista. Ma è solo nei Paesi arabi ed islamici che i cristiani vengono perseguitati nel nome di una religione, l'islam, per la volontà del dio islamico Allah e seguendo l'esempio del loro profeta Maometto. In Nigeria i terroristi legati ad Al Qaeda, che dal 2009 hanno massacrato circa un migliaio di cristiani, si chiamano Boko Haram che significa “la cultura occidentale è proibita”. Considerano “haram”, proibito, la democrazia, votare alle elezioni, i diritti fondamentali della persona quale la pari dignità tra uomo e donna, così come condannano a morte gli ebrei, i cristiani, gli infedeli e gli apostati. Il loro nome completo è Jamáatu Ahlis Sunna Liddáawati wal-Jihad, ovvero “Comunità fedele agli insegnamenti del profeta e al Jihad”. Il 12 marzo 2012 il Gran Muftì dell'Arabia Saudita, Abd Al Aziz bin Abdallah Al-Sheikh, ha emesso una fatwa, un responso giuridico islamico, in cui cui ha sentenziato che “tutte le chiese nella Penisola Arabica devono essere distrutte perché il Profeta ci ha ordinato che su questa terra non vi può essere spazio per due religioni”. E' evidente il nesso che c'è tra la prescrizione del Corano e gli ordini di Maometto con l'attività del terrorismo islamico che distrugge le chiese in Nigeria, Egitto, Iraq e Pakistan, massacrando i cristiani e costringendoli alla fuga in una vera e propria strategia di pulizia etnica che ha tutti i connotati di un crimine contro l'umanità. Ebbene tutto ciò accade tra il silenzio assordante dei governanti dei Paesi a maggioranza cristiana, ed anche quando si eleva la propria voce per denunciare questi crimini, ci si limita a denunciare il “terrorismo” ma non il “terrorismo islamico”. Contemporaneamente l'Occidente si prodiga nel favorire la costruzione di sempre più moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribunali sharaitici, confermandoci vittime del relativismo, prigionieri del buonismo, credenti nel primato del dio denaro che ci impone di andare d'accordo costi quel che costi con chi ci fornisce il petrolio, il gas, i fondi sovrani e l'accesso ai loro mercati. Ci sono delle similitudini tra la realtà che nel Settimo secolo portò all'islamizzazione della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, riducendo sempre di più la presenza dei cristiani e degli ebrei, e la realtà odierna. I cristiani sono divisi al loro interno e finiscono per corteggiare i musulmani perché hanno paura. L'islamofobia verrà bandita per legge in tutti gli stati europei, mentre la cristianofobia dilaga. Se viene oltreggiato il cristianesimo, la Chiesa e il Papa si dice che è libertà d'espressione. Ma solo ritengono che sia stato oltreggiato l'islam e il Corano, scatenano automaticamente la guerra del terrorismo. Noi potremo salvaguardare il nostro legittimo diritto alla vita, alla dignità e alla libertà solo se riscatteremo il nostro diritto-dovere a usare la ragione e se recupereremo il sano amor proprio. In questo percorso mi illuminano le esortazioni evangeliche “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi”, “Sia il vostro parlare sì sì no no”, “Ama il prossimo tuo così come ami te stesso”, dove dobbiamo capire che se prima non ci amiamo non potremo mai amare il prossimo ma finiremo per capitolare all'arbitrio del prossimo. Dobbiamo saper distinguere tra le persone e la religione, tra i musulmani e l'islam, rispettando tutti senza discriminare nessuno ma senza tuttavia legittimare automaticamente e acriticamente l'islam a prescindere dai contenuti del Corano e dalla realtà di Maometto. L'uso della ragione ci porta a prendere atto che ci sono dei musulmani moderati ma che l'islam non è una religione moderata perché il Corano e Maometto predicano l'odio, la violenza e la morte contro i non musulmani. Il recupero del sano amore per noi stessi ci porta a salvaguardare la civiltà che ci garantisce il diritto alla vita, la pari dignità tra uomo e donna, la libertà di scelta, la democrazia sostanziale, il benessere materiale, la pace tra i popoli. Più vado avanti, più mi guardo attorno, più valuto il tutto, più mi convinco che il futuro della civiltà laica e liberale, democratica e dello stato di diritto, dipenderà dalla sua capacità di prendere le distanze dall'islam come religione senza discriminare i musulmani come persone. Così come sono sempre più consapevole che ci salveranno i cristiani fuggiti dalla persecuzione islamica. Solo chi ha vissuto sulla propria pelle la tirannia dell'islam saprà convincere l'Occidente sulla verità dell'islam. Coloro che hanno tenuta salda la fede in Gesù sconfiggeranno l'islam e salveranno il cristianesimo in quest'Occidente scristianizzato e salveranno la nostra civiltà. Grazie Gesù! Appel a Veillée nationale de solidarieté e prière avec le chrétiens persécutés Chers frères et sœurs, les chrétiens d'aujourd'hui sont les plus persécutés dans le monde. Sur 100 personnes qui souffrent de la violation du droit à la liberté religieuse dans le monde, 75 sont des chrétiens. Dans l'ensemble, en cours de l'histoire environ 70 millions des chrétiens ont été martyrisés pour leur foi, dont 45 millions au XXe siècle. Chaque année, il y a 105.000 nouveaux martyrs chrétiens, un martyr de la minute. Au VII siècle les chrétiens étaient plus du 95% de la population des rives nord et sud de la Méditerranée. Jusqu'en 1948, ils représentaient le 20%. Aujourd'hui, avec 12 millions de fidèles, les chrétiens sont tombés à moins du 6% et ils vont se réduire de la moitié en 2020. Depuis la Seconde Guerre mondiale environ 10 millions de chrétiens ont été contraints d'émigrer des pays arabes. Les chrétiens sont persécutés dans les pays arabes et islamiques, en plus des pays communistes comme la Chine, le Vietnam, la Corée du Nord et l'Inde hindoue. Mais ce n'est que dans les pays arabes et islamiques que les chrétiens sont persécutés au nom d'une religion, l'islam, par la volonté du dieu islamique, Allah, et suivant l'exemple de leur prophète Mahomet. En Nigeria les terroristes liés à Al-Qaïda, et qui depuis 2009 ont tué environ un millier de chrétiens sont appelés Boko Haram, qui signifie «la culture occidentale est interdite." Ils considèrent comme "haram", c’est à dire interdit, la démocratie, le vote dans les élections, les droits fondamentaux de la personne comme l'égale dignité entre hommes et femmes, ils sont pour la condamnation à mort des juifs, des chrétiens, des infidèles et des apostats. Leur nom complet est Jamáatu Ahlis Sunna Liddáawati wal-Jihad, «Communauté fidèle aux enseignements du Prophète et du Jihad." Le 12 mars 2012, le Grand Mufti de l'Arabie Saoudite, Abdallah bin Abd Al Aziz Al-Cheikh, a émis une fatwa, une réponse juridique islamique, dans laquelle il a dit : «toutes les églises de la péninsule arabique doivent être détruites parce que le Prophète nous a ordonné que sur cette terre il n'y a pas de place pour deux religions ». C’est évident qu'il y a un lien entre la prescription du Coran et les ordres de Mahomet et l'activité du terrorisme islamique qui a détruit les églises au Nigeria, en Egypte, Irak et Pakistan, en tuant les chrétiens et les forçant à fuir dans un vraie stratégie de nettoyage ethnique qui a toutes les caractéristiques d'un crime contre l'humanité. En fait, tout ça se passe avec le silence assourdissant des dirigeants des pays à majorité chrétienne, et même quand ils lèvent leur voix pour dénoncer ces crimes, ils se limitent à dénoncer le «terrorisme», mais pas le «terrorisme islamique».
http://www.magdicristianoallam.it/salviamo-i-cristiani/intervento-alla-veglia-nazionale-a-parigi-contro-il-genocidio-dei-cristiani-nei-paesi-islamici.html
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http://www.magdicristianoallam.it/salviamo-i-cristiani/intervento-alla-veglia-nazionale-a-parigi-contro-il-genocidio-dei-cristiani-nei-paesi-islamici.html
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13/10/2012 19:12:49 di Magdi Cristiano Allam
L'Europa e le sue radici di fronte alla cristianofobia dilagante. L'Europe et ses racines face à la christianophobie rampante. Europe and Its Roots Facing Rampant Christianophobia
http://www.magdicristianoallam.it/salviamo-i-cristiani/l-europe-et-ses-racines-face-a-la-christianophobie-rampante-conference-a-paris-organizer-par--tradition-famille-propriete--et---chretiente-solidarite.html
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 (edited)
SALMAN SAUDI ARABIA ] [ Ma, io non ho il problema, di imporre la mia visione della vita, o di imporre qualcosa ( no! non lo farò) infatti io non vorrei essere confuso tra i nazi-islamici, assassini seriali come te: come te! IO CREDO CHE LE PERSONE CON LA LORO INTELLIGENZA DOVREBBERO EVITARE DI DIVENTARE LE VITTIME DELLA PROPRIA MALVAGITÀ! ... che poi, Farisei e Salafiti la loro malvagità la chiamano: "santità", poi, questa è una storia di predazione devianza e perversione religiosa!
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Islamofobia, lo psicoreato del futuro totalitario. Intanto gli islamici si sono infiltrati nell'Amministrazione Obama 22/04/2013 08:48:26 di Silvana De Mari Islamofobia, lo psicoreato del futuro totalitario. Intanto gli islamici si sono infiltrati nell'Amministrazione Obama Ed ecco a voi la risposta alla domanda: cosa succede. Come è stato possibile che decine di migliaia di giornalisti statunitensi abbiano obbedito come bravi soldatini, come bravi sudditi di una perfetta dittatura all'ordine di non parlare mai di terrorismo islamico, all'ordine di usare la parola ceceno al posto della parola islamico? Ringraziamo Obama per questo incredibile miracolo: la libertà di parola, base della democrazia statunitense, base di qualsiasi democrazia da questo stramaledetto burattino è stata annientata. Il presidente Obama ha deciso di perseguire l’islamofobia come un crimine. Il Presidente Obama ha nominato Arif Alikhan — un musulmano con un curriculum per opposizione dell’antiterrorismo, — come Segretario Assistente per lo Sviluppo delle Politiche al Dipartimento della Sicurezza Interna. Ha nominato Kare-em Shora al Consiglio Consultivo della Sicurezza Interna. In qualità di Direttore Esecutivo dell’American-Arab Anti-Discrimination Committee (ADC), Shora si è unito cospicuamente al CAIR e altri gruppi per la supremazia islamica nel fare pressioni contro le iniziative anti-terrorismo. Il Presidente Obama ha nominato Dalia Mogahed come suo consulente per le questioni islamiche. Nell’ottobre 2009, Mogahed ha dichiarato sulle televisioni britanniche che la maggior parte delle donne musulmane nel mondo associa la legge islamica alla «giustizia tra i sessi». Obama ha pure incluso un leader di un gruppo di facciata dei Fratelli Musulmani — Ingrid Mattson, presidente dell’Islamic Society of North America (ISNA) — tra il clero che ha nominato per pregare alla Cattedrale Nazionale il giorno della sua inaugurazione. Obama ha pure inviato il suo Senior Adviser, Valierie Jarrett, come oratore d’apertura alla convention nazionale dell’ISNA del 2009. Huma Abedin, vice capo dello staff per il Segretario di Stato Hillary Clinton, proviene da una prestigiosa famiglia di Fratelli Musulmani. Inoltre, questi esempi non esauriscono se non in parte il livello di penetrazione della Fratellanza ai massimi vertici dell’establishment politico. Islamofobia e Sicurezza Nazionale La stigmatizzazione dei critici dell’islam come «islamofobi» non minaccia soltanto la libertà di parola; causa anche enormi falle nella difesa nazionale contro gli attentati terroristici. Nell’aprile 2009, Barack Obama ha nominato Arif Alikhan, il vicesindaco di Los Angeles, come Segretario Assistente per lo Sviluppo delle Politiche al Dipartimento della Sicurezza Interna. Mentre lavorava come vicesindaco di Los Angeles, Alikhan (che in un occasione definì il gruppo terroristico jihadista Hezbollah un «movimento di liberazione») bloccò un progetto del Dipartimento di Polizia di Los Angeles finalizzato a raccogliere dati sulla ripartizione etnica delle moschee nell’area di Los Angeles. Non era un tentativo di condurre sorveglianza poliziesche sulle moschee. Il Vice capo dell’LAPD, Michael P. Downing, spiegò che semplicemente si trattava di un programma per la reperibilità: «Vogliamo sapere dove si trovano i pachistani, gli iraniani ed i ceceni al fine di poter raggiungere queste comunità». Ma Alikhan ed altri leader islamici sostennero che il progetto manifestava razzismo ed «islamofobia,» e infine l’LAPD abbandonò ogni progetto di studiare le moschee ed ottenere preziosi contatti nella comunità islamica che avrebbero potuto prevenire attentati terroristici, incluso quello di Boston. La ricompensa per il disservizio di Alikhan fu che il Presidente Obama lo nominò per un ruolo chiave nella Sicurezza Interna, il dipartimento incaricato della gestione della difesa dell’intero Paese. E nel dicembre 2010, il Consiglio Comunale di Los Angeles passò un decreto che condanna «l’islamofobia». L’effetto del furibondo assalto politico da parte di una società variegata che include associazioni islamiche e sedicenti associazioni antirazziste e per i diritti civili, intellettuali di sinistra e imbecilli sfusi contro le analisi critiche sui jihadisti islamici, si è rivelato un indebolimento delle necessarie difese contro di essi, una specie di anestesia su un corpo che sta subendo un attacco mortale. Il 5 novembre 2009, lo psichiatra dell’Esercito Nidal Malik Hasan diede alla sua vicina una copia del Corano dicendole «Sto per fare un buon lavoro per Dio». Più tardi quel giorno, entrò a Fort Hood, Texas, dove i soldati ricevono visite mediche prima di essere dispiegati oltremare. Urlando «Allah Akhbar» Hasan tirò fuori una pistola e iniziò a sparare. Prima di essere fermato uccise tredici soldati americani disarmati e ne ferì 30. Perché nessuno l'aveva fermato? Da più di un anno quell'uomo diceva che gli Stati Uniti devono essere puniti per aver osato opporsi all’islam. Lo diceva apertamente, addirittura aveva organizzato conferenze per dirlo. Perché chi avesse osato denunciarlo, si sarebbe beccato l'accusa di islamofobia, la carriera bloccata e sei mesi di rieducazione all'antirazzismo, tre sedute alla settimana con una specie di via di mezzo tra uno psicologo e un sociologo che ti spiegano quanto sei cattivo. Chi è tacciato di islamofobia in USA, come già in Gran Bretagna, in Svezia e Norvegia esce dalla società civile. In Norvegia ci sono 3 anni di prigione. Avete letto bene. La prima ballerina del teatro lirico di Londra è stata licenziata per aver dichiarato che l'islam è pericoloso, licenziata per razzismo. Il primo giornalista che parla di terrorismo islamico rischia l'accusa di islamofobia. I musulmani «domineranno la terra del Vaticano; noi controlleremo Roma e vi introdurremo l’islam.» Queste sono le parole dello Sheykhsaudita Muhammad bin Abd Al-Rahman Al-Arifi, imam della moschea dell’Accademia della Difesa Re Fahd. Il giornalista che le ha riportate alla radio canadese è stato licenziato. Consiglio a tutti di leggersi il libro “Islamofobia, lo psicoreato del futuro totalitario”, di Horowitz e Spencer che trovate qui http://www.islamofobia.info/?s=islamofobia+lo+psicoreato+del+futuro&search=Search. È un testo fondamentale per la resistenza. La resistenza è semplicemente la legge: una legge che protegga la libertà di parola e che deve essere al di sopra di tutto
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Un italiano prova a sfrattare due donne arabe che occupano abusivamente la sua casa popolare: gli sparano 15/11/2014 11:14:27 di Io amo l'Italia Un italiano prova a sfrattare due donne arabe che occupano abusivamente la sua casa popolare: gli sparano Un italiano prova a sfrattare due donne arabe che occupano abusivamente la sua casa popolare: gli sparano alla gamba e feriscono alla testa il figlio. È successo ieri a Tor Bella Monaca, altro sobborgo degradato di Roma. E’ successo a Tor Bella Monaca, periferia di Roma. L’uomo, 45 anni, legale assegnatario dell’alloggio, e’ stato gambizzato con un colpo di pistola. Insieme a lui c’era anche il figlio di 17 anni che e’ stato ferito alla testa con il calcio dell’arma. L’uomo ha tentato di sfrattare chi gli occupava illegalmente l’alloggio popolare, due inquiline abusive due donne arabe, hanno chiamato un amico che ha sparato contro l’uomo e il figlio 17enne. un’altra periferia degradata come Tor Sapienza scossa dal razzismo. Padre e figlio sono stati soccorsi e trasportati in ospedale dal 118. Non sono in pericolo di vita. L’episodio e’ accaduto al secondo piano dell’edificio. A dare l’allarme alcuni vicini che hanno raccontato alla polizia di aver sentito forti rumori, come di una porta sfondata, e poi lo sparo. Quando l’ambulanza e’ arrivata i due feriti erano nella tromba delle scale. Dal palazzo sarebbe stato visto un uomo fuggire, ora ricercato dalla polizia. Sulla vicenda indaga il commissariato Casilino Nuovo. Dai primi accertamenti emergerebbe che alla base del ferimento ci sia una lite con i precedenti inquilini per l’occupazione dell’appartamento. Il 45enne, che al momento sembrerebbe il legittimo assegnatario dell’alloggio popolare, avrebbe tentato di sfrattare due donne arabe che occupavano l’appartamento. Dopo un’accesa lite le inquiline straniere avrebbero chiamato un amico per farsi difendere che si e’ presentato nel palazzo armato di pistola. Dopo aver buttato giu’ la porta ha esploso il colpo mirando alle gambe del 45enne. Poi ha colpito il ragazzo sedicenne con il calcio della pistola per guadagnarsi la fuga. Anche le due donne sono scappate prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Padre e figlio sono stati ricoverati al policlinico Tor Vergata e non sono in pericolo di vita. Il proiettile sarebbe, infatti, entrato e poi uscito dalla gamba. L’uomo verra’ ascoltato nelle prossime ore dagli investigatori che stanno indagando per far luce sull’aggressione e sull’occupazione dell’appartamento conteso per chiarire se siano stati commessi eventuali illeciti. http://www.romadailynews.it/cronaca/cercano-di-liberare-appartamento-occupato-uomo-e-figlio-feriti-a-tor-bella-monaca.php
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La Terza guerra mondiale è cominciata ma abbiamo paura di dire che il nemico è l’islam: come potremmo pertanto vincerla? 30/09/2014 17:30:27 di Andrea Tedesco La Terza guerra mondiale è cominciata ma abbiamo paura di dire che il nemico è l’islam: come potremmo pertanto vincerla? Questa è una guerra un po’ anomala non solo perché viene combattuta "a macchia di leopardo", ma perché non è chiaro chi sia il nemico, chi siano i belligeranti. Questa guerra sembrerebbe essere combattuta oltre che "a macchia di leopardo" anche "tutti contro tutti". Il Papa ha menzionato tra le cause della guerra le armi, la sete di denaro, la sete di potere, altri hanno citato il petrolio etc., tutti fattori senza dubbio importanti, in particolare il petrolio. Ma né il Papa né la maggior parte degli altri osservatori occidentali hanno fatto riferimento al minimo comune denominatore di quasi tutte le manifestazioni della III Guerra Mondiale, con un'eccezione degna di nota nel conflitto in Ucraina, cioè l’islam. Infatti, anche se quasi nessuno ha voluto menzionare l’islam tra le cause principali della guerra, e gli islamici come uno dei principali nemici e belligeranti, per mantenere la posizione islamicamente corretta dominante in Occidente, il "99%" dei conflitti oggi in corso nel mondo, anche quelli in cui l’Occidente non c’entra proprio nulla, vedono coinvolto l’islam. Qual è il risultato di questa mancanza di chiarezza e di volontà di identificare il nemico, i belligeranti, o perlomeno uno dei principali nemici e belligeranti? Una possibile conseguenza è l'aumento della difficoltà di conseguire la vittoria e dei rischi di subire una sconfitta. L'enfasi esclusiva sulle armi, sul petrolio, sui finanziamenti ai jihadisti, se da una parte sottolinea aspetti tutti degni di considerazione per un approccio olistico alla risoluzione del problema, tende anche, però, a creare l'impressione assai pericolosa nei musulmani, oltre che in chi già attribuisce tutte le colpe all'Occidente, che sia proprio l'Occidente, ricco venditore di armi, assetato di guadagni, di petrolio, il vero e unico responsabile della III Guerra Mondiale, che per ora sta insanguinando per lo più paesi del Terzo Mondo. Viene, così, anche indirettamente confermata la teoria del Jihad reattivo, cioè che la violenza islamica sia in realtà una creazione dell'Occidente, o in quanto semplice reazione alle ingiustizie, allo sfruttamento perpetrati dall'Occidente ai danni del Terzo Mondo, o in quanto "pilotata" dall'Occidente, che avrebbe "creato" l'Isis (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante) per soddisfare le sue ambizioni egemoniche ed economiche. Questa “sottile” demonizzazione dell'Occidente rischia di moltiplicare i nostri già cocenti sensi di colpa, abbassare ulteriormente la nostra autostima, spingendoci a vergognarci ancora di più se possibile di chi siamo (proprio come dovremmo vergognarci per la morte dei poveri clandestini affogati nel tentativo di raggiungere le nostre coste che non siamo riusciti a salvare, nonostante l'impegno generoso e senza soste della nostra Marina...), riducendo la nostra volontà e capacità di difenderci e di combattere. Questa posizione rischia di accreditare l'islam radicale e gli jihadisti dell'Isis agli occhi dei musulmani moderati, presentandoli come il cavallo vincente, per due ragioni: 1) la nostra debolezza, la mancanza di determinazione e volontà di difenderci efficacemente e vincere la guerra lascia spazio all'islam radicale e aumenta prevedibilmente le probabilità che abbia la meglio, o perlomeno suggerisce questo scenario futuro, spingendo così i musulmani moderati a sposare la causa del Jihad anche solo per salvarsi la vita, 2) la demonizzazione dell'Occidente conferma l'eroismo dei guerrieri islamici, apparentemente impegnati nelle difesa del mondo islamico dai soprusi e dalle ingiustizie, dall'imperialismo dell'avido e malvagio Occidente, favorendo il reclutamento dei jihadisti tra i musulmani moderati, o comunque tra gli immigrati islamici di prima e soprattutto di seconda generazione. Secondo un'indagine conoscitiva il 73% dei musulmani in Olanda considera già i jihadisti dell'Isis alla stregua di eroi (http://www.gatestoneinstitute.org/4380/netherlands-terrorists), e le manifestazioni pubbliche di esplicito sostegno all'Isis tenute nelle strade delle nostre città sembrano confermare che non si tratti di un fenomeno limitato al paese dei tulipani. In guerra le regole del gioco dovrebbero cambiare. Invece il Papa, Obama, tutti i leader religiosi e politici e gli osservatori occidentali, con rarissime eccezioni, tra cui spicca per lucidità e determinazione la figura di Putin, che sta reprimendo duramente l’islam in Russia, mantengono la posizione islamicamente corretta di chi si illude che esista un “islam moderato” dentro ogni islamico radicale, che aspetta solo di manifestarsi in risposta ai nostri disperati tentativi di porre rimedio alle sofferenze inflitte al Terzo Mondo e al mondo islamico. Proseguono, così, ininterrotti il dialogo islamicamente corretto, l'autocritica esagerata, la crescita dei sensi di colpa, la profusione di scuse, la generosa accoglienza di immigrati islamici a casa nostra ed elargizione di aiuti e sussidi economici e concessioni. Vanno avanti, così, gli sforzi controproducenti di convertire gli islamici radicali, non al cristianesimo ovviamente, non sia mai, ma all'islam moderato. Continuano, così, l'apertura di nuove moschee e la "libanizzazione", cioè la crescita "a macchia di leopardo" delle enclavi islamiche nel cuore delle nostre città. In altre parole, procede senza soste lo sforzo di trasformazione dei musulmani moderati in radicali. Sebbene, infatti, non esista l’islam moderato, se non nei sogni islamicamente corretti dei buonisti, per fortuna, esistono ancora, ma non si sa per quanto di questo passo, i musulmani moderati, che non frequentano le moschee e non leggono il Corano, ma seguono con attenzione e per lo più in silenzio le vicende del Jihad e la nostra conduzione della guerra, valutando se unirsi al Jihad o restare in disparte. Proprio per rimediare al problema della presenza di troppi musulmani moderati in Turchia, che potrebbero ostacolare i progetti egemonici globali personali e dell’islam radicale, Erdogan ha recentemente introdotto l'obbligo di studiare il Corano nelle scuole, che avrà come effetto prevedibile un’ulteriore radicalizzazione dei turchi. In altre parole, l'islamico radicale Erdogan, che sogna di ristabilire l’impero Ottomano, di diventare il leader indiscusso del mondo islamico, non solo finanzia, addestra e sostiene in ogni modo possibile i jihadisti dell'Isis in chiave anti-sciita e anti-iraniana, ma impone lo studio del Corano ai giovani musulmani turchi. Pertanto, anche alla luce della strategia del presidente turco, al fine di combattere l'Isis e l’islam radicale, dovremmo quanto meno assicurarci che i musulmani moderati che vivono tra noi continuino a non leggere il Corano e a non frequentare la moschea, evitando di aprire nuove moschee ed anzi cominciando a chiudere quelle esistenti. A quanto pare, invece, vogliamo perdere la III Guerra Mondiale ad ogni costo...
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Vogliono toglierci la libertà di critica 30/08/2014 09:17:46 di Ida Magli Vogliono toglierci la libertà di critica (Il Giornale) - Il cardine della democrazia è mettere in discussione (anche) le religioni Islamofobia: strano concetto da usare in un procedimento disciplinare. «Fobia» è, infatti, termine medico che definisce un particolare disturbo psichico, presente in genere nelle nevrastenie, e che si presenta come paura, ripulsione non infrenabile nei confronti di un qualsiasi fenomeno della realtà. Freud ha aggiunto poi, con le teorie psicoanalitiche sull'inconscio, una spiegazione ulteriore del comportamento fobico affermando che il paziente è indotto a razionalizzare la propria fobia attribuendola agli aspetti negativi degli oggetti o delle persone di cui teme. Siamo sempre nel campo della psichiatria. Da qualche anno tuttavia, in Europa, e in Italia in particolar modo, le accuse di «fobia» si sprecano. Non si può aprire bocca su un qualsiasi argomento senza incorrere in questo rischio. Sarebbe bene, invece, cominciare a ricordarsi quanto cammino abbiamo fatto, quante lotte intellettuali e fisiche abbiamo dovuto sostenere, soprattutto noi, gli italiani, per giungere alla civiltà cui oggi apparteniamo. Abbiamo sofferto e pagato con il carcere e con il sangue non tanto la libertà concreta, quanto la certezza della ricerca scientifica e delle sue conoscenze, disgiunta dal pensiero filosofico, da quello politico e da qualsiasi fede religiosa. Finalmente siamo giunti anche noi, italiani, a poter godere di una democrazia totalmente laica in cui il rispetto per le convinzioni dei singoli cittadini non comporta l'impossibilità di discuterle. Questo è il punto fondamentale di una democrazia sicura di se stessa e della forza della propria libertà: ogni cittadino può e deve poter parlare con tutti gli altri di qualsiasi argomento perché vive in un gruppo ed è la vita di gruppo che forma una società e un popolo. È secondo questi principi di convivenza nella democrazia che si ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di discutere delle religioni. Oggi nessuno ritiene, in nessuna parte del mondo, che le religioni non facciano parte integrante delle culture e delle società. E ogni religione, proprio perché religione (religio è legame fra più individui) non è un fatto privato, né può essere trattato da nessuno, né singoli né governi né istituzioni, come un fatto privato. In Italia, poi, per la sua particolare storia, le discussioni e le critiche, anche fortissime, ad associazioni cattoliche, a vescovi, a parroci, a Papi, non sono mai mancate. Sarebbe sufficiente ricordarsi i dibattiti appassionati per la legislazione sul divorzio e sull'aborto. I cattolici hanno fatto allora tutto il possibile per sostenere le loro tesi che erano appunto fondate su norme dettate da un testo sacro, il Vangelo; altrettanto hanno fatto i partiti laici, e alla fine si sono svolti con assoluta libertà i relativi referendum. Cosa sarebbe stato dell'Italia, della democrazia in Italia, se qualcuno avesse pensato che i giornalisti non potevano discutere delle norme di un testo sacro, che bisognava porre loro il bavaglio, o intimorirli con provvedimenti disciplinari? Ho citato esplicitamente il Vangelo perché gli italiani possono supporre che il Corano, scritto diversi secoli dopo la venuta di Gesù, debba in qualche modo somigliargli, riprendere qualcuna delle sue tesi fondamentali. Siccome è vero il contrario perché il Corano è fondato sull'Antico Testamento, sulla legge del taglione, sulla vendetta contro i nemici, sull'obbligo di convertire gli infedeli, sui tabù dell'impurità, è quindi agli antipodi del Vangelo e agli antipodi della civiltà in cui viviamo. Visto che i musulmani sono già numerosissimi sul suolo italiano e aumentano ogni giorno, è dovere e diritto degli italiani sapere quali siano le norme di comportamento imposte da Maometto ai suoi fedeli, i quali, appunto in quanto fedeli, dovrebbero ritenerle giuste e averle fatte proprie. Ma chi dovrebbe informarli se non i giornalisti? L'ipocrisia non è nell'interesse di nessuno oggi in Italia. Intervengano i musulmani o i loro giornalisti (non gli imam) insieme a noi sui giornali e ci assicurino che, pur essendo fedeli a Maometto, ritengono sbagliate la giustizia del taglione, le norme sull'inferiorità e l'impurità delle donne, sulla fustigazione degli omosessuali, sulla lapidazione delle adultere, sull'uccisione degli infedeli... Noi gli crederemo. http://www.ilgiornale.it/news/politica/vogliono-toglierci-libert-critica-1047507.html
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Facebook ha bloccato la mia pagina per la seconda volta in 9 giorni! 21/08/2014 10:25:15 di Magdi Cristiano Allam Facebook ha bloccato la mia pagina per la seconda volta in 9 giorni! Carissimi amici, Facebook ha bloccato la mia pagina Fans (Magdi Cristiano Allam - https://www.facebook.com/MagdiCristianoAllam), che ha 70.900 “mi piace” per la seconda volta in 9 giorni! La prima volta si limitarono a indicarmi un manifesto dell’estrema destra anti-israeliano che avevo pubblicato nell’ambito di un articolo di cronaca in cui denunciavo il fatto. Avevo fatto né più né meno un servizio di informazione corretta così come fanno tutti i siti d’informazione. Oggi invece, dalle 9 del mattino, la mia pagina non è più accessibile se non all’amministratore senza alcuna motivazione. Ho chiesto spiegazioni a Facebook e sono in attesa della risposta. Non ho la minima idea di quando la pagina verrà riattivata. È del tutto evidente che la mia pagina è politicamente scorretta. Sono senza mezzi termini contro il terrorismo islamico, denuncio l’ideologia di odio, violenza e morte insita nel Corano e in Maometto, chiedo la chiusura delle moschee. Così come sono contro l’immigrazionismo, il relativismo valoriale, il meticciato culturale, chiedo di bloccare Mare Nostrum e l’ingresso dei clandestini. Ugualmente sono contro l’euro, la dittatura eurocratica e finanziaria, sono per l’attribuzione allo Stato del diritto di emettere direttamente moneta senza creare nuovo debito con le banche. Nell’attesa che Facebook ci faccia conoscere le ragioni del blocco, i miei messaggi li pubblicherò sia nel sito www.ioamolitalia.it sia in questa pagina Facebook di Io amo l’Italia (https://www.facebook.com/pages/Io-amo-lItalia/193238569795). Carissimi amici, vi prego di diffondere questa denuncia e la comunicazione del sito e della pagina Facebook alternativa per continuare a restare in contatto. Siamo nella Terza guerra mondiale scatenata dal terrorismo islamico, dalla dittatura finanziaria globalizzata ma che vede partecipe anche i grandi mezzi di comunicazione di massa. Noi comunque non ci faremo intimidire. Andiamo avanti fino alla vittoria. Insieme ce la faremo!
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Lo sgozzamento e la decapitazione del giornalista americano James Foley s’ispira al Corano e a Maometto 20/08/2014 18:33:07 di Magdi Cristiano Allam In un video diffuso dall'Ansa non si mostra la fase dello sgozzamento e della successiva decapitazione del giornalista americano James Foley. Si vede il terrorista islamico dell'Isis (Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), incappucciato, che tiene la testa del giornalista mentre pronuncia in inglese la sua condanna a morte come ritorsione per i bombardamenti americani contro le forze dell'Isis a Mosul: "Questo è James Foley, un cittadino americano... i vostri attacchi hanno causato perdite e morte tra i musulmani... non combattete più contro una rivolta, noi siamo uno stato, che è stato accettato da un gran numero di musulmani in tutto il mondo. Quindi, ogni aggressione contro di noi è un'aggressione contro i musulmani e ogni tentativo da parte tua, Obama, di attaccarci, provocherà un bagno di sangue tra la tua gente". Foley, un attimo prima di essere sgozzato e decapitato, fa delle dichiarazioni contro la guerra degli Stati Uniti e contro i recenti bombardamenti americani. È veramente sconvolgente come una persona terrorizzata venga del tutto sottomessa all'arbitrio del carnefice facendogli dire e fare tutto ciò che gli si impone, pur nella consapevolezza che ciò non gli salverà la vita. Successivamente ci si limita ad annunciare che Foley viene sgozzato e poi decapitato, con la testa appoggiata sul corpo. Di fatto il terrorista mette un lungo coltello alla gola dell'ostaggio, e inizia vigorosamente a tagliare. Nell'immagine successiva del video originale si vede il corpo del giornalista riverso per terra, nel sangue, e la sua testa mozzata sulla schiena. Infine il video mostra lo stesso terrorista islamico che tiene un altro giornalista americano, Steven Joel Sotloff, anche lui rapito in Siria: "La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni", minaccia il terrorista. È del tutto evidente che i terroristi islamici fanno leva sul nostro attaccamento alla sacralità della vita che noi consideriamo un valore assoluto e universale, l'essenza stessa della nostra umanità, sulla nostra innata e naturale paura di perdere la vita soprattutto con quella modalità atroce dello sgozzamento e della decapitazione, esibendo in modo feroce la loro ideologia islamica della morte, di totale disprezzo della vita altrui ma anche propria. Questa ideologia della morte eretta a caposaldo della loro guerra santa islamica ovunque nel mondo, confermata sia dall'Isis in Iraq e Siria sia da Hamas a Gaza, si fonda sui precetti islamici e sul comportamento di Maometto. Fu proprio il loro profeta che nel 627 partecipò di persona allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Qurayza alla periferia di Medina. Ecco perché è assolutamente infondato immaginare che il terrorismo islamico sia di natura reattiva. I terroristi islamici sgozzano e decapitano gli ebrei, i cristiani, gli infedeli e gli apostati a prescindere dai fatti contingenti. Lo fanno perché l'ha ordinato Allah nel Corano e perché l'ha fatto concretamente Maometto. Questi sono dati di fatto incontrovertibili e documentati dal Corano e dalla Sira, la biografia ufficiale di Maometto. Allora perché noi abbiamo paura anche semplicemente di dire la verità, di guardare in faccia alla verità dell'islam, sostenendo con dovizia di prove che è l'islam il male assoluto e che l'islam non può essere in alcun modo concepito come una religione divina alla stregua dell'ebraismo e del cristianesimo. Dobbiamo vincere la paura e vivere sostenendo a viva voce la verità senza mai rinunciare alla libertà. Andiamo avanti fino alla vittoria. Insieme ce la faremo!
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my ISRAELE kingdom ] io dico che si stanno istruendo e si stanno facendo
 una cultura all'ONU: i diritti umani di satanasso Merkel OCI
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Io amo l'Italia denuncia l'Europa che aiuta gli islamici che massacrano i cristiani e odiano Israele 11/02/2013 11:37:21 di Silvana De Mari Io amo l'Italia denuncia l'Europa che aiuta gli islamici che massacrano i cristiani e odiano Israele Io amo l'Italia è l'unico soggetto politico che parla dell'islam. Questo è il motivo per cui deve vincere. In tutti gli altri questa parola è tabù. Fa eccezione Beppe Grillo che spiega che l’islam è tanto bello, religione di pace e soprattutto intelligente. Notizie orribili arrivano dal Libano. Migliaia di nuovi profughi. Nessuna speranza che questi profughi possano mai tornare a casa. Possono solo aumentare. Padre Nader è l’unico soccorso per i cristiani ch vivono nella striscia di Siria a ridosso del confine. Ha salvato un bambino nel dicembre del 2012, unico sopravvissuto di una famiglia sterminata in una casa cui era stato appiccato il fuoco. Il bambino ha le gambe ustionate e porterà nell’anima cicatrici ancora più gravi ma è vivo. Padre Nader è stato aggredito, è caduto in un agguato. La sua comunità ha ricevuto la falsa notizia di un gruppo di cristiani bloccati alla frontiera. Lui e la sua piccola squadra di primo soccorso sono quelli che accorrono in soccorso ai cristiani, sono gli unici, sono disarmati. È partito ed è caduto in trappola. Ora ha un braccio spaccato, l’uomo che lo accompagna è stato ferito all’addome e beni preziosi, denaro, la vecchia auto e il computer sono stati perduti. Non solo altre migliaia di profughi cristiani si stanno riversando, accolti e soccorsi dagli esilissimi mezzi della Chiesa Cattolica Libanese. Un altro frutto avvelenato della primavera araba. Ci spiegano che tutto questo è colpa nel colonialismo occidentale, chi la fa l’aspetti, e queste simpatiche guerre intestine sono una fase passeggera. Ci vuole pazienza. Qualche anno e poi la democrazia nascerà bella come la luce. Il concetto di nazione si è creato in Europa attraverso un’elaborazione filosofica, politica e letteraria durante i secoli del Medio Evo e dell’Evo Moderno, nell’islam non esiste perché questa elaborazione non c’è mai stata né potrebbe esserci. L’impossibilità strutturale nell’islam dove la distinzione tra potere religioso e potere statale è impensabile. Se esaminiamo la storia dell’islam, dalla morte di Maometto in poi, dalla guerra di successione tra omayadi e abbassadi fino all’epoca attuale è un’infinita serie di guerre religiose, guerre tribali e guerre tra fazioni. Sono stati periodi di pace , sia pure relativa, sono i periodi in cui un potere centrale molto forte e molto poco democratico ( Impero ottomano, dittatore di turno) deteneva il potere. Dato che il potere non può appartenere al popolo, che per definizione non vale nulla, ma deve appartenere a Dio, non possono esistere nell’islam, non si possono formare meccanismi legittimi di accesso al potere. Prima di destabilizzare una dittatura, o una semidittatura, in terra islamica bisogna pensarci molto, perché il rischio di sprofondare tutto in una paurosa guerra civile è molto alto. E in ogni guerra civile per definizione i primi a essere attaccati saranno le minoranze, in primis quelle ebraiche e cristiane. Gli comunità ebraiche nei paesi islamici sono state annientate, ridotte a niente, mediante pulizie etniche definitive e persecuzioni nella seconda metà del secolo scorso. Ora è la volta dei cristiani. Tutti contro tutti, divisi in una folle frammentazione etnica e religiosi, ma unicit nel massacro dei cristiani e dall'odio folle e isterico per Israele: Curdi e Alawiti, Sunniti e Sciiti, Anp e Hamas, ma, cosa importante, tutti contro Israele e contro i cristiani. Fondamentale la spinta islamista, che è l’unica possibilità di creare un’identità e di uscire dal comp0lesso di inferiorità dovuto all’arretratezza culturale rispetto al mondo occidentale e orientale ( Giappone, Corea, Cina, la stessa India) L’islam cura il complesso di inferiorità per l’inferiorità tecnologica e culturale che lo stesso islam causa. Come ci spiega Ergodan è puramente accademica la distinzione fra islamisti "moderati" (la Fratellanza musulmana), "estremisti (i "salafiti") e "terroristi (i talebani, Al Qaeda), perché i dissensi sono semplicemente di natura tattica. Padre Nader ha bisogno di denaro per i profughi e non ne ha salvo quello che sono riuscita a mettere insieme grazie a Maurizio ed altri preziosi amici. Gli enormi contributi dall'Unione Europea vanno ai palestinesi, a finanziare “operazioni culturali” dove si inneggia ai terroristi suicidi che muoiono per distruggere i bus scolastici dove i bambini ebrei vanno a scuola. Il numero degli atti di terrorismo è enormemente diminuiti grazie alla barriera difensiva israeliana, che sta salvando vite umane, migliaia di vite umane, perché prima che fosse costruita i mirti per terrorismo erano circa 500 l'anno, i feriti migliaia, eppure la voce dei vescovi non si fa sentire contro i massacri di innocenti ma contro la barriera che questo massacro lo ferma, la barriera che protegge l'unico paese dove i cristiani vivono in pace. L’Unione Europea ha appena dato un contributo di 7,2 milioni di euro per il pagamento degli stipendi di dicembre e delle pensioni di “ 83.800 dipendenti e pensionati civili palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza”. L’Autorità Palestinese autorizza regolarmente i pagamenti alle famiglie dei “martiri” utilizzando gli aiuti dell’Europa con l’introduzione di una nuova legge che prevede il pagamento alle famiglie degli attentatori suicidi con proventi esterni al suo bilancio pubblico. Nel 2011 l’Unione Europea ha stanziato 145 milioni di euro per le spese dell’Autorità Palestinese, 35 milioni di euro per “progetti di potenziamento delle istituzioni” e 22 milioni di euro per sostenere le infrastrutture pubbliche. Ulteriori 11 milioni di euro sono stati stanziati per il “settore privato” e 8 milioni di euro per “iniziative a Gerusalemme Est”, mentre accusa Israele di “apartheid”, “pulizia etnica”, e di voler creare un “modello per terrorizzare la popolazione civile”. L’obiettivo dell’Europa è costringere Israele a cedere l’Area C in Giudea e Samaria, perché, come disse John Gatt-Rutter, il rappresentante dell’Unione Europea a Gerusalemme: “Non c’è Stato palestinese senza Area C”, cioè la Giudea e la Samaria devono essere “Judenrein”, senza più un solo ebreo. Dal 1994 al 2011, la UE ha elargito 4.260 milioni di euro all’Autorità Palestinese attraverso vari canali – e questa cifra non tiene conto delle donazioni dei singoli Stati UE all’Anp. L’Unione Europea è diventata il principale donatore per i palestinesi, con il contributo totale di ben 500 milioni di euro. A questa cifra vanno aggiunti i finanziamenti alle Ong anti-israeliane. Il governo olandese garantisce milioni di euro a organizzazioni come “Kerk in Aktie” e l’ “Organizzazione interreligiosa per la Cooperazione allo Sviluppo”, che sostengono il “boicottaggio generale” dei prodotti israeliani, secondo la politica della Chiesa protestante dei Paesi Bassi. Anche l’Organizzazione interreligiosa ha ricevuto fondi dall’Unione Europea per 5,3 milioni di euro. “Diakonia”, la più grande Ong umanitaria svedese, fondata da cinque chiese, ha finanziato i programmi “per commemorare la Nakba”, il termine palestinese per “catastrofe”, che indica la fondazione di Israele nel 1948. La “Christian Aid”del Regno Unito e la “Finn Church Aid “della Finlandia hanno ricevuto milioni di euro dall’UE per diffondere le peggiori menzogne anti-Israele, tra cui la fame, la tortura, il saccheggio e l’assedio. L’Europa sta finanziando con milioni di euro anche le Ong di sinistra. Fra queste : “Addameer” (154.000 dalla Svezia), “Al Haq” (317.000 dall’Olanda, 65.500 dal piano di salvataggio economico dell’Irlanda e 116.000 dalla Norvegia), “
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Io amo l'Italia denuncia l'Europa che aiuta gli islamici che massacrano i cristiani e odiano Israele 11/02/2013 11:37:21 La “Christian Aid”del Regno Unito e la “Finn Church Aid “della Finlandia hanno ricevuto milioni di euro dall’UE per diffondere le peggiori menzogne anti-Israele, tra cui la fame, la tortura, il saccheggio e l’assedio. L’Europa sta finanziando con milioni di euro anche le Ong di sinistra. Fra queste : “Addameer” (154.000 dalla Svezia), “Al Haq” (317.000 dall’Olanda, 65.500 dal piano di salvataggio economico dell’Irlanda e 116.000 dalla Norvegia), “Al Mezan” (78.000 dalla Svezia), “Applied Research Institute” (278.000 da parte dell’Unione Europea e 73.000 dalla Spagna in bancarotta), “Coalizione delle Donne per la Pace” (184.000 da parte dell’Unione Europea) e “Troicare” (1 milione e mezzo da parte dell’Unione Europea e 354.000 dal Regno Unito). L’Europa ha poi un ulteriore modo di sostenere il terrorismo palestinese e l’antisemitismo: i libri di testo e i canali televisivi. Si tratta di una sorta di “software” della guerra santa contro gli ebrei. I libri di testo finanziati dall’Unione Europea sostengono apertamente la Jihad: la “Palestina” è presentata come comprensiva di tutto lo Stato ebraico, i luoghi più sacri dell’ebraismo (come il Monte del Tempio) sono stati cancellati, gli ebrei sono demonizzati e viene esaltato il “martirio” arabo. In questi testi, gli ebrei sono descritti come “scaltri”, “locuste” e “animali selvatici”. Funzionari dell’Unione Europea hanno appena incontrato i palestinesi a Ramallah, Nablus e Hebron, mentre l’UE ha stanziato 5 milioni di euro per “un programma culturale”. L’UE, con 17 milioni di euro, ha fondato “EuroMed Heritage” ,un programma “che contribuisce allo scambio di esperienze in materia di patrimonio culturale, crea networks e promuove la cooperazione con i paesi partner del Mediterraneo”. Tra queste reti c’è la televisione palestinese, che esalta gli attentati suicidi, l’antisemitismo e la Jihad. Un documento, letto da schiere di telespettatori su un programma della TV dell’Anp, finanziato dall’UE, incitava al terrorismo sugli aerei. A Costantinopoli, oggi Istanbul, per mille anni la più grande e gloriosa città cristiana del mondo, la terza città santa della cristianità oggi non restano quasi più popolazioni non musulmane. A parte qualche minoranza sotto attacco in Libano e in Egitto, qualche piccola isola in Iraq e in Siria la cristianità è scomparsa. I cristiani vivono e aumentano in Israele, e naturalmente resistono . gli ebrei in Israele, che hanno avuto il torto terribile agli occhi dell'Islam di volersi riprendere la loro terra già conquistata dall'Islam e colonizzata dagli arabi. Per questo Israele è così odiata dall'Unione Europea e così amata da noi di Io amo l'Italia, perché è il segno di una resistenza possibile, della non irrevocabilità della conquista musulmana, della presenza forte della modernità occidentale, della libertà, del pluralismo in una terra destinata, dal punto di vista islamico, alla sottomissione. Per Padre Nader, per i cristiani perseguitati, per Israele, e ovviamente per l’Italia, dobbiamo vincere.
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In quella terribile data il Gran Muftì di Gerusalemme, la più alta autorità sunnita, dichiarò che il nazismo e l’islam avevano gli stessi valori e gli stessi nemici, affermazione discutibile per quanto riguarda l’islam laico e tutti i tentativi di riforma a cominciare da quello del sudanese Mohamed Taha, ma purtroppo innegabile per l’ islam integralista, Wahhabismo sunnita e il Khomeinismo sciita. In cambio dello schieramento di tutto l’islam, Siria, Giordania, Iran, Iraq e Egitto, a favore di Hitler il progetto iniziale dell’espulsione degli ebrei fu sostituita dallo sterminio, uno sterminio completo come quello compiuto dal Profeta Maometto sulle tribù israelite dell’Arabia, ree di aver rifiutato di riconoscerlo come Messia. La soluzione finale risale al febbraio del 1942. Il tale occasione fu anche fondata la XIII divisione SS, la divisione bosniaco palestinese, per intenderci erano quelli che andavano a massacrare i partigiani serbi con il Corano sotto braccio e seguivano la prescrizione (è contenuta nella Sura numero nove) di segare gambe e braccia ai nemici dell’islam. Sempre nella stessa occasione Hitler e Himler si scusarono con il Gran Mufti di Gerusalemme, perché questa ignobile Europa giudaico cristiana aveva osato fermare l’islam a Vienna. A proposito di Vienna, qualcuno ricorda la data in cui l’assedio fu spezzato? L’11 settembre. Certo. L’11 settembre 1683 il monaco italiano Marco d’ Aviano dette la forza con il suo coraggio e le sue parole a 80000 uomini di spazzare via l’assedio di Vienna: 300.000 tra cavalieri e fanti. Senza quella vittoria non avremmo avuto la civiltà europea. Marco d'Aviano, dopo la vittoria entrò a Vienna e gli offrirono un caffè. Avevano imparato a farlo dai turchi. pare che il monaco cappuccino lo trovò tremendo e versò latte nella tazza per ingentilirlo, fino a che ebbe il colore della sua tonaca. Da qui il nome del cappuccino. il fornaio che aveva salvato la città, durante l'assedio, accorgendosi di notte, mentre lavorava che i turchi stavano scavando un tunnel per mettere la dinamite e fare una breccia nelle mura, dopo la vittoria ebbe l'esclusiva dell'uso della pasta sfoglia. Lui la usò per confezionare un dolce a forma di luna crescente, in francese croissant, simbolo della bandiera turca. Vale a dire: la tua bandiera me la mangio con la marmellata. Quando facciamo colazione con cappuccino e croissant, in realtà, ricordiamo la vittoria cui dobbiamo la nostra terra e la nostra libertà. Non ditelo ai nostri intellettuali. Non è un caso che la tecnologia, dalla vaccinazione al cellulare, dall’energia atomica alla resezione epatica secondo il vietnamita Tong Tan Tun, si sia sviluppata dove le religioni sono ricche filologicamente (giudaismo, cristianesimo, buddismo), dove abbiano dei margini per la rielaborazione filologica. Solo dove la filologia è permessa si sviluppa la filosofia. Senza filosofia non c’è pensiero scientifico, senza pensiero scientifico non può esserci pensiero tecnologico. Il Corano è dettato, non ispirato. Non è permessa nessuna rielaborazione filologica. Il Corano si impara a memoria e basta. L’islam vieta le narrazioni (l’unica che è riuscita a formarsi, nonostante i divieti, Le mille e una notte, è attualmente vietata nella maggioranza degli Stati integralisti), vieta il pensiero scientifico, perché la realtà appartiene a Allah ed è una mancanza di rispetto esplorarla. Vieta la musica (Allah il misericordioso verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che in vita avranno ascoltato musica). Islam vuol dire sottomissione. L’islam vieta la libertà. L’ identità islamica è fortissima e totalitaria. Chi è islamico è islamico e basta. Non riconosce i non islamici come simili a sé. E dimentica di essere uomo. Come a detto il direttore di un giornale umoristico marocchino, uno di quei personaggi che oggi sono vivi e domani non si sa, è la umanità contro la umanità. Tutti coloro che hanno un'identità fragile sono affascinati dai totalitarismi. Tutti quelli che hanno un'identità forte non possono essere ricondotti alla condizione di servo, creano nazioni liberali, disordinate e intelligenti. Tutto qui.
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Dopo il nazifascismo e il comunismo, ora lo scontro è con l'islam: i popoli liberali usciranno annientati se non difenderanno i diritti dell'individuo 13/12/2012 12:28:33 di Silvana De Mari Dopo il nazifascismo e il comunismo, ora lo scontro è con l'islam: i popoli liberali usciranno annientati se non difenderanno i diritti dell'individuo I totalitarismi garantiscono dal dolore della mancanza di un’identità, che è un dolore e garantiscono l’illusione della superiorità che è uno dei maggiori piaceri esistenti in natura. Il secolo ventesimo ha visto un primo scontro tra i sistemi democratici e liberali e il nazifascismo, che garantiva un’identità e una superiorità genetica. Il secondo scontro è stato con il comunismo sovietico e cinese: la superiorità morale. In questo momento lo scontro è con l’islam ed è uno scontro mortale, da cui i popoli liberali e democratici usciranno annientati se non ritroveranno la loro anima: la difesa dei diritti dell’individuo e solo dell’individuo. Uno Stato decente non difende le religioni. Uno Stato decente combatte le religioni che opprimono l’individuo. Dove il coraggio di combattere per l’individuo è perso, allora non resta ai popoli che avevano avuto il privilegio di creare il concetto stesso di libertà, che il destino di diventare un popolo di schiavi o un popolo di morti. L’assassinio del regista olandese Theo Van Gogh, la distruzione della vita dello storico francese Robert Redereck, le vicende delle vignette danesi, l’impossibilità di vedere film come Submission o Obsession dimostrano come la libertà dell’Europa è già stata calpestata con gli scarponi chiodati dall’islam, e delle infinite schiere dei suoi aspiranti servi. La creazione di corti islamiche in Inghilterra che applicano la sharia e che non condannano i mariti islamici che massacrano di botte le mogli dimostra come il fatto che in concetto che la legge sia uguale per tutti si è inginocchiato davanti all’islam. Nessuno si illuda: stiamo subendo un processo di colonizzazione. Questa colonizzazione si avvale di quattro pilastri: la demografia (data la maggiore natalità e l’immigrazione tra quaranta anni l’Europa sarà a maggioranza musulmana, e quindi, come ci ricordano il Gran Mufti di Londra e quello di Parigi, vigerà la sharia) la coercizione e la minaccia fisica ( il terrorismo, le minacce e gli omicidi di chi osa opporsi all’islam. Ho l’onore di essere tra i minacciati), il vittimismo e la criminalizzazione della vittima. È l’Occidente che è cattivo e non sottosta al dovere di amare e rispettare l’islam, questa religione così intelligente e spirituale. Uno Stato democratico applica le stesse leggi a tutti i suoi cittadini e questo è tutto. Uno Stato democratico non è il paradiso, non è la Giustizia assoluta e nemmeno la felicità. Uno Stato democratico è uno Stato che applica le stesse leggi, fatte dalla maggioranza, a tutti e basta. Per uno Stato democratico che i suoi cittadini o le loro religioni siano in contrasto con quelle leggi, deve essere di interesse uguale a zero. La vita delle donne che credono ( cioè islamiche) è dolore. Aisha, terza moglie del profeta Maometto, sposata quando lei aveva otto anni e lui 50. Questa bambina stuprata è riuscita a farci arrivare la sua voce. Per lei la vita è stato dolore e basta. Chi crede nell’islam crede nel diritto di un cinquantenne di mettere le mani sulle cosce di una bambina di otto anni, divaricarle e penetrare con il suo pene nella vagina troppo piccola di lei, coprendo con il suo peso, la sua puzza di cinquantenne, la sua bocca sdentata e il suo alito il suo corpo di bambina. Dato che il profeta Maometto ha sposato una bambina, il matrimonio con bambine di 8 anni è permesso, o raccomandato come nelle parole dell’ayatollah Khomeini, in quasi tutti i paesi islamici. La frase di Aisha è riportata dai commentatori islamici perché le donne dell’islam capiscano che il dolore della loro vita è la norma. Persino la moglie preferita di Maometto ha avuto una vita che è stata dolore e solo dolore e loro che si aspettano? L’islam ritiene che questo stupro sia giusto? I margini di dialogo davanti a un uomo di 50 anni che introduce il suo pene nella vagina di una bambina di 8 anni è che crea una religione sono dannatamente limitati: o si è favorevoli e si diventa complici del carnefici, anzi dei carnefici, o si è contro. Contro fino alla morte, senza se e senza ma. Contro. Gli ebrei sono scimmie, i cristiani sono maiali. Affermazione fatta dal cugino del profeta. Non tutti sono d’accordo con questa teoria, ma l’islam wahhabita lo è, ed è purtroppo l’islam che domina l’Arabia Saudita. Il Profeta lui stesso medesimo, ha sterminato gli ebrei dell’Arabia per il rancore di non averlo riconosciuto come Messia. L’accusa agli ebrei era di aver ingannato lo stesso Dio scippandogli il titolo di popolo eletto che invece toccava agli arabi. Nella loro comica e cosmica ignoranza della storia la maggior parte degli intellettuali, termine di etimologia ignota, perché mi sembra poco verosimile che possa derivare dalla parola intelletto, fanno risalire l’antisemitismo islamico all’esistenza dello Stato di Israele. Idioti. È il contrario. È lo Stato di Israele che è stato creato come unico ratio per salvare gli ebrei dall’islam. “L’islam è una religione creata da un leader genocidario, osceno e pedofilo. “ per questa affermazione un ragazzo afghano di 23 anni è stato messo a morte. http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11325&theme=5&size=A Noi abbiamo il diritto di ripetere questa affermazione? Noi abbiamo il dovere di ripetere questa affermazione. È sufficiente un’unica pecora nera perché l’affermazione che tutte le pecore sono bianche sia falsa. È sufficiente un solo dissidente, e nell’islam ce ne sono migliaia che vanno verso la morte pur di dire la verità su Maometto e l’orrenda religione che ha creato, che l’affermazione “ è la loro religione, è la loro civiltà” sia falsa, l’osceno belare degli utili idioti, innamorati del proprio ombelico, che dopo essersi schierati per decenni dalla parte dei carnefici sovietici e cinesi ora si scherano giulivi come fringuelli dalla parte dei carnefici islamici. Chi afferma che “ le religioni vanno rispettate” sta calpestando con gli scarponi chiodati la vita e il martirio di Mohamed Taha e di tutti i dissidenti islamici, giganti del coraggio e del pensiero.
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La testimonianza di una donna iraniana: "Non possiamo vivere il sesso liberamente, siamo malati, ossessionati, sporchi, deviati" 06/09/2015 15:45:53 di Magdi Cristiano Allam La testimonianza di una donna iraniana: Dopo la denuncia della giornalista di La7 Giulia Innocenzi, di molestie sessuali subite in Iran (ecco il testo della sua denuncia http://giuliainnocenzi.blogspot.it/2015/08/due-donne-sole-in-iran-quello-che-gli.html) Sanaz Alishahi, presidente dell’associazione culturale “La seconda generazione Catania”, nel suo blog ha raccolto la reazione di una donna iraniana, presentata come “Mona 25 anni, single, ama gli animali, è all’ultimo anno di medicina in un’università molto lontana dalla città in cui vive”. Vi propongo il testo integrale di questa testimonianza sincera e sconvolgente sulla condizione della donna in Iran e, più in generale, sulla sessualità in un Paese dove la legge dello Stato s’ispira alla sharia, la legge islamica. Colpisce la denuncia sulla diffusione della prostituzione, dell’omosessualità, delle donne che preferiscono i rapporti anali per arrivare vergini al matrimonio. Così come colpisce la rivendicazione di una emancipazione femminile che abbracci l’insieme delle attività, dal lavoro alla cultura. Ringraziamo Sanaz Alishahi per aver raccolto questa testimonianza. “E’ molto triste leggere questo articolo. Fossero solo due le facce della stessa medaglia! Sono molte di più, tutte pesanti, opprimenti, cattive e a volte spietate. Fa rabbia subire tutto questo no? Non voglio essere pesante in ciò che scriverò, voglio solo dare qualche informazione in più, cercare di spiegare l’inspiegabile, l’inaccettabile. Voglio farvi capire come la prendiamo noi donne iraniane. E’ vero che gli uomini palpano le donne. Non posso dirti quante volte mi è capitato. Al bazar, in metro, in libreria, al panificio, in fila allo sportello bancomat. E’ vero che le donne vengono inseguite da: coraggiosi e instancabili pedoni che ti stanno col fiato sul collo, da motociclisti, da automobilisti e persino da uomini a cavallo se ce ne fossero ancora in giro. E’ vero anche che alcuni uomini, inspiegabilmente, non riescono a trattenersi dal mettere in mostra il pene, non è capitato a me ma alla mia zia materna è capitato ben due volte nel tragitto casa lavoro. E le molestie verbali? Sarà che la Innocenzi non l’ha notato. Le molestie verbali superano di gran lunga quelle fisiche, quando passa una ragazza è altamente improbabile che non ci sia un uomo di qualunque età che la insulti, molesti o ne attiri l’attenzione, solo per il piacere di farlo. Le violenze sessuali fortunatamente negli ultimi anni sono diminuite, forse perché di contro è molto aumentata la prostituzione, anche maschile. L’omosessualità in Iran è in costante aumento. Il parco Daneshjoo di Tehran è il luogo di incontro dei gay, un ragazzo chiede l’ora ad un altro, se la risposta data è sbagliata, ci siamo! E’ un segno che è interessato ad avere un incontro. Nei quartieri alti di Tehran i gay sono molti di più, o perlomeno hanno più relazioni sociali. Uomini di mezza età, ricchi solitamente, vanno a cercare ragazzi (pagandoli) nell’alloggio universitario maschile di Velenjak, dell’Università Shahid Beheshti di Tehran. Alcuni ragazzi gay sono riconoscibili esteriormente, lo capisci dall’eccessiva femminilità del viso curato, dal modo di camminare e di atteggiarsi, anche se è molto pericoloso: se le guardie del Gashte Ershad se ne accorgono li portano in caserma. Al liceo i ragazzi hanno rapporti sessuali tra di loro molto frequentemente, nei bagni. Chi si offre viene chiamato chaghal, bocciolo o aroos, sposina. Vengono detti bodysexual quelli che lo fanno per puro piacere, magari senza essere pagati. Quando scrivi “Abbiamo deciso di non rivolgerci mai alla polizia perché non volevamo avere ulteriori problemi. Non sarebbe stato facile spiegare, in un paese dove uomo e donna prima del matrimonio non possono nemmeno sfiorarsi, tutto ciò che ci stava capitando”, non mi trovi d’accordo. Dove sono le ragazze vergini prima del matrimonio in Iran? Sì, per la società iraniana e per la nostra cultura arrivare vergini al matrimonio è importante, ma quello che succede nella realtà è ben diverso dalle nostre e dalle vostre aspettative. Le ragazze hanno rapporti sessuali per piacere e anche per soldi, o per un tacito ricatto col fidanzato che altrimenti non accetta di sposarsi. Oppure la maggior parte delle ragazze preferisce i rapporti anali per non avere ripercussioni sulla scelta del marito che potrebbe rifiutarsi nel caso in cui non sia vergine. In occidente la ragazza vergine è quella che non ha avuto nessun tipo di rapporto sessuale con penetrazione, per sua scelta personale. Dove sta la verginità di una ragazza che ha avuto centinaia di rapporti anali con diversi uomini? Ma, come faccio io a biasimarla per questo? Non possiamo vivere il sesso liberamente, siamo malati, ossessionati, sporchi, deviati. La questione sesso in Iran è molto controversa e contraddittoria. Più la legge, la religione, la cultura lo soffocano, più i giovani ne sono attratti. Più ce lo vietano, più lo pratichiamo. E’ vero Giulia, tu sei stata qui solo due settimane, mentre io vivo qui e sì, mi hanno palpato molte volte, o domani uscita da casa un maniaco potrebbe tirar fuori il pene e mostrarmelo, ma non è questo che mi fa sentire inferiore alle donne occidentali e mi soffoca. Ho visto speciali della BBC dove le donne americane raccontano di molestie verbali e fisiche nel luogo di lavoro, e non mi pare che le donne americane emigrino per questo o si sentano inferiori alle donne europee. Mi fa sentire inferiore il non poter avere un lavoro mentre studio medicina, non poter accedere ai siti internet a causa di filtri, e non parlo mica di Youporn! Mi disturbano le continue azioni di sabotaggio da parte del governo con i “parasite” (onde che compromettono la ricezione dei programmi delle parabole satellitari), che non mi permettono di guardare i documentari o i programmi di medicina americani, o un film di mio interesse; comprare un kg di frutta 2000 tuman oggi e comprarlo a 8000 tuman la settimana dopo, mi disturba la corruzione, la disoccupazione, l’embargo, la mancanza di libertà. Non tollero più la mancanza di rispetto per le fasce svantaggiate, per gli animali, vedere cani sequestrati e poi uccisi, o presi a calci. Soffro per la mancanza di un movimento che parta dalla coscienza delle persone per la salvaguardia degli animali. Questo mi fa sentire veramente inferiore. Non potrei andare a protestare domani per i diritti dei cani perché mi lancerebbero i pomodori prima e mi porterebbero in qualche caserma dopo. Vivo in Iran non in India, non mi stuprano in ogni vicolo. Vivo in un paese che per certi aspetti mi rende fiera e per certi altri fa crescere in me una rabbia infinita. Io sono una delle tante facce della stessa medaglia”. http://meridionews.it/blog/roozegar/2015/09/05/cara-giulia-innocenzi-la-risposta-di-due-iraniani-che-vivono-in-iran/
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ISLAM È IPOCRISIA STRATEGIA DISSIMULAZIONE ED OMICIDIO DI MASSA! 11 settembre 2001: 14 anni dopo il terrorismo islamico è molto più forte 11/09/2015 16:11:33 di Magdi Cristiano Allam 11 settembre 2001: 14 anni dopo il terrorismo islamico è molto più forte Cari amici, 14 anni dopo l’abbattimento delle Due Torri Gemelle, dobbiamo prendere atto che il terrorismo islamico è molto più forte ed aggressivo, non solo di fronte a casa nostra, ma anche dentro casa nostra. Immaginavamo che l'11 settembre del 2001 fosse l'apice della capacità offensiva di Al Qaeda colpendo al cuore la superpotenza mondiale. Oggi dobbiamo ricrederci assistendo alla rapida ascesa e diffusione della più micidiale rete del terrorismo islamico globalizzato in Siria, Iraq, Nigeria, Yemen, Libia, Algeria, Territori palestinesi, Pakistan, Afghanistan, Indonesia, Somalia, Sudan. Parallelamente altre forze radicali islamiche legate ai Fratelli Musulmani o alla galassia dei Salafiti insidiano dall’interno il potere in Egitto, Marocco, Tunisia, Libano. Se nel 2001 il terrorismo islamico disponeva soltanto dell'Afghanistan come base sicura in virtù dell'alleanza strategica di Al Qaeda con i Taliban, mentre l'insieme degli attentati perpetrati nei Paesi islamici e all'interno all'Occidente erano affidati a cellule che operavano segretamente, oggi i terroristi islamici controllano direttamente dei territori e li gestiscono alla stregua di autorità governativa nello “Stato islamico”, sorto a cavallo tra la Siria e l’Iraq, in Somalia, Mali, Yemen e Nigeria, così come è in grado di far pesare la sua presenza con l'arma del terrorismo in Afghanistan, Pakistan, Iraq, Libia, Siria, Egitto, Algeria e Indonesia. Se nel 2001 l’Occidente, nel bene e nel male, sosteneva sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo dei regimi autocratici sostanzialmente laici, oggi l'Occidente è ovunque schierato al fianco dei Fratelli Musulmani, nemici giurati della laicità e della democrazia sostanziale. Quei popoli, che vivevano in condizioni disagiate per il fallimento di un modello di sviluppo scimmiottato dai Paesi industrializzati, finendo per consolidare il ruolo delle moschee come vera forza di opposizione al potere delle caserme, oggi sono sprofondati in una crisi peggiore e senza speranza. L’obiettivo strategico degli islamici che assumono il potere non è il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, ma l'imposizione della sharia costi quel che costi, demonizzando i laici, sottomettendo le donne, perseguitando i cristiani e le minoranze islamiche “eretiche”, scatenando la guerra contro Israele finalizzata all'annientamento fisico degli ebrei perché prescritto dal Corano e praticato da Maometto. Mentre nel 2001 fu l'Occidente a promuovere l'offensiva contro Al Qaeda dopo la tragedia delle Due Torri Gemelle, oggi assistiamo alla sconvolgente alleanza tra l'Occidente e il radicalismo islamico, che ha assunto il volto suadente dei Fratelli Musulmani, finendo per tradursi nella convergenza dell'interesse dei fautori della guerra santa islamica e della guerra finanziaria globalizzata. Questa alleanza la tocchiamo con mano ad esempio in Siria, dove le milizie islamiche dei Fratelli Musulmani, dei Salafiti, di Al Qaeda e persino dello “Stato islamico” dell’Isis sono sostenuti sia da Turchia, Arabia Saudita e Qatar sia da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania; così come constatiamo l'alleanza finanziaria tra le banche d'affari internazionali, gli istituti centrali di credito occidentali e i Fondi sovrani islamici nelle acquisizioni del patrimonio produttivo e immobiliare occidentale, dopo aver ridotto al lastrico gli imprenditori e gli Stati. Contemporaneamente, dentro casa nostra, ovunque in Occidente, la presenza del radicalismo islamico cresce giorno dopo giorno tramite la fitta rete di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribunali sharaitici. E' questa la realtà dell'iceberg, della struttura sotterranea che alimenta una filiera dove, a partire dalla predicazione dell'odio, della violenza e della morte contro ebrei, cristiani, infedeli ed apostati, si culmina prima o dopo nell'eliminazione fisica del nemico di Allah o nella sua sottomissione all'islam. (Queste mie riflessioni sono tratte dal mio nuovo libro “Islam. Siamo in guerra”, che uscirà sabato 19 settembre in edicola allegato al Giornale e in libreria)
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Lettera aperta alla regina Rania di Giordania: da parte dei martiri cristiani! SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] ISLAM È UNA RELIGIONE IPOCRITA E DELLA FALSITÀ! “Io condanno l'islam ma non sono razzista”
Un musulmano deve rispettare “i suoi pari”, cioè i musulmani. I non musulmani sono carne da macello ed è giusto che sia così perché solo dopo il loro annientamento l’islam potrà regnare su tutto il mondo e quindi ci sarà la pace del mondo e Allah il Misericordioso sarà contento. Allah il misericordioso potrebbe conquistarsi lui da solo il mondo con le armi, ma vuole che lo facciano i suoi servi perché così li mette alla prova. Nell’islam giustamente i terroristi, tutti, anche quelli di Beslan, sono eroi. Chiunque sia morto (cito sempre l’ayatollah Komeini) mentre terrorizzava e sterminava gli infedeli invece delle 40 vergini al giorno canoniche ne avrà 60, che fa una quota di due vergini virgola sei periodico l’ora, per l’eternità (mi auguro che nel paradiso degli islamici abbiano una borsa del ghiaccio). Non solo, ma lo stesso trattamento l’avranno 60 maschi che lui indicherà. (Il concetto di responsabilità personale nell’islam è un po' nebuloso.) Quindi anche il padre, il nonno, il cugino, il cognato della portinaia del kamikaze e il prozio del pizzicagnolo di fronte sono beatificati. Ritorniamo al Santo Corano. L’islam non vieta di sposare una donna contro la sua volontà. Neanche una bambina. Anzi. L’ayatollah Khomeini spiega come sia meglio che una bambina venga data in sposa a otto anni, massimo dieci, come la terza moglie del Profeta. Ci sono obblighi nell’islam: la sura numero 8 raccomanda di terrorizzare i nemici di Allah, la sura numero 9 e 10 di ucciderli. Chi si oppone all’islam deve essere ucciso e gli vengano tagliati mani e piedi, deve essere crocifisso, bruciato. Scusi maestà, io mi appongo all'islam con tutte le mie forze: dice che sono razzista a essere un po' preoccupata? Khomeini spiegò come ogni maschio nell’islam sia impegnato sempre alla conquista militare del mondo non islamico, con tutti i mezzi, perché il fine, il regno di Allah su tutto il mondo è talmente alto che giustifica ogni mezzo. Uccidere derubare e ingannare i nemici dell’islam è un dovere di ogni credente. Un credente che non faccia queste cose è in difetto e difficilmente potrà essere perdonato. È vietato fare l’elemosina a un infedele. Vorrebbe dire rinforzare i nemici di Allah. Quanti soldi abbiamo mandato noi e gli USA per lo tsunami, solo per fare un esempio? Metri cubi, vero? Anche Israele ha mandato un bel po’ di aiuti. Qualcuno ricorda di un centesimo, una briciola, un ravanello, un cappero, una porzione di escrementi di cammello (ottimo fertilizzante) arrivati dalla ricchissima Arabia Saudita in occasione di un nostro terremoto, inondazione o altro? Certamente no. A proposito di terrorismo: ho una notizia per tutti gli amuli e i seguaci Osama Bin Laden e tutti i suoi, quelli che sono venuto a terrorizzarci. Dovevate farci paura? Sciocchini! Non abbiamo paura di niente e siamo ogni giorno più pronti a morire, a dare la nostra vita per proteggere la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, della Donna e del Cittadino! Quello che avete scambiato per viltà era solo un eccesso di buona educazione. Non volevamo dirvelo quello che pensavamo della religione dei vostri padri solo perché pare brutto dire a uno che quello che gli ha insegnato mamma su Dio e la morte è un ammasso di crudeli e feroci falsità. Ma se venite a minacciarci, be' allora ve lo diciamo. L’islam è un nemico mortale del pensiero e della libertà umani. Un nemico crudele e mortale. La regina Rania di Giordania che spiega che l’islam è democrazia vive lieta e sicura e riceverà anche un premio per la sua presenza su YouTube. Robert Redeker che afferma che l’islam è violenza, vive alla macchia. Non vi confondete su chi sono i paladini della libertà e chi i cialtroni. Riporto ancora una volta l’articolo di Robert Redeker. Lo so, non è la prima volta, ma qust'uomo ha pagato con la sua vita distrutta questo articolo. “Le reazioni suscitate dall’analisi di Benedetto XVI sull’islam e la violenza fanno parte dell’obiettivo che lo stesso islam si pone: spazzare via la cosa più preziosa che possiede l’occidente e che non esiste in alcun paese musulmano, ovvero la libertà di pensiero e di espressione. L’islam sta cercando di imporre all’Europa le proprie regole: apertura delle piscine solo per le donne a determinati orari, divieto di satira della religione, pretesa di avere un certo tipo di alimentazione per i bambini musulmani nelle mense scolastiche, lotta per imporre il velo nelle scuole, accusa di islamofobia contro gli spiriti liberi. Come si spiega il divieto dell’estate scorsa di portare il tanga a Paris-Plage? La spiegazione addotta è quantomeno strana: c’era il rischio, si dice, di “turbare l’ordine pubblico”. Cosa significa? Che bande di giovani frustrati avrebbero rischiato di diventare violenti di fronte alla bellezza che faceva mostra di sé? Oppure si temevano manifestazioni islamiche, nelle vesti di brigate della virtù, nella zona di Paris-Plage? In realtà, il fatto che portare il velo in pubblico non sia vietato è qualcosa che può “turbare l’ordine pubblico” molto più del tanga, a causa della condanna che suscita questo strumento per l’oppressione delle donne. Non è fuori luogo pensare che tale divieto rappresenti una certa islamizzazione della mentalità francese, la sottomissione più o meno conscia ai dettami dell’islam. O quantomeno che questo sia il risultato dell’insidiosa pressione musulmana sulla mentalità della gente: le stesse persone che sono insorte contro l’inaugurazione di un sagrato dedicato a Giovanni Paolo II a Parigi non fiatano quando si costruiscono le moschee. L’islam sta cercando di obbligare l’Europa ad adeguarsi alla sua visione dell’uomo. Come già accadde con il comunismo, l’occidente è ora sotto sorveglianza ideologica. L’islam si presenta, esattamente come il defunto comunismo, come alternativa al mondo occidentale. E come il comunismo di altri tempi, l’islam, per conquistare gli animi, gioca su fattori emotivi. Ostenta una legittimità, turba la coscienza occidentale, attenta al prossimo: il fatto di porsi come la voce dei poveri di tutto il mondo. Ieri la voce dei poveri proveniva da Mosca; oggi viene dalla Mecca. Oggi degli intellettuali si fanno portatori dello sguardo del Corano, come ieri avevano fatto con lo sguardo di Mosca. Ora la scomunica è per l’islamofobia, come lo era stata in passato per l’anticomunismo. Nell’apertura agli altri, che è propria dell’Occidente, si manifesta una secolarizzazione del cristianesimo che può essere riassunta in questi termini: l’altro deve sempre venire prima di me. L’occidentale, erede del cristianesimo, è colui che mette a nudo la propria anima, assumendosi il rischio di passare per debole. Come il defunto comunismo, l’islam considera la generosità, l’apertura mentale, la tolleranza, la dolcezza, la libertà delle donne e dei costumi e i valori democratici come segni di decadenza. Sono debolezze che sfrutta volutamente grazie a degli “utili idioti”, buone coscienze imbevute di buoni sentimenti, per imporre l’ordine coranico nel mondo occidentale. Il Corano è un libro di una violenza inaudita. Maxime Rodinson sostiene, nell’Encyclopedia Universalis, alcune verità importanti che in Francia sono considerate tabù. Infatti, da una parte, “Maometto rivelò a Medina delle insospettate qualità di dirigente politico e capo militare (…). Ricorse alla guerra privata, istituzione comune in Arabia, Maometto inviò subito manipoli di suoi sostenitori ad attaccare le carovane della Mecca, punendo così i suoi connazionali increduli e, al contempo, ottenendo un ricco bottino”. Dall’altra, “Maometto approfittò di questo successo per eliminare da Medina, facendola massacrare, l’ultima tribù ebrea ancora esistente, quella dei Qurayza, con l’accusa di comportamento sospetto”. Poi, “dopo la morte di Khadidja, sposò una vedova, brava donna di casa di nome Sawda, e anche la piccola Aisha, che aveva appena dieci anni. Le sue tendenze erotiche, a lungo represse, lo avrebbero portato a contrarre contemporaneamente una decina di matrimoni”. C’è un’esaltazione della violenza, perché il Corano mostra Maometto sotto questa luce: guerrafondaio senza pietà, predatore, massacratore di ebrei e poligamo. Ovviamente anche la chiesa cattolica ha le sue colpe. La sua storia è costellata di pagine nere, delle quali ha fatto ammenda: l’inquisizione, la caccia alle streghe, l’esecuzione dei filosofi Bruno e Vanini, la condanna degli epicurei, quella del cavaliere de La Barre, accusato di empietà in pieno XVIII secolo, non depongono a suo favore. Però c’è una differenza fondamentale tra il cristianesimo e l’islam: è sempre possibile tornare ai valori evangelici, alla dolce personalità di Gesù Cristo, riscattandosi dagli errori della chiesa.
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Lettera aperta alla regina Rania di Giordania: da parte dei martiri cristiani! SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] ISLAM È UNA RELIGIONE IPOCRITA E DELLA FALSITÀ! “Io condanno l'islam ma non sono razzista” Scusate: avete mai sentito parlare di musica sinfonica islamica? Certamente no. I somali sono dovuti scappare dalla loro disperata terra per evitare la condanna a morte. È una legge dura quella di Mosè. Non uccidere. Mai. Non rubare mai, Non dire falsa testimonianza, mai a nessuno. La legge del Dio degli Israeliti non distingue tra esterno e interno della tribù. Non si può mentire a nessuno, non si può rubare a nessuno, nemmeno ai non Ebrei. Le leggi dell’islam, al contrario distinguono tra musulmani e non musulmani e sono valide solo per i musulmani. Lo stesso Maometto ufficializza il concetto della “doppia verità”, come la chiama: ai nemici di Allah è giusto mentire (è un concetto molto caro a tutti i capi islamici e particolarmente ed Arafat, che la usava continuamente e ufficialmente). I nemici di Allah possono essere uccisi, derubati, ingannati nessuna legge difende le loro donne e i loro ragazzini. Le donne e i ragazzini degli infedeli, nell'islam possono essere ufficialmente stuprati. Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontrò più ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza. Si potrebbe dire che la vista della possibilità di poter fare bottino di ragazzi e belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade strappandole dai letti d’oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le beltà greche, franche, russe, ungheresi, cinesi khotanesi, cioè in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze più diverse, e i giovinetti che suscitavano turbamento, incontri paradisiaci. Questa è la descrizione della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II. Il brano è preso da “Storia del signore della conquista” di Tarsun Beg Kemal, vale a dire è il racconto ufficiale, quello su cui i bambini turchi studiano la storia. Sicuramente anche i Crociati hanno commesso atti del genere, però hanno dovuto farlo di nascosto: era vietato, almeno in teoria era vietato. E punito. C'era la castrazione e il taglio del naso per un crociato che si facesse pescare con le mani su una donna araba. Lo hanno fatto, ma poi non lo hanno scritto e sicuramente dove è vietato viene fatto parecchio di meno. Non commettere atti impuri è Non commettere atti impuri. Mai. Non commettere atti impuri blocca anche lo stupro etnico. Tu non desidererai la roba d’altri. Tu non desidererai la donna d’altri. Gli altri sono i forestieri, gli stranieri. Vuol dire che anche fantasticarci sopra, al depredare altri popoli e a violentargli le donne, è un peccato mortale, perché spinge alle guerre di rapina. Quando Maometto sterminò gli Ebrei dell’Arabia rei di non averlo riconosciuto come Messia, uccise solo i maschi: le donne e le bambine furono fatte schiave, cioè stuprate. Stesso schema in Turchia nel 1915. Nel genocidio degli Armeni i maschi sono stati uccisi subito, le femmine sono state sterminate con delle infernali marce della morte per spingerle a convertirsi, cioè a diventare donne dei musulmani. Le donne armene hanno preferito crepare in maniera atroce che convertirsi. Il villaggio era pieno di cadaveri. In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive. I soldati (turchi) si divertivano a frustarle. Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare. « Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo». Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole. «Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive». Urlavano i soldati. Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ha versato addosso alle ragazze. «Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo.» Poi hanno appiccato il fuoco. I poveri corpi si sono contorti fino alla morte. E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi? Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915. Più del 10% del mezzo milione di donne armene sono morte bruciate vive. Il cherosene era la punizione per le ribelli: chi cercava di fuggire, chi resisteva allo stupro. Nell’islam non è vietato uccidere i non credenti. Non uccidere vale solo se l’ucciso è un musulmano. Lo stesso vale per la violenza sulle donne e i bambini. Nel santo corano è specificato che donne e bambini possono essere uccisi “ se si oppongono all’islam”. Ecco perché in Israele non ci sono civili e tutti possono essere uccisi. Spesso vengono riportati brani del corano dove si condanna l’uccisione di innocenti per dimostrare che l’islam è una religione di pace e compassione: attenzione, stiamo parlando di una regola che vale solo tra i credenti.
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SALVIAMO I CRISTIANI IN ITALIA! ] "Islam. Siamo in guerra": c'è un solo islam e una strategia di islamizzazione dell'Europa 18/09/2015 19:27:55 di Magdi Cristiano Allam Cari amici, vi propongo in anteprima il testo della sinossi del mio nuovo libro "Islam. Sicuramente no, altrimenti non scriverebbe cialtronate sulla libertà e la democrazia. In alcune delle sedicenti democrazie islamiche qualche donna è stata eletta, anche in Pakistan, per esempio, però lo stesso sparano alle ragazzine che vanno a scuola, bruciano la facce con l'acido a quelle che non portano il velo e seppelliscono vive quelle che si vogliono sposare contro il parere degli anziani. Anche se capo di Stato un femmina nell'islam può essere sempre picchiata dal marito come sancisce il Corano e ce lo ricorda la Televisione di stato della laica Tunisia. lei lo sa che il paese suo produce un tale quantitativo di delitti d'onore che potreste esportarli? Lei è la sovrana di una nazione che ha condannato un poveraccio a tre anni di galera per aver inserito tre versi del Corano in una poesia. Non se lo ricorda più? Lei è la sovrana di un paese che condanna a tre anni di galera un poeta che ha inserito due versi del Corano in una poesia e osa pronunciare la parola democrazia? Lei osa pronunciare le parole “l’islam è democrazia” ? Se invece di parlare su YouTube lei si desse da fare a tirar fuori il disgraziato di galera, noi magari un "cicin" (piemontesismo vuol dire un grammo, una stilla) di sforzo per rinunciare alla nostra cretinaggine potremmo anche farlo. Così come stanno le cose, scusi maestà, la cretinaggine di essere anti islamici ce la teniamo stretta come l'orsacchiotto con cui andavamo a letto da bambini. Lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la follia delle corti islamiche somale, lei potrebbe far sentire la sua voce per parlare contro la situazione dell'Arabia Saudita dove preferiscono che le figlie brucino vive piuttosto che saperle con il viso scoperto o convertite, lei potrebbe far sentire la sua voce per i cristiani che patiscono nelle terre dell'islam, e invece si mette a fare il piagnisteo su quanto noi siamo cattivi a considerare l'islam una religione liberticida. Islam vuol dire sottomissione. Nel Santo Corano la parola libertà non è contenuta nemmeno una volta. Le ricordo l'ordine contenuto nell'islam ai suoi sudditi di conquistare il mondo. Ma lei lo conosce già, vero? Perché non dovremmo preoccuparci di una religione che dichiara ufficialmente di volerci asservire? Per la paura di essere accusati di razzismo. Le armi dell'islam sono la violenza, la minaccia e il vittimismo. Lei maestà è una delle voci del vittimismo. Le ricordo i versetti V, 33 del Corano: «In verità la ricompensa di coloro che combattono Iddio e il Suo Messaggero e si danno a corrompere la terra, è che essi saranno massacrati, o crocifissi, o amputati delle mani e dei piedi dai lati opposti, o banditi dalla terra: questo sarà per loro ignominia in questo mondo e nel mondo a venire avranno immenso tormento». La democrazia è la libertà di parola, maestà, una cosa di cui lei, essendo islamica, non ha idea, la libertà di parola non è compatibile con un sistema che condanna a morte e alla tortura gli oppositori. Credo che sia il momento di spiegare i fondamentali divieti dell’islam. Nell’islam è vietata la musica. La musica, come il vino, sarà riservata al paradiso (dei maschi, in quello delle femmine solo fichi e uva). L’ayatollah Khomeini, sempre sia santificato il suo santo nome (sono già stata accusata di islamofobia e stavo cercando di ripulirmi la reputazione) ha specificato quanto la musica, tutta la musica, sia contraria all’islam e che Allah il misericordioso verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che hanno ascoltato musica. Questo è il motivo per cui i veri islamici, Talebani e Corti islamiche somale, vietano la musica e la puniscono con la morte. Certo: gli uomini non possono vivere senza la musica. La musica è un mezzo di comunicazione ancora più antico della parola. Quindi c’è un mucchio di musica che si forma spontaneamente, tollerata, certo, ma mai incoraggiata. Nel caso dell’integralismo vietata. http://www.magdicristianoallam.it/blogs/verita-e-rivoluzione/lettera-aperta-alla-regina-rania-di-giordania-%E2%80%9Cio-condanno-l-islam-ma-non-sono-razzista%E2%80%9D.html
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