CROCIFISSO IN CLASSE, dhimmi schiavi, Arabia Saudita, Israele

CROCIFISSO IN CLASSE, dhimmi schiavi, Arabia Saudita, Israele

Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sez. III Bis Sentenza 23 luglio 2003, n. 8128. SENTENZA sul ricorso n. 6621 del 2003 proposto da UNIONE MUSULMANI D'ITALIA con sede in Palestrina (RM), in persona del presidente e legale rappresentante Adel Smith, rappresentata e difesa dall'avv. Nicola Recchia, presso il quale domicilia, in Rieti, Via delle Ortensie n. 36; CONTRO … • il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; • il Ministero della Salute; • il Ministero dell'Interno, in persona dei rispettivi Ministri p.t., rappresentati e difesi ex lege dall'Avvocatura Generale dello Stato presso la quale domicilia, in Roma, Via dei Portoghesi n. 12; FATTO. la ricorrente Unione Musulmani d'Italia chiede a questo Tribunale che voglia "annullare il silenzio del Ministero dell'Università e Ricerca, del Ministero della Salute e del Ministero dell'Interno alle diffide loro inoltrate, nonché ordinare al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, al Ministero della Salute ed al Ministero dell'Interno di provvedere sugli atti di diffida loro rispettivamente notificati … sono stati diffidati ed invitati a rimuovere dai locali di rispettiva competenza quel particolare tipo di simbolo religioso costituito dal crocifisso. DIRITTO .. Con il ricorso in epigrafe indicato la ricorrente Unione Musulmani d'Italia impugna il silenzio rifiuto che si sarebbe formato su propri atti di diffida... perché ciascun Ministero provvedesse "ad adottare nei termini di legge ogni atto e provvedimento necessario ed idoneo ad assicurare la rimozione da tutti i locali pubblici ricompresi negli uffici di competenza dei crocifissi ivi esposti". ... E' giurisprudenza ormai univoca e costante nel tempo, dei TT.AA.RR. e del Consiglio di Stato, quella secondo cui il procedimento di formazione del silenzio rifiuto è regolamentato dall'art. 25 del T.U. delle disposizioni sugli impiegati civili dello Stato, approvato con DPR 10 gennaio 1957 n. 3. ...

P. Q. M. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio – Sezione III bis – dichiara inammissibile il ricorso indicato in epigrafe. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 23 luglio 2003. Il Presidente Luigi COSSU, Il Consigliere, est. Eduardo PUGLIESE. 5. Avvocatura dello stato di Bologna, Parere 16 luglio 2002. Crocifissi in aule delle scuole dell'obbligo Dispone l'art.118 R.D. 30.4.1924 n.965 relativamente agli istituti di istruzione media (in senso analogo a quanto previsto dell'Allegato C R.D. 26.4.1928, n.1927 relativamente agli istituti di istruzione elementare) che ogni aula abbia l'immagine del crocifisso. Con parere n. 63/1988 del 27 aprile 1988 il Consiglio di Stato, Sez. II, dopo aver premesso la necessità sotto il profilo interpretativo di tenere distinta la normativa riguardante l'affissione dell'immagine del crocefisso nella scuola da quella relativa all'insegnamento della religione cattolica, si è occupato di stabilire se le disposizioni citate, le quali consentono l'esposizione dell'immagine del Crocefisso nelle scuole, siano tuttora vigenti oppure siano da ritenere implicitamente abrogate, perché, in contrasto con il nuovo assetto normativo in materia, derivante dall'Accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la repubblica Italiana e la Sante Sede, con il quale sono state apportate modificazioni al Concordato Lateranense dell'11.2.1929. Il Consiglio di Stato ha affermato che le norme contenute nei citati arti. 118 R.D. n. 965/24 e R.D. 1297/28 sono tuttora vigenti e non possono essere considerate abrogate implicitamente dalla regolamentazione concordataria sull'insegnamento della religione cattolica, derivante dall'Accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede di modifica al Concordato Lateranense dell'11.2.1929. Ha argomentato il Consiglio di Stato, infatti, premesso che "il Crocefisso o, più esattamente, la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della Cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da specifica confessione religiosa", "le due norme citate, di natura regolamentare, sono preesistenti, ai Patti Lateranensi e non si sono mai poste in contrasto con questi ultimi. Nulla, infatti, viene stabilito nei Patti Lateranensi relativamente all'esposizione del Crocefisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule dei tribunali e negli altri luoghi nei quali il Crocefisso o la Croce si trovano ad essere esposti. Conseguentemente, le modificazioni apportate al Concordato Lateranense, con l'accordo, ratificato e reso esecutivo con la Legge 25 marzo 1985 n. 121, non contemplando esse stesse in alcun modo la materia de qua così come nel concordato originario, non possono influenzare, nè condizionare la vigenza delle norme regolamentari di cui trattasi. "Non si è quindi, tuttora, verificata nei confronti delle medesime, alcuna delle condizioni previste dall'art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale. In particolare, non appare ravvisabile un rapporto di incompatibilità con norme sopravvenute, nè può configurarsi una nuova disciplina dell'intera materia, già regolata dalle norme anteriori. "Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione Repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocefisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico. "Né pare, d'altra parte, che la presenza dell'immagine del Crocefisso nelle aule scolastiche possa costituire motivo di costrizione della 1ibertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa. "Conclusivamente, quindi, poiché le disposizioni di cui all'art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965 e quelle di cui all'allegato C del R.D. 26 aprile 1928, n. 1297, concernenti l'esposizione del Crocefisso nelle scuole, non attengono all'insegnamento nella religione cattolica, nè costituiscono attuazione degli impegni assunti dallo Stato in sede concordataria, deve ritenersi che esse siano tuttora legittimamente operanti". Tale orientamento interpretativo è coerente, del resto, con l'interpretazione data dalla Corte Costituzionale degli arti. 2, 3, 7 e 19 Cost.: dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale (sentenza nn. 203 del 1989; 13 del 1991; 290 del 1992) emerge, in particolare, che gli arti. 3 e 19 Cost, tutelano i valori di libertà religiosa nella duplice specificazione di divieto a) che i cittadini siano discriminati per motivi di religione; b) che il pluralismo religioso limiti la libertà negativa di non professare alcuna religione. Tali valori concorrono con altri (artt. 2, 7, 8 e 20 Cost.) a struttura il principio di laicità dello Stato, che non implica indifferenza dello Stato dinanzi alle religioni, ma garanzia dello Stato per la salvaguardia della libertà di religione, in regime di pluralismo confessionale e culturale (casi testualmente, sent. n. 203). La Corte di Cassazione (Sez. 111, 13.10.1998) ha affermato in particolare, che non contrasta con il principio di libertà religiosa, formativa della Costituzione, la presenza del Crocefisso nelle aree scolastiche: "Il principio della libertà religiosa, infatti, collegato a quello di uguaglianza, importa soltanto che a nessuno può essere imposta per legge una prestazione di contenuto religioso ovvero contrastante con i suoi convincimenti in materia di culto, fermo restando che deve prevalere la tutela [20] della libertà di coscienza soltanto quanto la prestazione, richiesta o imposta da una specifica disposizione, abbia un contenuto contrastante, con l'espressione di detta libertà: condizione, questa, non ravvisabile nella fattispecie", nella quale si discuteva della lesività del principio di libertà religiosa proprio ad opera dell'esposizione del crocefisso nell'aula scolastica adibita a seggio elettorale. Conclusivamente, dunque:

1) le disposizioni che prevedono l'affissione del Crocefisso nelle aree scolastiche vanno ritenute

ancora in vigore;

2) l'affissione del Crocefisso va ritenuta non lesiva de! principio di libertà religiosa. [A cura di Alessandro Toniolo] [ Il Cristianesimo è la più grande rivoluzione dell'umanità ]. Perché non possiamo non dirci "cristiani" del filosofo ateo Benedetto Croce. Secondo l'autore, la nostra civiltà non può non definirsi cristiana senza rinnegare la propria identità. Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952) è stato un filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano, principale ideologo del liberalismo novecentesco italiano; presentò il suo idealismo come storicismo assoluto, giacché «la filosofia non può essere altro che 'filosofia dello spirito' [...] e la filosofia dello spirito non può essere altro che 'pensiero storico'», ossia «pensiero che ha come contenuto la storia», che rifugge ogni metafisica, la quale è «filosofia di una realtà immutabile trascendente lo spirito»[...] Croce sostiene che: « Il cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta: così grande, così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non maraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo, una rivoluzione dall'alto, [...]. E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni, in quanto non furono particolari e limitate al modo delle loro precedenti antiche, ma investirono tutto l'uomo, l'anima stessa dell'uomo, non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana [...]. La ragione di ciò è che la rivoluzione cristiana operò al centro dell'anima, nella coscienza morale, e, conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fin allora era mancata all'umanità.» Perché non possiamo non dirci "cristiani" è un breve saggio scritto da Benedetto Croce nel 1942, nel quale l'autore sostiene che il Cristianesimo ha compiuto una rivoluzione «che operò nel centro dell'anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all'umanità» che per merito di quella rivoluzione non può non dirsi "cristiana". «Gli uomini, gli eroi, i geni» che vissero prima dell'avvento del Cristianesimo «compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensiero, di esperienze» ma in tutti essi mancava quel valore che oggi è presente in tutti noi e che solo il Cristianesimo ha dato all'uomo. «Il filosofo, oggi, deve non già fare il puro filosofo, ma esercitare un qualche mestiere, e in primo luogo, il mestiere dell'uomo.» (Benedetto Croce, Lettere a Vittorio Enzo Alfieri (1925-1952)[1]) In vero Croce non aveva abbandonato la sua convinzione laica né si schierava a difesa della Chiesa romana ma semplicemente osservava come «con l'appello alla storia non possiamo non riconoscersi e non dirci cristiani». La storia dimostrava cioè che era stato il successo storico del Cristianesimo (più che il suo messaggio religioso) a imporsi nelle coscienze.[7] Scrive Croce: «Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta...» Volenti o nolenti dunque noi siamo gli eredi di una rivoluzione Cristiana: Parere Consiglio di Stato numero 63 del 27 aprile 1988. La Sezione ritiene, anzitutto, di dover evidenziare che il Crocifisso o, più semplicemente, la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa. In disparte da ciò, sembra alla Sezione che ai fini di un più razionale esame del quesito, sia opportuno tenere distinta la normativa riguardante l'affissione dell'immagine del Crocifisso nelle scuole da quella relativa all'insegnamento della religione cattolica. Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocifisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico. Né pare, d'altra parte, che la presenza dell'immagine del Crocifisso nelle aule scolastiche possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa. Conclusivamente, quindi, poiché le disposizioni di cui all'art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965 e quelle di cui all'allegato C del R.D. 26 aprile 1928, n. 1297, concernenti l'esposizione del Crocifisso nelle scuole, non attengono all'insegnamento della religione cattolica, né costituiscono attuazione degli impegni assunti dallo Stato in sede concordataria, deve ritenersi che esse siano tuttora legittimamente operanti. Il Consiglio di Stato, di grado superiore ai vari TAR nazionali e supremo organo di consulenza amministrativa, si è pronunciato a favore della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche con un parere del 1988 e uno del 2006. La motivazione viene data nel seguente modo: « Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del crocifisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico. » « Né pare, d'altra parte, che la presenza dell'immagine del crocifisso nelle aule scolastiche possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa. » Con il parere del Consiglio di Stato si afferma che il crocifisso esposto non va in contrasto con la libertà religiosa. Il parere 556/2006 del Consiglio di Stato il crocifisso deve poi essere considerato "non solo come simbolo di un'evoluzione storica e culturale, e quindi dell'identità del nostro popolo, ma quale simbolo altresì di un sistema di valori di libertà, eguaglianza, dignità umana e tolleranza religiosa e quindi anche della laicità dello Stato, che trovano espresso riconoscimento nella nostra Carta costituzionale". Conclude affermando che "in sostanza, nel momento attuale, mentre non si ravvisano elementi positivi di concreta discriminazione in danno dei non appartenenti alla religione cattolica, il crocifisso in classe presenta, dal canto suo, una valenza formativa di nessun peso qualificante ai predetti fini di libertà e può e deve essere inteso, anzi, come uno dei simboli dei principi di libertà, eguaglianza e tolleranza e infine della stessa laicità dello Stato, fondanti la nostra convivenza e ormai acquisiti al patrimonio giuridico, sociale e culturale d'Italia". « in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l'origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i "Principi fondamentali" e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano. Il richiamo, attraverso il crocifisso, dell'origine religiosa di tali valori e della loro piena e radicale consonanza con gli insegnamenti cristiani, serve dunque a porre in evidenza la loro trascendente fondazione, senza mettere in discussione, anzi ribadendo, l'autonomia (non la contrapposizione, sottesa a una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta fondamentale) dell'ordine temporale rispetto all'ordine spirituale, e senza sminuire la loro specifica "laicità", confacente al contesto culturale fatto proprio e manifestato dall'ordinamento fondamentale dello Stato italiano. » In conclusione, secondo il Consiglio di Stato: « si deve pensare al crocifisso come ad un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato. Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo.»

I maniaci religiosi nazisti, che, uccidono centinaia di cristiani martiri innocenti, ogni giorno, e che sottomettono centinaia, di milioni di cristiani, in una situazione di dhimmi schiavi, vengono in Italia, a godere di tutti i diritti civili e al contempo, pretendono l'abbattimento della nostra civiltà,

ecco perché non c'è maggior pericolo, per Israele, dell'Arabia Saudita.

[41] tu lo hai detto, traditore! Proprio Cina e Russia ci salveranno dai satanisti americani.. questo, loro sono obbligati, a farlo, per sopravvivere.. senza di noi non possono sopravvivere! [io ho ordinato, a #Cina e #Russia di dare armi atomiche, aggiuntive, se necessario, a disintegrare la #LEGA #ARABA, dei maniaci religiosi, nessun può convincere gli islamici con le parole! perché il loro satanallah-Dio, è il termine ultimo, della loro logica. ] #Olmert, contro, Netanyahu, è pericoloso.. 'Mette in pericolo #Israele'. 01 dicembre, #TEL AVIV,  Aspre critiche al premier #Benyamin #Netanyahu ( Likud Beitenu) per la sua politica nei confronti #Iran ed in particolare, per il confronto aperto, con #Barack #Obama sono state espresse oggi dall'ex premier #Ehud #Olmert ( #Kadima). ''Abbiamo dichiarato, guerra agli #Stati Uniti'' ha esclamato #Olmert. ''Forse che #Vladimir #Putin ci salvera' da #Obama ? '' ha aggiunto, riferendosi ad una recente missione a Mosca di Netanyahu.

[40] #ONU, voi non siete le bestie, a cui manca la logica, voi siete i servi del FMI, che, ha bisoogno di 5 miliardi di morti, per non rivelare, le sue truffe finanziarie! Dopotutto le vostre, crudeltà, e la mancanza dei diritti umani di tutta la vostra LeGA ARABA, che siede tranquilla all'Onu, perché satanisti, salafiti e masssoni sono fratelli tutti i figli del demonio..

[39] nessuno, affida sua figlia, a un maniaco sessuale! e sono maniaci religiosi, pericolosissimi, tutti coloro, che, parlano di sharia.. il Medio Oriente è intriso, del sangue dei martiri cristiani! quindi, il nucleare agli islamici, che, della morte in guerra, fanno un obiettivo, fondamentale, della loro fede, è l'errore più grande, del genere umano! #Netanuahu: non permetteremo atomica Iran! Discorso in sinagoga Roma, risponderemo alle minacce. 01 dicembre, Netanuahu: non permetteremo atomica #Iran #ROMA, "Cancellate le illusioni: #Iran cerca la #bomba #atomica, ed è un regime, che, sostiene il terrorismo. Noi non permetteremo, che, l'Iran abbia una forza atomica, da usare, contro, di noi" e "di fronte alle minacce risponderemo, quando, ce ne sarà bisogno". Lo ha detto il premier israeliano, #Benyamin #Netanyahu parlando alla #sinagoga di #Roma.

[38] satanism, IMF, ESM, European Stability Mechanism --- [satanism IMF:(ESM – European Stability Mechanism): in Italy] Siamo tutti consapevoli che i famosi "speculatori occulti", responsabili della crisi: che: stiamo vivendo, altro: non sono: che: un gruppo di banchieri. Come premio, non solo stiamo affidando loro: la responsabilità: di farci uscire dalla crisi, ma: gli stiamo anche: garantendo l'immunità giudiziaria: per farlo. Il 19 luglio 2012: il Parlamento ha ratificato: l'entrata nel MES (ESM – European Stability Mechanism). Questo "meccanismo" di stabilità altro non è che un istituto finanziaro intergovernativo nel quale gli Stati aderenti entrano in qualità di Soci e/o Debitori. Oltre ai circa 125 miliardi: di Euro che dovremo sborsare per entrare (il MES: ha comunque il diritto di richiedere un aumento: di capitale in qualsiasi momento, pena sanzioni), ci siamo impegnati a riportare il rapporto deficit/PIL: al 60%: nel giro di vent'anni (ora siamo al 125/126%). Questo significa: dover pagare circa: 45 miliardi: di euro l'anno. Ancora peggio l'ipotesi di ricorrere al fondo per un prestito: non dovessimo essere in grado di ripagare il debito contratto nei tempi stabiliti, il fondo acquisirebbe il diritto di decidere delle nostre politiche economiche finanziarie, sospendendo di fatto la democrazia nel nostro Paese. E, come se non bastasse, il fondo ha garantito: la totale immunità ai suoi funzionari, oltre: che: l'inviolabilità di archivi e proprietà e l'esenzione da qualsiasi tassazione per i suoi averi e profitti.
L'EUROGENDFOR (EGF) è stata istituita nel 2007. È un corpo di polizia militare che risponde al CIMIN, il gruppo dei ministri degli esteri dei sei Paesi che ne forniscono l'organico. Gli incarichi attribuiti a questo corpo, nel  trattato di Velsen, non sono ben definiti. In linea di massima variano dalla repressione di eventuali tumulti di piazza alla supervisione delle indagini delle varie polizie nazionali. Anche i soldati dell'EGF godono di immunità per tutte le azioni compiute nell'adempimento dei loro doveri, oltre all'inviolabilità di sedi e comunicazioni; non sono neanche tenuti a rimborsare eventuali danni arrecati a cose o persone... Grazie a tutte queste concessioni l'EGF non ci sembra, per statuto, molto diversa dalle varie polizie segrete che per decenni hanno sottomesso e terrorizzato diverse popolazioni in tutto il mondo. Se da una parte stiamo affidando, mediante l'istituzione del MES, la gestione delle politiche finanziarie dell'Eurozona ad un Istituto Finanziario (soggetto a motivazioni di profitto anzichè  agli interessi delle popolazioni che dovrebbero rappresentare), dall'altra abbiamo creato un corpo militare per reprimere in piena "legalità" le legittime proteste dei cittadini; cittadini che, sempre più spremuti da questa oligarchia senza alcun principio morale, si vedono privare, uno dopo l'altro, di tutti quei diritti duramente acquisiti nel tempo che ne garantivano una vita dignitosa.
NON SOLO CI STANNO PORTANDO ALLA FAME,
MA DICONO ANCHE DI FARLO NEL NOSTRO INTERESSE!!!

[8°/1Gen2014 ] [passwor Virgilio] Attenzione!
Siamo spiacenti,
il servizio che avete richiesto non è al momento raggiungibile.
Ci scusiamo per il momentaneo disagio e ti invitiamo a riprovare più tardi.

Virgilio Community
dominusUniusRei
[5° / 1Gen2014 ] [Humanism outcast , and the impossible survival, of Iraele ] [ defending Israel, and the Christian martyrs (who are indefensible ) for, hegemony , cultural, universal , the Left Masonic (IMF , Bildenberg , Nwo ) , I have become, unwittingly, complicit, of, Rothschild , Spa, against, the Salafist Islam [ the last credible alternative ! ] [ (# Al-Qaida, is now coming into the open, in Syria , in its intrinsic , occult ties with U.S., Arab League ) ] , that is , the last bulwark against the IMF, New World Order, and in any case , they can not win, why they buy their, money, at interest , by the system Masonic Jewish Pharisees Illuminati , to the value of 200%. ] But Saudi Arabia , I would said: [ wrong ] Salafists , Al- Qaeda , not be conditioned by the market, because they have a closed economy , of self-subsistence , poor, ignorant, hateful against all that is Western , delimited by their fanaticism murderess , no more can be eradicate , the land conquered by them, therefore, will not be lost, because you do not have, my culture, of extermination ! [ but , the Salafist King , has not thought of the possibility , that the whole human race , to be destroyed , easily , and that the Pharisees , the Illuminati, Freemasons, Satanists , only, can descend into their underground cities ! ] [ Humanism marginalized ] removal of the past , the growing technicalization teaching, combined with a vision of best companies, university, are disintegrating , the specific features of the Italian identity. No half measures the appeal launched by Alberto Asor , Roberto Esposito and Ernesto Galli della Loggia in the latest issue of the magazine " Il Mulino " , taken from Antonio Carioti on the "Corriere della Sera" on 4 December . The consequences , not only affect the future, but are already detectable in the present if we neglect the historical dimension , for example, the bane of artistic heritage, and the destruction of the landscape can not surprise us. The impact for the three scholars , are devastating , too, in the political sphere , because exclusion of humanism weaken " the critical gaze on reality ," and depletes the resources needed to develop alternatives to a social model based on: approval understanding, tolerance, pluralism, all fake, the parameters of the current globalized ideological idolatry of the market ". So ends to fail, despite all the rhetoric spending , about the need of ' " openness to others ', also , the ability to deal with linguistic and religious diversity . "A radical change in cultural encyclopedia . [ dick! My Yahweh , you have given me an impossible task, tightrope ] lol . this is history repeating itself , the pharaohs Enlightened, Spa, Imf, of today will be choked again ! that immense slaughter of animals evolved apes, we're going to have, EUREKA