Andre Lamorte, profezie messianiche, Isaia, Mar Morto, Frank Moore Cross


Le profezie bibliche sul Messia


i seguenti tre capitoli sono stati tratti dal libro
"Profezia messianica" di Roger Liebi
© 1989 Diffusione Letteratura Cristiana, Berneck/Firenze

Introduzione
Per potersi occupare, nei particolari, della profezia messianica, devono essere esposte, dapprima, alcune considerazioni sulla formazione dell'Antico Testamento (AT) e sulla sua trasmissione fino a noi.

L'AT fu scritto in uno spazio di tempo oltrepassante i 1100 anni; cioè dal tempo di Mosè, 1500 avanti Cristo (a.C.) circa, fino al tempo del profeta Malachia, 420 a.C. circa.

Leggendo l'AT suscitano profonda impressione il desiderio e l'attesa ardenti di un futuro Salvatore, l'Unto, il Messia (= il Re consacrato dall'unzione sacra), che doveva eliminare i problemi di fondo dell'umanità e stabilire una giustizia eterna. Questo Messia promesso viene descritto fin nei minimi particolari negli scritti dell'AT. Però, meraviglia trovare in molti libri dell'AT dichiarazioni concernenti un «Messia sofferente», che doveva essere odiato, respinto e ucciso in modo crudele dal suo stesso popolo, mentre egli soffrirebbe per i peccati di molti. D'altra parte, l'AT parla di un «Messia trionfante», che alla sua venuta, deve instaurare un glorioso regno di pace per il mondo intero. L'apparente paradosso è di facile soluzione, se si pensa che queste due descrizioni differenti illustrano due apparizioni del medesimo Messia, ma concernono eventi distinti per tempi diversi.

Le profezie del «Messia trionfante» concernono ancora l'avvenire; mentre quelle del «Messia sofferente» hanno avuto già nel passato il loro pieno adempimento.

Si tratta, al riguardo, di più di 330 profezie assai esatte ed estremamente differenziate. Nelle prossime pagine verrà dimostrato irrefutabilmente e su basi storiche, che tali profezie si sono adempiute letteralmente in Gesù di Nazaret, personaggio storico. Ma prima deve essere esposto come risulti davvero impossibile che queste profezie siano falsificazioni inserite in epoca posteriore.

Negli anni 1947 e seguenti, furono scoperti, in numerose grotte di Qumran, sul Mar Morto, manoscritti biblici, che hanno sollevato indicibile meraviglia in tutto il mondo. Questi manoscritti, che in parte risalgono ad anni precedenti l'era cristiana, contengono tutti i libri dell'AT, ad eccezione del libro di Ester. Poiché una gran parte delle profezie messianiche si trova nel libro del veggente Isaia, la scoperta di un rotolo completo di questo profeta assunse la massima importanza. Il testo è scritto su pergamena di pelle di capra, in ebraico non vocalizzato. Il rotolo, composto di 15 pezzi di pelle cuciti insieme, è lungo 7,34 metri e largo 26 centimetri. Il suo straordinario grado di conservazione è davvero sensazionale.

Il professor Andre Lamorte scrive a proposito dell'età di questo testo: «Il rotolo completo di Isaia è considerato oggi, e definitivamente, copiato prima dell'era cristiana. I pareri degli esperti in materia di datazione variano, generalmente, fra l'inizio del 1° secolo e la fine del 2° secolo a.C.»1

Poiché tutte le profezie messianiche del libro di Isaia si trovano in questo rotolo, è assolutamente impossibile dubitare della loro genuinità.

Ora questo rotolo si trova in possesso del giovane Stato di Israele. Esso fu pure fotografato in grandezza naturale e pubblicato per intero. Perciò, in tal forma è ora accessibile ad ogni interessato, nel libro «Scrolls from Qumran Cave I»2.

La genuinità delle profezie messianiche negli altri libri dell'AT, può essere altresì dimostrata con i manoscritti del Mar Morto. Frank Moore Cross scrive nel suo libro «L'antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica», che il ritrovamento dei manoscritti di Qumran rende impossibile ritenere un qualsiasi libro dei profeti anteriori o dei posteriori (per tacere del tutto del Pentateuco) scritto più tardi dei primi anni del 2° secolo a.C.3. Dei profeti anteriori fanno parte i libri di Giosuè, Giudici, 1. e 2. Samuele e 1. e 2. Re; dei profeti posteriori i libri di Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Nahum, Habacuc, Aggeo, Zaccaria e Malachia. Il Pentateuco comprende i cinque libri di Mosè. Con ciò appare in modo lampante che nessun passo di questi libri può essere ancora messo in dubbio. Poiché in seguito verranno richiamate anche molte profezie messianiche contenute nei Salmi, deve essere attirata l'attenzione segnatamente sul ritrovamento del manoscritto di un salterio risalente al 2° secolo a.C.4

Del libro del profeta Daniele sono venuti alla luce numerosi frammenti. Per mezzo della paleografia, un manoscritto della grotta IV è stato datato alla fine del 2° secolo a.C.4a

Oltre a questi ritrovamenti di manoscritti, vi è ancora un'altra prova della genuinità delle profezie messianiche: l'esistenza della traduzione alessandrina dell'AT. Verso il 285 a.C, il re egizio Tolomeo Filadelfio ordinò una versione integrale dell'AT in greco. Secondo la tradizione, hanno lavorato a questa trasposizione 72 studiosi ebrei, per cui essa porta anche il nome di Septuaginta (LXX) o dei Settanta. L'ebreo Aristobulo scrisse ai primi del 2° secolo a.C. che la traslazione della Legge in greco fu completata regnando Tolomeo Filadelfio.5 L'espressione «Legge» indica i cinque libri di Mosè, ma può anche servire a indicare tutto l'AT.6 Secondo la testimonianza di Aristobulo è possibile che questa versione dell'intero AT fosse disponibile già alla fine del 3° secolo a.C. Ad ogni modo è sicuro che era terminata già prima del 130 a.C, giacché dal prologo del libro apocrifo detto Siracide o Ecclesiastico, compilato in detta epoca, risulta chiaramente, che allora la versione dei Settanta era terminata in ogni sua parte. Vi si legge infatti: «Le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua. E non solamente questa opera, ma anche la stessa legge, i profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non trascurabile nel testo originale.»7 L'espressione «la legge, i profeti e il resto dei libri» viene usata quando si vuol far risaltare specialmente che si intende tutto l'AT. Ancor oggi si dispone della versione alessandrina. Ora, se l'intero AT è stato già tradotto dall'ebraico in greco almeno nel 2° secolo a.C, come sarebbero potute essere state falsificate in esso le profezie messianiche?

Per poter affermare l'adempimento delle profezie messianiche, è a disposizione un notevole numero di fonti storiche. Grande importanza deve essere attribuita allo storico ebraico Giuseppe Flavio - dal 37 al 100 dopo Cristo (d.C.) - poiché nelle sue due opere «De bello Judaico» e «Antiquitates Judaicae» scrive molto sulla storia ebraica dal 175 a.C. al 70 d.C. Anche le fonti e le testimonianze di Tacito (55 - circa 118 d.C.), Tallo (verso il 52 d.C), Tertulliano (2° secolo d.C), Cassio Dione (2./3° secolo d.C), Giulio Africano (3° secolo d.C.) e del Talmud ebraico devono essere tenute di conto, la più grande importanza deve, però, essere attribuita, senza alcun dubbio, agli scritti del Nuovo Testamento (NT). Secondo Kurt Aland, dirigente dell'Istituto tedesco-occidentale per lo studio del testo del Nuovo Testamento, con sede a Miinster, il NT è stato trasmesso con quasi 5300 manoscritti greci.8 A questi vanno aggiunti poi circa 9000 manoscritti delle vecchie traduzioni e decine di migliaia di citazioni della Bibbia fatte dai cosiddetti Padri della Chiesa. Questi testi garantiscono la trasmissione fedelissima del NT. La differenza temporale fra la prima stesura originale e i più antichi manoscritti tramandati comporta solo 35-250 anni (per i classici greci e latini questa differenza comporta, di regola, 900-1300 anni, e tuttavia a nessuno verrebbe in mente di mettere in dubbio, per tal motivo, la loro fidatezza, sebbene essi poggino su una base testuale enormemente più esile).

Dei quattro Evangeli, tre furono scritti ancor prima della distruzione di Gerusalemme (70 d.C): si tratta di Matteo, Marco e Luca. Dopo la loro compilazione, questi Evangeli hanno avuto una diffusione rapida e forte. Se alcuni fatti illustrati in detti Evangeli non fossero stati consoni alle realtà storiche, la contraddizione sarebbe stata immediatamente sfruttata da parte ebraica contro il cristianesimo sorgente. Ma poiché i fatti storici riportati negli Evangeli non erano in alcun modo contestabili, la lotta contro i cristiani consistè anzitutto nella persecuzione fisica. Del resto è impensabile che uomini alla guida del giudaismo contemporaneo, come Nicodemo, un membro del Sinedrio, Saulo di Tarso, o Apollo, dottore della legge nato in Alessandria, si facessero cristiani, se questi ultimi avessero allora cercato di sostenere la loro fede con fatti erronei, assurdi, menzogneri o pseudostorici!

Gli scritti del NT, che furono tutti compilati fra il 32 e il 96 d.C. circa, sono, quindi, di grandissima attendibilità.

Contro la profezia messianica viene spesso opposto l'argomento, che il suo adempimento sarebbe dovuto solo al caso. Ricorrendo al calcolo delle probabilità, questa opinione può essere facilmente controbattuta. Se per l'adempimento di una profezia si assume la probabilità 1:2 (in realtà, però, essa è minore di molto), ne risulta per l'adempimento di 50 profezie una probabilità di 1:1125000000 000000000, cioè esattamente una possibilità su 2a casi (due elevato ad a). Ma poiché per le predizioni messianiche si tratta dell'adempimento di più di 330 profezie, ne risulterebbe per tante previsioni la probabilità di 1:2,187 x 1099! La grandezza di questa cifra non è più rappresentabile; ma se si pensa che l'intero universo conosciuto, con un raggio che è stato valutato a 5 miliardi di anni luce, dovrebbe contenere «solo» 1080 elettroni, si ha almeno una possibilità di paragone molto interessante. Da questo si vede che per le profezie messianiche non si può parlare di adempimento dovuto al caso.9

Per concludere, devono essere dette ancora alcune cose fondamentali sulla natura delle profezie messianiche, cose di cui bisogna tener conto:

1. Le profezie messianiche non si trovano solo nei profeti ma anche nella Legge di Mosè e negli altri scritti dell'AT.

2.  Si deve fare una differenza fra le profezie in cui: a) Dio parla del suo Messia; b) uomini parlano del Messia, o c) parla il Messia stesso.

3. Molte profezie dell'AT sono scritte non solo col tempo futuro ma anche usando il perfetto o il passato remoto, per accentuare così la sicurezza dell'adempimento di tali profezie. Si tratta esattamente del cosiddetto «perfetto profetico».  Questa espressione è un terminus technicus particolare alla grammatica ebraica.9a

4. Il «Messia sofferente» e il «Messia trionfante» possono essere trovati in un solo e medesimo passo dell'AT.

5. L'autore della profezia messianica è JAHWE, il Dio della Bibbia. Il suo nome significa COLUI CHE E' ETERNO o COLUI CHE NON MUTA. Si tratta quindi sempre della designazione dell'Essere per eccellenza e in senso assoluto. Egli non è sottoposto ai mutamenti di passato, presente e futuro, perciò potè, con la sua prescienza delle cose future, far conoscere l'avvenire ai suoi profeti in modo infallibile.

La libera volontà e la libertà di decisione dell'uomo, e la sua correlativa responsabilità, non vengono escluse a causa della profezia messianica, giacché JAHWE non le ha predestinate, ma esclusivamente preconosciute. Perciò la Bibbia parla della «prognosi» di Dio (vedasi 1 Pietro 1:2 e anche Romani 8:29), cioè della prescienza, della preconoscenza di Dio.

6. Il NT mostra che tramite la profezia messianica può essere «dimostrato», nel vero senso della parola, che Gesù di Nazaret è il Messia preannunciato. Negli Atti degli Apostoli 9:22 è detto di Paolo e in Atti degli Apostoli 18:28 di Apollo, che essi hanno applicato nei confronti degli Ebrei questo tipo di dimostrazione della fede cristiana. Nel primo caso viene usata nel testo originario la parola «symbibazo» e nel secondo la parola «deiknymi». «Symbibazo» indica una dimostrazione tramite conclusioni logiche tratte da una quantità di materiale apportato a prova. «Deiknymi» designa una prova fatta con una esposizione evidente e chiara dei motivi di dimostrazione.
Non potrà mai essere accentuato abbastanza, che, nessuna religione diversa dal cristianesimo biblico conosce un tale genere di dimostrazione probante!

Primo capitolo

Il momento della venuta del Messia

1. Le settimane d'anni del profeta Daniele

Il nono capitolo del profeta Daniele è di grande importanza per la profezia biblica. In tale capitolo viene nominato il momento esatto della venuta del Messia, dell'Unto, come Capo.

Il significato dell'espressione «Settimane d'anni»

La parola «Shabua» usata in ebraico corrisponde esattamente alla parola «Eptade». Essa designa una «Composizione di sette» o una «Unità di sette».

Nel contesto di Daniele 9, questa parola «Shabua», che altrimenti indica anche una settimana di sette giorni, può avere solo il significato di una «Eptade di anni».
Per gli Ebrei del AT contare in settimane d'anni non era affatto cosa nuova. Già nella Legge di Mosè, Dio ordinò al popolo di Israele di contare con un ciclo di settimane d'anni. Ogni sette anni, la terra doveva essere lasciata incoltivata, e ogni sette volte sette anni, doveva essere celebrata la festa del giubileo (vedasi Levitico 25:1-7, 8-13).

Fondo storico

Negli anni 606 a.C. e seguenti, il re Nebucadnetsar menò i Giudei in cattività a Babilonia. Gerusalemme, la città magnifica, fu completamente distrutta, il tempio di Dio e i palazzi furono rasi al suolo o incendiati (vedasi 2. Cronache 36).

L'esilio dei Giudei durò settanta anni, come aveva predetto Geremia (Geremia 25:11-12). Daniele si trovò allora pure fra i deportati e operò in tal tempo come profeta.

La data del decreto della ricostruzione di Gerusalemme.

Dal primo verso del nono capitolo di Daniele risulta, che la seguente profezia in vista del Messia risale all'anno 536 a.C. (I anno di regno del sovrano dei Medi Dario, figlio di Assuero (= ca. 536 a.C), un tempo quindi in cui Gerusalemme giaceva distrutta.

Nei versi 25 e 26 si legge: «Sappilo dunque, e intendi! Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un Unto (Messia), di un Capo, vi sono sette settimane e sessantadue settimane. Essa sarà restaurata e ricostruita, piazze e mura, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane, un Unto sarà soppresso, nessuno sarà per lui. E il popolo d'un capo che verrà, distruggerà la città e il santuario ...» (Versione Elberfeld in tedesco; Diodati e altre).

Per dare all'esattezza di questa citazione di Daniele ancora maggior peso, riportiamo questa profezia anche in una traduzione letterale dall'ebraico:

«VETDA'

VETASKEL

MIN

MOZA

DABAR

LEHASHIB

VELIBNOTH

JERUSHALAJIM

'AD

MASHIACH

NAGID

SHABU'IM

SHIB'AH

VESHAVUIM

SHISHSHIM

USHENAJIM

TASHUB

VENIBNETAH

RECHOB

VECHARUZ

UBEZOQ

HA'ITTIM

VE'ACHARE

HASHSHABU'IM

SHISHSHIM

USHENAJIM

JIKKARET

MASHIACH

VE'EN

LO.

VEHA'IR

VEHAQQODESH

JASH'CHIT

'AM

NAGID

HABBA»
 «Sappilo dunque

e intendi!

Dal momento

in cui è uscito

l'ordine

di restaurare

e riedificare

Gerusalemme

fino all'apparire

di un Unto (Messia),

di un Capo,

vi sono settimane

sette

e settimane

sessanta

due.

Essa sarà restaurata

e ricostruita,

piazze

e mura,

ma in angosciosi

tempi.

Dopo

le settimane

sessanta

due

sarà soppresso

un Unto (Messia),

nessuno

sarà per lui.

E la città

e il santuario

distruggerà

il popolo

d'un capo

che verrà.»
 

Dal momento in cui sarà uscito l'ordine di restaurare e riedificare la città, fino al momento in cui deve apparire l'Unto, il Capo, devono trascorrere 69 settimane di anni (483 anni).

In Neemia 2:1-8 viene descritta esattamente l'emanazione di questo decreto che è di grande importanza per la storia del popolo di Israele:

«L'anno ventesimo del re Artaserse, nel mese di Nisan, come il vino stava dinanzi al re, io presi il vino e glielo porsi. Or io non ero mai stato triste in sua presenza. E il re mi disse: Perché hai l'aspetto triste? Eppure non sei malato; non può essere altro che un'afflizione del cuore. Allora io ebbi grandissima paura, e dissi al re: Viva il re in eterno! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è distrutta e le sue porte son consumate dal fuoco? E il re mi disse: Che cosa domandi? Allora io pregai l'Iddio del cielo; poi risposi al re: Se così piace al re e il tuo servo ha incontrato favore agli occhi tuoi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io la riedifichi. E il re che avea la regina seduta allato, mi disse: Quanto durerà il tuo viaggio? e quando ritornerai? La cosa piacque al re, ei mi lasciò andare, e io gli fissai un termine di tempo. Poi dissi al re: Se così piace al re, mi si diano delle lettere per i governatori d'oltre il fiume affinchè mi lascino passare ed entrare in Giudea, e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, affinchè mi dia del legname per costruire le porte del castello annesso alla casa dell'Eterno, per le mura della città, e per la casa che abiterò io. E il re mi diede le lettere, perché la benefica mano del mio Dio era su me.»

La data del decreto di ricostruzione risulta da Neemia 2,1: «L'anno ventesimo del re Artaserse, nel mese di Nisan.» Il re Artaserse I Longimano regnò dal 465 al 423 a.C. L'anno ventesimo del suo regno corrisponde all'anno 445 a.C. Il mese di Nisan cade, così come noi contiamo il tempo, nei mesi di marzo/aprile.

Perciò, per gli Ebrei dell'AT, il passo di Daniele 9 aveva il seguente significato:

Dalla data del decreto di ricostruzione di Gerusalemme (marzo/aprile 445 a.C), devono essere contati 483 anni, e quindi apparirebbe il Capo, l'Unto, il Messia. Perciò ora deve essere ricercata la data esatta in cui Gesù fece la sua apparizione di Capo in Israele (giacché questo punto è evidenziato in Daniele 9:25).

La data dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme

Al suo ingresso in Gerusalemme, Gesù fu festeggiato dal popolo ebraico come re e Messia. Gesù cominciò il suo servizio pubblico nel 15. anno di regno dell'imperatore Tiberio (vedasi Luca 3,1). L'imperatore Tiberio regnò dal 14 al 37 d.C. Quindi il 15. anno del suo regno fu il 29 d.C. L'attività pubblica di Gesù durò tre anni circa. In Giovanni 2:13; 6:4; 11:55 è scritto di tre feste di Pasqua, alle quali Gesù prese parte. Luca 13:7 parla direttamente dei tre anni della sua missione pubblica.

Giovanni 12:1 dice che Gesù venne a Betania sei giorni prima della Pasqua dei Giudei (nell'anno 32 d.C). I versi 12 e seguenti riportano che l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, durante il quale egli fu festeggiato come Capo, ebbe luogo il giorno seguente. Il quinto giorno prima della Pasqua dei Giudei cade perciò secondo il calendario ebraico nel mese di Nisan dell'anno 32 d.C. (la Pasqua dei Giudei ricorreva sempre nel mese di Nisan). Così sono noti i punti, iniziale e finale, delle 69 settimane d'anni: l'anno 445 a.C. (marzo/aprile) e l'anno 32 d.C. (marzo/aprile).

Durata delle 69 settimane d'anni

L'anno profetico dura nella Bibbia 360 giorni9b, (vedasi Apocalisse 11:3 e Apocalisse 12:14, dove 3 anni e mezzo corrispondono a 1260 giorni. Quindi un anno biblico ha 360 giorni). Così le 69 settimane di anni corrispondono a 173880 giorni (69x7x360). Questo periodo di tempo doveva quindi trovarsi fra le suddette date. Se adesso si pone mente al fatto, non troppo noto, che nella storia, al contrario dell'astronomia, non vi è un anno zero (fra 1' 1 prima e 1' 1 dopo Cristo vi è solo un anno), non è più difficile costatare che fra marzo/aprile 445 a.C. e marzo/aprile 32 d.C, vi sono esattamente i 173880 giorni.

Conseguenze

La profezia di Daniele 9 ha trovato adempimento in modo sorprendentemente esatto. E questa è solo una di almeno 330 profezie! Naturalmente ad una tale esattezza fa riscontro sempre lo scetticismo. Ma non si dovrebbe incorrere con Daniele 9 nello stesso errore in cui cadde il neoplatonico Porfirio (300 d.C), il quale nel suo 12° libro contro i cristiani dichiarò che il capitolo 11 del profeta Daniele era falso, asserendo che conteneva profezie troppo esatte.

Conferma storica della profezia biblica

Se si volesse porre in dubbio la profezia di Daniele 9, poiché il testo stesso, come pure la data del decreto della ricostruzione di Gerusalemme non possono essere attaccati (ritrovamenti a Qumran e traduzione dei Settanta), sarebbe possibile farlo solo se fosse falsa la data dell'apparizione di Gesù in Israele. Ma da più fonti extrabibliche risulta chiaramente che Gesù visse al tempo dell'imperatore Tiberio e del procuratore romano Ponzio Pilato, e nello stesso tempo morì (26-36 d.C). Tacito, un grande storico romano, riporta nei suoi Annali (XV,44): «...persone, che dal popolo minuto vengono detti Cristiani. Il nome è in relazione con il quale fu giustiziato come malfattore dal procuratore Ponzio Pilato, sotto il regno di Tiberio.»10

Nella sua opera «Antichità giudaiche», Giuseppe Flavio scrive: «In tal tempo apparve Gesù, un uomo sapiente... E dopo che Pilato l'ebbe condannato a morte, su istigazione dei nostri propri capi...»11

E Tertulliano afferma nell'Apologia 5,2: «Quindi Tiberio, al tempo del quale fece la sua comparsa il nome di Cristiani, rapportò su...»12

Da queste testimonianze risulta chiaramente che Gesù fece la sua comparsa in Israele fra il 26 e il 36 d.C. Dall'anno 445 a.C. fino al periodo del 26-36 d.C, le 69 settimane d'anni si inseriscono esattamente. Anche se si tien presente la possibilità di una certa inesattezza delle cifre degli anni, che noi abbiamo tratto dalla letteratura specializzata in materia, risulta tuttavia chiaro che le settimane di anni dette da Daniele si inseriscono precisamente nel tempo da Artaserse a Tiberio. Daniele 9 ha trovato adempimento!

A complemento

La suddivisione delle settimane di anni

Ci si chiede a ragione perché le 69 settimane di anni siano suddivise in 7 e 62 settimane di anni. La spiegazione è la seguente: le prime 7 settimane di anni (49 anni) si riferiscono alla durata del tempo della ricostruzione di Gerusalemme, di cui in Daniele 9:25 è detto: «sarà ricostruita piazze e mura, ma in tempi angosciosi.»

Le restanti 62 settimane di anni cominciarono immediatamente dopo il compimento della ricostruzione di Gerusalemme.

Questo fatto è molto importante. Poiché come si potrebbe sapere altrimenti che col decreto di ricostruzione di Daniele 9 è inteso quello di Artaserse e non quello di Ciro dell'anno 536 a.C.? (vedasi Isaia 44:28; Esra 1). Daniele 9 dice che nei primi 49 anni seguenti il decreto, che è qui inteso, la città di Gerusalemme dovrà essere ricostruita. Ciò avvenne con Artaserse, ma non con Ciro. Così l'Ebreo dell'AT poteva sapere chiaramente che doveva cominciare a contare dal decreto dell'anno 445 a.C per giungere alla venuta del Messia.

L'affermazione di Daniele 9:26

In Daniele 9:26 si legge che dopo le 69 settimane di anni il Messia «sarà soppresso, nessuno sarà per lui». Ma non vien detto quanto tempo dopo. Tuttavia è noto che Gesù fu crocifisso pochi giorni dopo essersi presentato come Capo.

Spiegazione dell'espressione «Il popolo d'un capo che verrà»

L'espressione «Il popolo d'un capo che verrà» si riferisce ai Romani, che effettivamente in seguito alla crocifissione di Gesù distrassero la città e il tempio di Gerusalemme. Questo fatto avvenne nel 70 d.C.

Una testimonianza oculare in merito si trova nel libro «De bello Judaico» scritto dallo storico Giuseppe Flavio.

Il noto rabbino Salomone Jarchi (1070-1105), conosciuto col nome di Raschi, estensore di un commento a 23 trattati del Talmud e all'intera Bibbia (AT) disse, ma non lui solo12a, che in Daniele 9 sono preannunciati dolori che il popolo giudaico aveva avuto da sopportare nell'anno 70, all'atto della distruzione di Gerusalemme, essendo generale Tito.

Moshe Ben Maimon e Daniele 9

Il rabbino Moshe Ben Maimon (Mosè Maimonide, 1135-1204), uno dei maggiori sapienti ebrei del Medioevo, denominato il «secondo Mosè» per la straordinaria influenza da lui esplicata sul pensiero teologico ebraico, si espresse in modo assai indicativo sul calcolo delle settimane di anni, nella sua lettera «Iggereth hatteman»:

«Daniele ci ha spiegato la scienza profonda del tempo, ma poiché essa ci è nascosta, i santi trapassati ci hanno vietato di calcolare i tempi dell'avvenire, perché la gente comune può irritarsi e cadere in errore, vedendo che i tempi son passati ed Egli (il Messia) non è ancora venuto.»13

Questa presa di posizione non ha bisogna di commento ulteriore, essa parla da sola.

L'unicità dell'adempimento

Appare ora evidente che nell'AT è univocamente predetto l'avvento del Messia e che tutte le predizioni si sono adempiute esattamente in Gesù Cristo. A tal proposito occorre far notare che nel corso della storia degli Ebrei più di quaranta uomini si presentarono sostenendo di essere il Messia promesso. Oggi non si parla più della maggior parte di loro. La maggior importanza fra tutti questi falsi messia l'ebbero Bar Kochba (132 d.C.) e Shabetai Zewi (1665 d.C), che colpirono la fantasia di quasi tutti gli Ebrei. Rammentandoci di quanto scritto prima, è evidente che il primo venne circa 100 anni e l'altro 1630 anni troppo tardi, per poter essere il Messia promesso. Nessuno di questi falsi messia potè sostenere la sua pretesa con una profezia adempiuta!

2. Lo «Shebet» di Giuda

Il patriarca Giacobbe (circa 1690 a.C.) parlò pure profeticamente del futuro Messia. Poco prima di morire annunciò ai suoi 12 figli, i capistipite delle 12 tribù di Israele, quello che sarebbe avvenuto ai loro discendenti (vedasi Genesi 49:1-2). A proposito della profezia messianica, è di particolare importanza l'asserzione di Giacobbe circa la tribù di Giuda:

«Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo (in ebraico: Schilo) e al quale ubbidiranno i popoli.» (Genesi 49:10)

Comprensione messianica di Genesi 49:10 nel giudaismo

«Schilo» è uno dei molti nomi del Messia nell'AT. Quando nel Talmud, il rabbino Jochanan chiede (1° secolo) il nome del Messia, viene risposto che il suo nome è «Schilo».13a

Questo passo viene inteso come messianico pure dal proselita Aquila, discepolo di Akibas (2° secolo), nel Targum Onkelos14 (4° secolo), dal rabbino Raschi e nell'antico libro «Bereschit Rabba».

L'importanza della parola «Shebet»

La parola ebraica «Shebet» che qui è tradotta con «Scettro», indica un «Bastone» o una «Verga». Da Numeri 17:1-2 si ricava che ognuna delle dodici tribù aveva una verga o appunto uno scettro, su cui era scritto il nome del correlativo capotribù. Questa verga era, fra l'altro, un'immagine della potenza e dell'identità di una tribù.15

Per poter comprendere ancora meglio che questo «Shebet» è realmente un'immagine dell'identità di una tribù d'Israele, bisogna ritenere che la parola «Shebet» ha anche il significato di «Tribù». Quindi la parola «Shebet» intende la tribù stessa e perciò, vista come gioco di parole, è una pertinente immagine dell'identità di una tribù ebraica.

Ora l'affermazione di Genesi 49:10 è chiara: l'identità e la potenza della tribù di Giuda non devono trapassare prima che sia venuto il Messia.

Il «Mechoqeq» di Giuda

Ma vi è altro. Neanche un legislatore (ebraico «Mechoqeq»), un capo politico («il bastone del comando»), deve mancare a Giuda, finché venga il Messia.

Il collasso nazionale di Giuda

Allorché i Romani nell'anno 70 d.C. misero fine allo Stato giudaico, si sfasciò l'identità nazionale della tribù di Giuda. Allora Giuda perdette pure la guida politica. Conseguentemente il Messia deve essere venuto prima di tale anno. Gesù ha effettivamente fatto la sua comparsa in Israele circa 40 anni prima!

A complemento

Notiamo ancora a titolo complementare circa la cattività babilonese di Giuda, che allora l'identità nazionale di Giuda non s'era sfasciata, giacché tale tribù fu in un certo senso solo spostata geograficamente come nazione. Da Ezechiele 8:1 e 20:1 si ricava che pure in quel periodo Giuda ebbe una guida politica. La tribù passò semplicemente, da tale momento, sotto il dominio straniero.

 

Secondo capitolo
Discendenza e provenienza del Messia

1. Il suo albero genealogico

Fin verso l'anno 70 d.C.(!) era, almeno in casi normali, possibile ad ogni Ebreo di nascita di risalire con precisione lungo il suo albero genealogico, giacché 1 Cronache 9:1 testimonia che tutto il popolo d'Israele era annotato in tavole genealogiche. Il possesso di una tale tavola era di interesse personale eminente, giacché chi non poteva dimostrare in tal modo la sua discendenza non veniva riconosciuto come Israelita, fatto che comportava vari svantaggi (vedasi Esra 2:59-62 e Neemia 7:61-65).

Allorché qualcuno assumeva in Israele una posizione pubblica, e con ciò veniva anche ad esser conosciuto, era naturale che divenisse nota anche la sua tavola genealogica, o almeno alcuni noti ascendenti in essa riportati. Se qualcuno, la cui tavola genealogica non fosse stata assolutamente ineccepibile, avesse voluto assumere una posizione pubblica, sarebbe stato immediatamente rifiutato come incompetente.

Queste asserzioni preliminari sono assai importanti in vista del fatto che nell'AT fu profetato a certe persone che il Messia sarebbe stato un loro diretto discendente.

Le tavole genealogiche negli evangeli di Matteo e Luca

In Matteo 1 è trasmessa la tavola genealogica di Giuseppe, il padre putativo di Gesù, e in Luca 3 quella di Maria, la madre di Gesù. Quest'ultima tavola è di grande importanza per l'ulteriore trattamento.

Riportiamo la tavola concernente Maria da Luca 3:23-3816: «E Gesù, quando cominciò anch'egli ad insegnare, aveva circa trent'anni ed era figliuolo, come credevasi, di Giuseppe, di Heli (padre di Maria), di Matthat, di Levi, di Melchi, di Jannai, di Giuseppe, di Mattatia, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai, di Maath, di Mattatia, di Semein, di Josech, di Joda, di Joanan, di Rhesa, di Zorobabele, di Salatiel, di Neri, di Melchi, di Addi, di Cosam, di Elmadan, di Er, di Gesù, di Eliezer, di Jorim, di Matthat, di Levi, di Simeone, di Giuda, di Giuseppe, di Jonam, di Eliakim, di Melea, di Menna, di Mattatha, di Nathan, di Davide, di Jesse, di Jobed, di Boos, di Sala, di Naasson, di Aminadab, di Admin, di Arni, di Esrom, di Fares, di Giuda, di Giacobbe, d'Isacco, d'Abramo, di Tara, di Nachor, di Seruch, di Ragau, di Falek, di Eber, di Sala, di Cainam, di Arfacsad, di Sem, di Noè, di Lamech, di Mathusala, di Enoch, di Jaret, di Maleleel, di Cainam, di Enos, di Seth, di Adamo, di Dio.»

Promesse di Dio ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe

Verso il 1920 a.C, Iddio promise ad Abrahamo varie volte che il Messia sarebbe stato un suo discendente. In Genesi 22:18 si legge, ad esempio: «... E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.»

Nel testo originano si legge «nel tuo seme»; questo discendente è il Messia, poiché di lui è detto nel NT che egli sarà una benedizione per tutte le nazioni (Galati 3:16).

Verso il 1900 a.C, Dio promise varie volte che il Messia sarebbe stato un discendente di Isacco. In Genesi 26:4, ad esempio, Dio dice ad Isacco: «... tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.»

«... tutte le famiglie della terra saranno benedette nella tua progenie» (Genesi 28:14), fu promesso da Dio verso il 1760 a.C. a Giacobbe, che ricevette in seguito il nome di Israele e gli fu confermato che il Messia sarebbe stato un suo discendente. Quindi verso il 1760 a.C. era già stato rivelato chiaramente che il Messia sarebbe stato un Ebreo. Ma da quale delle 12 tribù di Israele doveva provenire?

Il Messia viene dalla tribù di Giuda

Verso il 1690 a.C, il patriarca Giacobbe annunciò ai suoi dodici figli quello che in avvenire sarebbe avvenuto ai loro discendenti.

A suo figlio Giuda disse: «Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né il bastone del comando di fra i suoi piedi, finché venga Colui che darà il riposo (in ebraico Schilo), e al quale ubbidiranno i popoli.» (Genesi 49:10)

Il Messia sarà un discendente di Giuda e non di Beniamino, Giuseppe, Neftali, Ascer, Gad, Issacar, Zabulon, Levi, Simeone o Ruben. 1. Cronache 5:2 (circa 530 a.C.) dice la medesima cosa ma con altre parole: «Giuda ebbe, è vero, la prevalenza tra i suoi fratelli, e da lui e disceso il principe.»

(La parola principe [in ebraico «Nagid»] è la stessa usata in Daniele 9:25.)

Ma da quale famiglia di Giuda deve provenire il Messia?

Il Messia discende dalla famiglia di Isai

Nel capitolo 11:1 il profeta Isaia risponde alla suddetta domanda: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.»

(Nel Targum Jonathan Ben Uzziel14 questo passo viene inteso come messianico, giacché è stato inserito il titolo «Messia» come delucidazione!)

Con ciò viene asserito che il Messia proverrà dalla famiglia di Isai il Betlemita. Però Isai aveva otto figli (vedasi 1. Samuele 16). Chi di loro sarebbe stato l'avo del Messia?

Il Messia è un discendente di Davide

In diversi punti dell'AT viene detto che il Messia dovrà essere un figlio di Davide, il figlio di Isai. Verso il 600 a.C, Geremia annunciò in 23:5 (vedasi 33:15): «Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale ... farà ragione e giustizia nel paese.»

Nel Salmo 132:11 è scritto: «L'Eterno ha fatto a Davide questo giuramento di verità», e non lo revocherà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere.»

Iddio si era impegnato verso Davide giurando (vedasi anche il Salmo 89:35-36) che il Messia sarebbe stato un diretto discendente del re.

La conferma della tavola genealogica di Maria

Tutte le suddette persone si trovano nella tavola genealogica di Maria, madre di Gesù. Con ciò viene confermato che anche queste profezie hanno trovato adempimento nel Gesù della storia.

Nel popolo ebraico, la sua ascendenza fu resa nota pubblicamente, perciò veniva chiamato «Figlio di Davide» (vedasi Luca 18:38-39, Matteo 21:9,15; 9:27; anche 15:22). Se tutto ciò non avesse avuto riscontro nella realtà, i capi del giudaismo d'allora avrebbero potuto farvi ricorso come argomento da opporre alla pretesa messianica di Gesù. Però, un fatto tanto facilmente verificabile non poteva essere negato o contestato.

Lo storico Luca

Poiché la tavola genealogica di Gesù è stata tramandata da Luca, bisogna anche dire che l'archeologia ha confermato Luca quale storico fidato, esatto e preciso. Il famoso archeologo William Ramsay ha scritto che la rappresentazione della storia fatta da Luca è insuperabile per la sua fidatezza. Una ricapitolazione del suo giudizio su Luca, maturato dopo lunghi lavori d'investigazione, è riportata nel libro «The Bearing of Recent Discovery», pag. 222.

2. Il luogo natale del Messia

Profezia del veggente Michea
Nell'8° secolo a.C, Michea il Morashtita operò come profeta (vedasi Michea 1:1). Egli dovette render noto il luogo natale del Messia. Nel capitolo 5:1, Iddio dice: «Ma da te, o Bethleem Efrata, piccola per esser fra i migliai di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.»

In Palestina vi erano due città col nome di Betleem: una in Galilea (vedasi Giosuè 19:15-16) e una in Giudea. Per distinguerla, quest'ultima era detta Betleem Efrata.

Il Messia doveva nascere in questo villaggio, posto a un po' più di 10 chilometri a sud di Gerusalemme e che al tempo di Gesù deve avere avuto meno di 1000 abitanti. Il profeta Michea lo dice chiaramente e con sicurezza molti secoli prima dell'adempimento.

Conferma del NT

Nel NT viene confermato che Gesù nacque in Betleem Efrata. Matteo 2:1 scrive: «Or essendo Gesù nato in Betleem di Giuda, ai dì del re Erode...»
Il medico Luca conferma questo fatto pure nel 2° capitolo del suo Evangelo. Si pensi, in tal nesso, a quanto è stato scritto nel capitolo «Lo storico Luca»!
Michea 5:1 è sempre stato ben compreso

Allorché Erode il Grande apprese che era nato un nuovo re, riunì tutti i capi sacerdoti e gli scribi per sapere quale fosse il paese natale del Messia. Essi gli risposero: «In Betleem di Giuda, poiché così è scritto per mezzo del profeta.» (Matteo 2:5)

Non solo per i dotti era chiaro questo punto, ma pure per la gente del popolo, che secondo Giovanni 7:41-42 diceva: «Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo (il Messia)? La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem, il villaggio dove stava Davide?»

Un'ulteriore prova che Michea 5:1 veniva ben inteso è fornita dalla traduzione dei Settanta in cui questo verso fu riprodotto tanto bene che se ne può concludere che il traduttore comprese assai esattamente quello che volgeva in greco.

Michea 5 nel Targum Jonathan

Il Targum Jonathan Ben Uzziel relativo ai profeti14 mostra anche assai chiaramente l'interpretazione messianica che si dava a questo passo nel giudaismo. Per chiarezza, il titolo «Messia» vi è immesso direttamente nel testo.

3. Gesù il Nazareno
Nel NT Gesù vien detto 18 volte «Nazareno». Questo nome deriva dall'ebraico «Nezer», che significa «Ramo», «Germoglio», «Virgulto».

Fra la gente contemporanea, negli anni 29-32 d.C., Gesù era generalmente noto col nome di «Gesù il Nazareno». E' interessante notare che così lo chiamavano pure i suoi maggiori nemici (vedasi Giovanni 18:5-7). Così fu adempiuto quello che i profeti avevano annunciato, che egli sarebbe stato chiamato «Germoglio», «Rampollo», «Virgulto».

Le affermazioni dei profeti Zaccaria, Geremia e Isaia

Il profeta Zaccaria annunciò verso il 520 a.C. quanto segue, circa il Messia: «Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco un uomo, che ha nome il Germoglio.» (6:12)

«Ecco, io faccio venire il mio servo, il Germoglio.» (3:8) (Questi due passi di Zaccaria sono indicati come messianici nel Targum Jonathan.14

Geremia annunciò lo stesso quasi 80 anni prima di Zaccaria: «Ecco, i giorni vengono, dice l'Eterno, quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale ... farà ragione e giustizia nel paese.» (23:5)

Anche il profeta Isaia nominò il Messia in questo modo: «In quel giorno, il germoglio dell'Eterno sarà lo splendore e la gloria.» (4:2)

Un gioco di parole ebraiche

Sebbene nei passi predetti venga usata in ebreo la parola «Zamach» («Germoglio», «Ramo», «Virgulto»,) ogni Ebreo che conosceva la Scrittura, sentendo parlare di Gesù «il Nazareno», non poteva fare a meno di collegare il nome «Nazareno» con la parola «Zamach» dei passi predetti. I significati dei nomi hanno nella Bibbia una grande importanza!

Nell'AT ci sono pure altri accenni al «Nazareno». In Isaia 11:1 si legge, per esempio: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.» La parola usata testo originario per «Rampollo» è «Nezer»!

Una questione giustificata:
Però ora bisogna chiedersi a ragione perché Gesù non fu mai chiamato il Betlemita, ma solo «Gesù il Nazareno» sebbene egli fosse nato a Betleem.

I seguenti accenni devono chiarire come stanno le cose. Allorché il terribile e crudele re Erode detto il Grande ordinò la strage degli innocenti (vedasi Matteo 2), Giuseppe e Maria fuggirono col bambino in Egitto. Dopo la morte di Erode, ritornarono e volevano ristabilirsi a Betleem. Ma allorché Giuseppe apprese che Archelao, il più crudele dei figli di Erode il Grande,17 era a capo della Giudea (veramente questo regno sarebbe spettato a Erode Antipa, fratello di Archelao, ma in un impeto d'ira Erode il Grande, poco prima della sua morte, aveva cambiato il testamento e posto Archelao in luogo di Erode Antipa,18 s'intimorì e non vi andò più.

Perciò Giuseppe e Maria si recarono col bambino Gesù nella regione di Galilea e si stabilirono a Nazaret. Lì Gesù visse per circa 28 anni. Per tal motivo, fu detto «Gesù il Nazareno».

E' sorprendente vedere come la situazione politica abbia svolto una parte importantissima nell'adempimento di questa predizione messianica.

Anche oggi, e spesso proprio dai suoi critici, Gesù viene detto «il Nazareno» o «Gesù di Nazaret», cosicché la profezia che il Messia sarebbe stato chiamato «il Nazareno» viene ancora confermata proprio dai suoi nemici.

4. Dall'Egitto:
Sembra cosa alquanto paradossale quando si constata che nell'8° secolo a.C. Iddio fece preannunciare dal profeta Osea che il Messia sarebbe venuto dall'Egitto. In Osea 11:1 si legge: «E fin dall'Egitto, chiamai il mio figliuolo.» In Matteo 2 si può leggere l'adempimento di questa profezia.

Maria e Giuseppe che erano fuggiti in Egitto in seguito all'ordine emesso da Erode di uccidere i piccoli bambini di Betleem, ritornarono di nuovo nel paese d'Israele dopo la morte di questo regnante. Quindi il Messia venne effettivamente dall'Egitto.

Ora appare tutto chiaro: i profeti si sono espressi tutti con molta precisione. Il Messia doveva venire al mondo in Betleem, doveva essere chiamato «Nazareno» ed esser richiamato in patria dall'Egitto!

Terzo capitolo
Presentazione pubblica del Messia (29-32 d.C.)

1. Il precursore

Il preannuncio dei profeti Malachia e Isaia

Nel terzo capitolo del profeta Malachia si ode la voce del Messia, quando dice: «Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me.» (3:1)

Poco prima che il Messia facesse la sua comparsa, doveva sorgere un profeta, il quale avrebbe preparato il popolo all'imminente arrivo del Messia.

Anche Isaia parla di tal precursore. Lo chiama «una voce di uno che grida nel deserto». Isaia 40:3 19: «La voce d'uno grida: Preparate nel deserto la via dell'Eterno.»

In Luca 3:4 si legge: «E' scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V'è una voce d'uno che grida nel deserto...»

Così Isaia fa sapere che questo precursore sarà nel deserto, particolare non detto dal profeta Malachia.

La funzione del precursore:
Questo precursore aveva il compito di preparare il popolo di Israele alla prossima venuta del Messia in modo che lo accogliesse con cuore ben disposto. Nel cuore di questo popolo non doveva esserci più nulla che potesse rivelarsi d'impedimento all'accoglienza del promesso Messia; anzi nel suo cuore dovevano esserci le «vie del Santuario», («le tue vie» secondo un'altra versione di questo Salmo 84:5). Perciò in Isaia 40:4-5 viene detto inoltre:

«Ogni valle sia colmata, ogni monte ed ogni colle siano abbassati; i luoghi erti siano livellati, i luoghi scabri diventino pianura. Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne, ad un tempo, la vedrà.»

Il preannuncio di questo precursore trovò il suo perfetto adempimento in Giovanni Battista, il figlio di Zaccaria. La sua apparizione avvenne verso il 29 d.C. Luca scrive che egli si presentò nel 15. anno di regno dell'imperatore Tiberio (Luca 3:1).

Da 450 anni, nessun altro profeta

La comparsa di Giovanni Battista causò una sensazione perché quasi da 450 anni non era sorto in Israele nessun altro profeta (l'ultimo profeta dell'AT era stato Malachia). In una testimonianza storica del periodo intertestamentario durato 450 anni si trova un lamento sulla mancanza di profeti in Israele. In 1. Maccabei 9:27 si legge: «Ci fu grande tribolazione in Israele, come non si verificava da quando fra loro erano scomparsi i profeti.»

Il Talmud nella redazione babilonese riferisce che dopo gli ultimi profeti Aggeo, Zaccaria e Malachia, lo Spirito Santo si era ritirato da Israele.

Quanto sia stata grande la sensazione causata dalla comparsa di Giovanni Battista, lo si vede dal fatto che Gerusalemme, tutta la Giudea e l'intera regione costeggiante il Giordano vennero da lui (Matteo 3:5).

L'attività di Giovanni Battista:

Giovanni battezzava nel deserto e predicava il battesimo di penitenza per il perdono dei peccati. Servendosi di un linguaggio enormemente impressionante e sconvolgente, fece comprendere al popolo di Israele che il Messia sarebbe venuto entro breve tempo e che ognuno doveva convertirsi, cioè confessare i propri peccati al Dio vivente, risentirne pentimento ed esser pronto ad incontrare il Messia promesso. Se però non avessero accolto il Messia e non si fossero pentiti, non avrebbero potuto sfuggire all'ira ventura di Dio. Si vedano in proposito le varie relazioni degli evangeli sulla comparsa di Giovanni Battista nel deserto di Giudea (Matteo 3, Marco 1, Luca 3 e Giovanni 1).

Si presenta Gesù:

In Matteo 3:13 viene raccontato che pure Gesù venne per farsi battezzare da Giovanni, allorché questi predicava presso il Giordano. Ciò concorda con Isaia 40:5 dove si legge: «Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne, ad un tempo, la vedrà; perché la bocca dell'Eterno l'ha detto.»

Gesù, il Messia, l'incarnato Jahwe dell'AT, cominciò la sua attività pubblica immediatamente dopo la comparsa in scena di Giovanni Battista. A questo proposito, Isaia parla dell'apparizione di nostro Signore Gesù come della «gloria dell'Eterno rivelata». E' interessante in merito conoscere quanto asserisce un testimone oculare. Il discepolo Giovanni testimonia quanto segue del Signore Gesù: «Piena di grazia e di verità, noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre.» (Giovanni 1:14)

Giovanni Battista e Giuseppe Flavio:

Lo storico Giuseppe Flavio che visse nel 1° secolo d.C. conferma la storicità di Giovanni Battista: nella sua opera «Antiquitates Judaicae» (XVIII, 5.2).

2. L'attività pubblica del Messia:

Il luogo della comparsa:

Quando l'Ebreo dell'AT voleva sapere in quale regione o zona del paese il Messia avrebbe dato inizio al suo servizio pubblico, doveva leggere Isaia 8:23-9:1: «Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch'è ora nell'angoscia. Come nei tempi passati Iddio coprì d'obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così nei tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, di là dal Giordano, la Galilea dei Gentili. Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte, la luce risplende.»

Osservazioni chiarificatrici dei passi precedenti L'espressione «gran luce» designa quella che emana il sole (vedasi Genesi 1:16). Qui tale espressione è usata per il Messia che in Malachia 4:2 vien detto «sole di giustizia» e in Giovanni 8:12 «luce del mondo». Egli doveva risplendere nell'oscurità spirituale di Israele come un sole sorgente. Da Isaia si ricava che gli abitanti di Zabulon e di Neftali presso il mar di Tiberiade, (detto pure lago di Gennesaret o mar di Galilea), avrebbero visto per primi questa luce e perciò ne sarebbero stati coperti di gloria. Dopo queste osservazioni su Isaia è chiaro che il Messia avrebbe cominciato il suo servizio pubblico nella regione della Galilea.

La conferma data dal NT

In Matteo 4:12-14,17 sta scritto: «Or Gesù avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione, si ritirò in Galilea. E, lasciata Nazaret, venne ad abitare in Capernaum, città sul mare (detto di Tiberiade o di Galilea) ai confini di Zabulon e di Neftali,... Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino.»

La stessa cosa viene confermata anche in Luca 23:5 (vedasi pure Matteo 4:18-25).

I miracoli del Messia

In parecchi passi dell'AT viene asserito con forza che alla comparsa del Messia vi sarebbero stati dei miracoli. In Isaia 35:4-6 si legge: «Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: Siate forti, non temete! Ecco il vostro Dio verrà! Verrà egli stesso a salvarvi. Allora s'apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto canterà di gioia.»

In Isaia 29:24 è profetizzato ancora un ulteriore miracolo: «I traviati di spirito impareranno la saviezza.»

Quindi tramite il Messia dovranno essere risanati paralitici, ciechi, sordi, muti e traviati di spirito.

L'adempimento delle profezie confermato dal NT

Nel NT viene confermato con tutta la chiarezza possibile che questi, e altri miracoli, sono stati operati dal Signore Gesù. Ad esempio, in Giovanni 9 viene guarito un cieco, in Marco 2:3-12 un paralitico, in Matteo 15:29-31 un muto e in Marco 7:31-37 un sordo. Per quel che concerne i traviati di spirito, non si può pensare al lunatico di Matteo 4:24 che pure fu guarito?

L'adempimento confermato da Giuseppe Flavio

L'adempimento di queste profezie non viene confermato soltanto dagli scritti del NT, ma anche da altre fonti storiche. Lo storico ebraico Giuseppe Flavio scrive, di nuovo nella sua opera «Antiquitates Judaicae» pubblicata nell'anno 93 d.C, il seguente interessante riferimento al Signore Gesù: «In tal tempo, (cioè al tempo di Pilato, 26-36 d.C), apparve Gesù, un uomo sapiente, taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu un maestro per gli uomini che accettavano volentieri la verità.»20

L'autenticità della citazione di Flavio

Siamo qui in possesso di una conferma davvero straordinaria che il Signore Gesù ha operato miracoli, apportata da un Ebreo vissuto nel 1° secolo, e che non era nemmeno cristiano. Questo passo fu messo in dubbio da vari critici come «interpolazione cristiana posteriore». Per esser precisi, dal punto di vista della critica dei testi (cioè dall'esame dei vecchi manoscritti tramandatici), non appare giustificato neanche il minimo dubbio in merito a una simile falsificazione.

Vi è da aggiungere l'interessante constatazione che Eusebio (263-339) ha conosciuto questo passo, perché lo riporta due volte nei suoi scritti. Una volta nella «Storia della chiesa» I,12 e una volta nella «Demonstratio Evangelica» III,5.

Vi è pure da notare che, fra gli altri, il Dott. H. St. John Thackeray, uno dei più importanti studiosi inglesi delle questioni concernenti Giuseppe Flavio, ha di recente constatato che questo passo mostra determinate peculiarità linguistiche che sono caratteristiche di Giuseppe Flavio!

I miracoli vengono confermati dal Talmud

Nel Talmud babilonese (Trattato Sanhedrin 43a) viene ammesso, che in Israele sono effettivamente successi dei miracoli, operati dal Signore Gesù. Tuttavia se ne parla in modo blasfemo qualificandoli di operazioni magiche (vedasi Matteo 12:24).

La testimonianza di Giustino Martire

Un'ulteriore conferma dei miracoli del Signore Gesù si trova in Giustino Martire (morto verso il 165 d.C). Nel suo «Dialogus cum Tryphoni Judeo», capitolo 69, Giustino viene a parlare dei rimproveri mossi dagli Ebrei al Signore Gesù. Egli vi menziona che si chiama il Signore Gesù mago («Magos») e anche traviatore del popolo («Laoplanos»).

La testimonianza di Origene

Un ulteriore documento quasi dello stesso tenore si trova presso Origene (185-254 d.C.), che ne parla nel suo scritto «Contra Celsum» 1,28. Origene vi si riferisce a uno scritto anticristiano compilato da un certo Celso verso il 178 d.C.

Salmo 72

Anche nel Salmo 72:12-13, come del resto pure in molti altri passi dell'AT, si parla dell'attività pubblica del Messia. Vi è scritto:

«Poiché egli libererà il bisognoso che grida, e il misero che non ha chi l'aiuti. Egli avrà compassione dell'infelice e del bisognoso, e salverà l'anima dei poveri.»

Il bisognoso che grida

In Luca 18:35-43 è scritto: «Or avvenne che com'egli si avvicinava a Gerico, un certo cieco sedeva presso la strada, mendicando; e, udendo la folla che passava, domandò che cosa fosse. E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno. Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me! E quelli che precedevano, lo sgridavano perché tacesse; ma lui gridava più forte: Figliuolo di Davide, abbi pietà di me! E Gesù, fermatosi, comandò che gli fosse menato; e quando gli fu vicino, gli domandò: Che vuoi tu ch'io ti faccia? Ed egli disse: Signore, ch'io ricuperi la vista. E Gesù gli disse: Ricupera la vista; la tua fede t'ha salvato. E in quell'istante ricuperò la vista, e lo seguiva glorificando Iddio; e tutto il popolo, veduto ciò, diede lode a Dio.»

Il misero che non ha chi l'aiuti: L'invocazione del «misero che non ha chi l'aiuti» si trova, ad es., in Giovanni 5, dove si parla di un uomo che era malato già da 38 anni e pur dovette dire di non avere nessuno che lo assistesse. Anch'egli venne risanato da Gesù.

Compassione dell'infelice e del bisognoso:

Luca 13:10 e seguenti dice della compassione del Messia per un essere infelice o debole, come può pure essere tradotta la parola ebraica del Salmo 72. La compassione per un povero o per un mendicante viene, ad es., pure descritta in Giovanni 9 (vedasi verso 8).

Il profeta

Dopo aver ora scritto di alcune delle opere del Messia, vogliamo occuparci brevemente delle parole pronunciate dal Messia. In Deuteronomio 18, Mosè annunciò il Messia come profeta. Tal passo fu sempre ben compreso come profezia messianica, il che fra l'altro risulta dai ritrovamenti di Qumran, in cui si parla di questo Messia venturo. Ecco il testo di Deuteronomio 18:15,17-19: «L'Eterno, il tuo Dio, ti susciterà un profeta come me, in mezzo a te, d'infra i tuoi fratelli; a quello darete ascolto... E l'Eterno mi disse: Quello che han detto, sta bene; io susciterò loro un profeta come te, di mezzo ai loro fratelli, e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole ch'egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto.»

L'adempimento

Gesù ha dimostrato di essere anche profeta, facendo predizioni sul futuro, il cui adempimento può essere facilmente dimostrato. 21

Per l'esattezza, la parola ebraica usata per «profeta» non indica solo un preannunciatore di cose future, ma anche, in genere, chi annuncia la volontà di Dio. Questo è importante, perché dal Salmo 40:10 risulta che il Messia annuncierà in Israele (la grande assemblea) fedeltà, salvezza, benignità, verità e giustizia di Dio.

L'adempimento di tutto ciò si trova negli Evangeli (vedasi ad es., il Sermone sul monte; Matteo 5). Adesso però si pone la questione di sapere come il popolo di Israele reagirebbe nei confronti del suo Messia.

3. La reazione del popolo di Israele verso il suo Messia

Uno dei maggiori paradossi

Il Messia promesso e tanto desiderato doveva essere respinto e odiato dal suo popolo! Così predissero i profeti, e così si adempì effettivamente col Signore Gesù. In Isaia 49:7 si parla del Messia come di «colui ch'è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione».2" Nel Salmo 69:4 si ode il Messia lamentarsi dell'odio che gli venne opposto da parte del popolo: «Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi dei capelli del mio capo; sono potenti quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici.»

Nel Salmo 109:3-4 dice: «M'hanno assediato con parole d'odio, e m'hanno fatto guerra senza cagione. Invece dell'amore che porto loro, mi sono avversari, ed io non faccio che pregare.»

I capi del popolo ebraico disprezzano il Messia

Nel libro del profeta Isaia è menzionato il disprezzo del Messia da parte dei capi della nazione ebraica. In Isaia 53:2-3 sta scritto:

«Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né apparenza, da farcelo desiderare. Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare col patire, pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna.»

L'espressione «Ishim» usata dall'ebraico, tradotta qui con uomini, intende, fra l'altro, persone potenti e d'elevata condizione!22

Al Messia vengono tesi tranelli

Il Messia dice nel Salmo 35:7: «Poiché, senza cagione, m'hanno teso di nascosto la loro rete, senza cagione hanno scavato una fossa per togliermi la vita.»

Varie volte vien rapportato nel NT che al Messia furono tesi tranelli da parte di guide spirituali del giudaismo e che lo si voleva cogliere in fallo con domande tendenziose (vedasi Luca 11:53-54; 14:1-5; Marco 12:13-17; vedasi anche Luca 6:7).

Intenzioni omicide contro il Messia

Nel Salmo 31:13 il Messia si lagna ancora per qualcosa di peggio: «Perché odo il diffamare di molti, spavento m'è d'ogni intorno, mentr'essi si consigliano a mio danno, e macchinano di togliermi la vita.»

Marco 3 illustra l'adempimento: «E i Farisei, usciti, tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui, con lo scopo di farlo morire.» (3:6)

Giovanni 11:53 conferma parimenti l'adempimento del Salmo 31:13.

Respinto, il 15 Nisan del 32 d.C.

Il Messia doveva essere respinto completamente sia dal popolo minuto che dai suoi capi. Come si manifestò in modo impressionante il rifiuto totale in quel 15 Nisan del 32 d.C, allorché Gesù fu di fronte a Pilato!

«E Pilato, chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo, disse loro: Voi mi avete fatto comparir dinanzi questo uomo come sovvertitore del popolo; ed ecco, dopo averlo in presenza vostra esaminato, non ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l'accusate; e neppure Erode, poiché egli l'ha rimandato a noi, ed ecco, egli non ha fatto nulla che sia degno di morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò. Ma essi gridarono tutti insieme: Fa' morir costui, e liberaci Barabba! (Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio.) E Pilato da capo parlò loro, desiderando

liberar Gesù; ma essi gridavano: Crocifiggilo, crocifiggilo! E per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui, che meriti la morte. Io dunque, dopo averlo castigato, lo libererò. Ma essi insistevano con gran grida, chiedendo che fosse crocifisso; e le loro grida finirono per avere il sopravvento. E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano.» (Luca 23:13-24)

4. Giuda Iscariota

Nel precedente capitolo abbiamo scritto dell'inimicizia e dell'odio del popolo d'Israele contro il Messia. Però nell'AT si parla in vari punti specialmente di un determinato uomo del popolo d'Israele che odierà il Messia in un modo tutto particolare. Questa persona preannunciata ha trovato il suo adempimento completo in Giuda Iscariota. Si tratta dei passi di Salmi quali il 41, il 55, il 69, il 109 e Zaccaria 11.

Salmo 41

Nel Salmo 41:9 il Messia parla per bocca di Davide: «Perfino l'uomo col quale vivevo in pace (cioè il mio amico) nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro di me.»

L'amico e il confidente

Quest'uomo doveva dunque essere un amico del Messia. Giuda Iscariota lo fu effettivamente durante tre anni circa, allorché era discepolo del Signore Gesù (vedasi i racconti degli evangeli e Matteo 26:50, dove viene detto «amico»). Di quest'uomo viene pure affermato che il Messia aveva fiducia in lui. Non ha forse quanto detto trovato il suo adempimento nel fatto che il Signore Gesù affidò la tenuta della borsa comune a Giuda? (Giovanni 12:6; 13:29).

Il pane del Messia

Il Salmo 41:9 è ricco di dettagli. Questo nemico doveva mangiare il pane (ebraico: «Lechem») del Messia. Perciò questo traditore doveva ricevere dal Messia un boccone di pane, e mangiarlo, prima di «alzare il calcagno» contro l'Unto.

L'adempimento si trova in Giovanni 13:21-30 dove viene descritta l'ultima Pasqua del Signore Gesù con i suoi discepoli:

«Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e così apertamente si espresse: In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà. I discepoli si guardavano l'un l'altro, stando in dubbio di chi parlasse. Or, a tavola, inclinato sul seno di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che Gesù amava, Simon Pietro quindi gli fece cenno e gli disse: Di', chi è quello del quale parla? Ed egli, chinatosi così sul petto di Gesù, gli domandò: Signore, chi è? Gesù rispose: E' quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto. E intinto un boccone, lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota. E allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: Quel che fai, fallo presto. Ma nessuno dei commensali intese perché gli avesse detto così. Difatti alcuni pensavano, siccome Giuda tenea la borsa, che Gesù gli avesse detto: Compra quel che ci abbisogna per la festa; ovvero che desse qualcosa ai poveri. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte.»
 




theyearinreview

YouTube Rewind 2012 

@Rothschild 666 IMF Baal FED Marduk BCE, NWO, god owl: JabullOn: at Bohemian Grove --- come, tu vuoi uccidere me, il tuo Re di Israele? lol. ingrato! io non prendo, neanche: in considerazione, la eventuale uccisione: di: Obama, o di un altro dei politici, di tutte le false democrazie massoniche del signoraggio bancario, perché, sono tutti i tuoi burattini! ma, se tu uccidi, il Presidente della: CINA, o della RUSSIA, poi, un altro: potrà prendere il suo posto.. imbecille, ma, se tu uccidi me, chi altro potrebbe prendere il mio posto? non sai tu, che, se io muoio?, anche, voi morirete certamente... 


World Watch List 2013:

Worldwide 100 million Christians are persecuted for their faith in Jesus.

Every year, Open Doors publishes the World Watch List, illustrating the countries where Christians are most persecuted. The Open Doors World Watch List is the only annual survey of religious liberty conditions of Christians around the world. It measures the degree of freedom of a Christian to live out their faith in five areas of life - private, family, community, congregation and national life, plus a sixth element measuring the degree of violence.
In 2012, Christians in Nigeria, Iraq and Syria experienced the most violence, closely followed by those in Sudan and Columbia. In Eritrea, Myanmar, Kenya and Egypt the levels of anti-Christian violence were also extremely high.
North Korea remains the most nightmarish state in which to practice Christianity in the world today, taking out the top spot for the 11th year in a row. However, the 2013 Open Doors World Watch List also highlights the most significant persecution trend of 2012 as a rise of Islamism in every country that experienced the Arab Spring. This has resulted in massively increased pressure on large parts of the church in the Middle East and North Africa.
The trends are not uniformly gloomy however. In the Far East, with the exception of North Korea, the communist states have all marginally improved their treatment of Christians. Laos, Vietnam and China have all moved down the list.
Dropping out of the list this year, for various reasons, are Chechnya, Turkey, Cuba, Belarus and Bangladesh.

Click countries below to view profiles of the top 10

  1. North Korea
  2. Saudi Arabia
  3. Afghanistan
  4. Iraq
  5. Somalia
  6. Maldives
  7. Mali
  8. Iran
  9. Yemen
  10. Eritrea
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06/28/2013 INDIA Uttarakhand floods: God not to blame for natural disasters, says priesté[only of sinners is blame] Catholics in Mumbai attend a novena for Hindu pilgrims, affected by floods, in Uttarakhand. Fr Savio de Sales, who organised the event, stresses the importance of the protection of creation on the part of all men. For him, "the world is mired in a swamp of secularism, relativism and religious indifference. The Word of God, teaches us to love our enemies, to do good to those who persecute us, to offer compassion, kindness and forgiveness." Mumbai (AsiaNews) - "Let us thank the Lord for all the corporal and spiritual graces granted to hundreds of thousands of pilgrims in this holy place," said Fr Savio de Sales, director of the Pontifical Mission Societies --ANSWER -- 06/28/2013 VATICAN Pope: God "always chooses how and when, to ENTER our lives" -- ANSWER -- ok, fate i bravi ragazzi, o, vi faccio affogare nella merda!

[non solo le circostanze: offrono: ogni attenuante, ma, denunciano: anche, la grave situazione, della insicurezza, anarchia e precarietà, derive corruttive e criminali, in cui i massoni bildenberg del FMI, tutti ladri del signoraggio bancario, ed i bestemmiatori della Costituzione, hanno fatto (tutte le stesse condizioni politiche, che i demo-pluto-giudaico-massoni, farisei, Illuminati S.p.A. FED ECB) hanno già realizzato, prima della ascesa delle dittature nazista, comunista, e fascista, ed anche questa volta, il vero obiettivo è colpire gli ebrei in tutto il mondo.] [Frasi razziste su Fb, estromessa da Pd. Ma per consigliera Prato non è espulsione, perché non è tesserata da 2011. 28 giugno, 22:09 ] Prato, 20 giugno 2013 - "Che città di m... è questa. Extracomunitari ladri st.. dovete morire subito". Parole durissime, specie, se pronunciate, anzi scritte, da un esponente della segreteria del Pd.

[not only the circumstances: they offer: mitigating, but denounce: also, the serious situation of insecurity, anarchy, corrupt and criminal tendencies, in which the Masons Bildenberg of the IMF[Fondo monetario internazionale], all thieves of the bank seigniorage, and the blasphemers of the Constitution, they did (all of the same political conditions, that the demo-pluto-Judeo-Masonic Pharisees Illuminati SpA FED ECB NWO 666) have already made ​​before the arise Nazi dictatorships, communist, fascist, and this time, the real goal is hit, again Jews all over the world.] [Phrases racist on Fb, ousted from the Democratic Party. Councillor Prato. June 28, 22:09] Parole che, non è bastato cancellare: dal profilo Facebook: dopo pochi minuti. L'immagine del sito: con il testo è stata diffusa: stamani da Notizie di Prato ed è divampata: la polemica.

[not only the Circumstances: they offer: mitigating, but denounce: also, the serious situation of insecurity, anarchy, corrupt and criminal tendencies, in Which the Masons Bildenberg of the IMF [International Monetary Fund], all thieves of the bank seigniorage, and the blasphemers of the Constitution, they did (all of the same political conditions, That the demo-pluto-Judeo-Masonic Pharisees ECB FED NWO Illuminati SpA 666) have Already made ​​arise before the Nazi dictatorships, communist, fascist, and this time, the real goal is hit, again Jews all over the world.] [Phrases racist on Fb, ousted from the Democratic Party. Councillor Prato. June 28, 22:09] Caterina Marini, giovane consigliera: alla circoscrizione: centro e membro della segreteria: del pd di Prato si è trovata nella bufera. A scatenare la sua rabbia, attorno alla mezzanotte la notizia: che: attorno alle dieci di ieri sera la sorella Giulia: si era trovata faccia a faccia: con un ladro nel corridoio della sua abitazione: nel centro di Prato.


[non seulement les circonstances: ils offrent: atténuantes, mais aussi dénoncer: la grave situation d'insécurité, l'anarchie, les tendances criminelles et corrompues, dans lequel les maçons Bildenberg du [Fonds monétaire international FMI], tous les voleurs de la gbankin seigneuriage, et les blasphémateurs de la Constitution, ils l'ont fait (tous les mêmes conditions politiques, que la démo-pluto-judéo-maçonnique pharisiens BCE FED NWO Illuminati SpA 666) ont déjà fait surgir devant les dictatures nazie, communiste, fasciste, et cette fois, le véritable objectif est atteint, à nouveau les Juifs partout dans le monde.] [Phrases racistes sur Fb, évincé du Parti démocrate. Conseiller Prato. 28 juin 22:09] In casa assieme alla giovane, c'erano i genitori. Secondo le testimonianze l'uomo, che in un successivo post Caterina Marini definisce "un magrebino agile come un gatto" si è dileguato calandosi dal terrazzo portando con sé il portafogli della sorella di Caterina Marini.

[nicht nur die Umstände: Sie bieten: mildernde, aber kündigen: auch die ernste Situation der Unsicherheit, Anarchie, korrupten und kriminellen Tendenzen, in denen die Masons Bildenberg des IWF [Internationalen Währungsfonds], alle Diebe der gbankin seigniorage, und die Lästerer der Verfassung, haben sie (alle von der gleichen politischen Bedingungen, dass die Demo-Pluto-jüdisch-freimaurerischen Pharisäer EZB FED NWO Illuminati SpA 666) haben bereits ergeben, bevor die Nazi-Diktatur, kommunistischen, faschistischen und dieses Mal ist das eigentliche Ziel getroffen, wieder Juden in der ganzen Welt.] [Ausdrücke rassistischen auf Fb, von der Demokratischen Partei verdrängt. Stadtrat Prato. 28. Juni 22.09 Uhr] Quest'ultima spiega di avere scritto il testo su Facebook sfogando la rabbia di aver visto colpire la sorella e i genitori, "ciò che ho di più caro assieme a mio marito e a mia figlia" e di essersi subito ravveduta eliminando il testo.

[no sólo las circunstancias: se ofrecen: atenuantes, pero denuncia: también, la grave situación de inseguridad, la anarquía, las tendencias corruptas y criminales, en los que los masones Bildenberg del [Fondo Monetario Internacional FMI], todos los ladrones del gbankin señoreaje, y los blasfemos de la Constitución, lo hicieron (todas las mismas condiciones políticas, que la demo-pluto-judeo-masónica fariseos BCE FED NWO Illuminati SpA 666) ya han hecho surgir antes de las dictaduras nazi, comunista, fascista, y esta vez, el verdadero objetivo es alcanzado, una vez más Judios en todo el mundo.] [Frases racistas en Fb, expulsado del Partido Demócrata. Concejal Prato. 28 de junio de 22:09] Marini, pur dispiaciuta per le espressioni usate, e spiega che queste non erano detatte da sentimenti di natura razzista: "Avrei scritto ladro italiano se lo fosse stato.

 Il problema è che non siamo più sicuri non solo in strada ma ora nemmeno nelle nostre case, che un uomo è entrato alle dieci di sera in un appartamento dove c'erano tre persone e avrebbe potuto succedere di tutto". Marini è convinta che il suo stesso partito il Pd abbia tenuto "un atteggiamento morbido nei confronti della sicurezza e dell'immigrazione, che restano temi fortemente legati fra loro". "Evidentemente, gli esponenti del Pd devono essere toccati sul personale per rendersi conto che il problema dell'immigrazione nel nostro Paese e, in particolar modo a Prato, va affrontato senza ipocrisie", commenta Claudio Morganti, europarlamentare indipendente dell'Eld. "Il gesto è da condannare ma l'immigrazione è diventata un problema". --@PD [omplici degli ILLUMINATI]--- bravi, voi regalate voi, un atro politico alla Lega Nord


Rothschild 666 IMF-NWO, 187AUDIOHOSTEM has posted a comment, 10 hours ago: "Dear kingIsraelUniusREI: [Join U.S.]. I'll Buy You A Cup Of Coffee? lol>;-)" --- ANSWER - nasty piece of shit, why you waited so many years, for to have to could bribe me? What i do, for myself, now, of $ 200 million, in your city underground, city of aliens and satanists, cannibals like you, because, you shall ye reconcile with the atomic fire: the entire surface of the planet? 
@ to all religions of the world - about, the greatest theologian:of the History of Human Gender: that is, Pope Benedict XVI, of course, 1. it is not, of sminure, corrupt, damage, all sacred traditions, of all religions, or, 2. even worse, to make apostasy .. but, to use his theological competence to lead to evolution, theology (which Islamists and Pharisees, etc. .. have castrated), so that, all religions, do not perceive more, reciprocally, as a potential threat, but , like the fingers, the only hand of God, because, in truth, no religion can be salvific (in itself), to of out: of a personal experience, and personal relationship, of all people: and of any person, with God: JHWH of Abraham, directly .. that's why, my Jewish Temple: It is imperative

CustodeDellaFede - I have never been: a prophet, and he is cursed, who says it.. I only, credited the prophecies, already stated by others. A short novitiate (like that of St. Paul after his conversion) may be valid only if above, for a lifetime, has been a minister of God, and if you've been governed by a spiritual master (as , Paul had been a disciple of Gamaliel), hence, your mind has fallen under the control of demons, and why, with schizophrenic conclusion for bad doctrines, you can become a potential threat, as every Islamist fundamentalist religious in world .. you're wasting in the worst way, the short time of earthly life. your spiritual presumption, that is ruining your psychological balance


@king Saudi Arabia -- the Kingdom of Palestine:is the entire Middle East, too: is all the Arab League, that is, a confederation of nations! the destruction of the Sharia does not mean opening a glimmer of immorality or anarchy, because I am always a biblical fundamentalist, but, it is essential, inevitable that theology must be more advanced in all religions, starting with the Christian religion .. In fact, Christians did not understand that as children of Abraham they are Jews. il Regno di Palestina: è tutto il Medio Oriente, anche: tutta la Lega Araba, cioè, una confederazione: di Nazioni! la distruzione della Sharia non significa aprire uno spiraglio alla immoralità o alla anarchia, perché io sono sempre un fondamentalista biblico, ma, è indispensabile, inevitabile che la teologia deve essere più evoluta in tutte le religioni, ad iniziare dalla religione cristiana.. infatti, i cristiani non hanno capito che come figli di Abramo anche loro sono ebrei.

@ Cannibal Rothschild IMF 666 NWO - I must explain to you: something important: so that you will understand, for the first time in your life, something about God: YHWH. if you believe that, I am a servant? Besides, you lose: the tip money, and, I can never give: they do nothing for you, of important! but if thou believe, with all your faith, the maximum you can believe, about, Unius REI? then, you'll understand, for the first time: what it means to be a happy man! because both me, that, God? We are like two mirrors! Even Lucifer was a mirror, of the glory of God, but, he has betrayed, fell: never again will raise!, And, I have taken his place, now! so if you want to live? you can live: yet again, along with your people of the Jews, if, is true that you belong to them, really .. but, if you do not come from me, this will be the test, demonstration, that, just you: you are the real enemy of the Jews!


Sabato, 29 Giugno 2013  [Giovanni Palatucci: eroe o aguzzino? è la demonizzazione, seguita dallo sciacallaggio, che, hanno un pericoloso, fondamento ideologico: nella comunità ebraica mondiale (la fonte di ogni nazismo)! è arrivato il momento: per gli ebrei: di interrogarsi sugli Illuminati del FMI, e sul talmud satanico, perché, è soltanto, questa: la maledizione: che: separa, ancora, aggi: ebrei: e cristiani. ] di  Roberto Malini [dazebaonews]. MILANO - In questi giorni raccolgo opinioni sul caso Palatucci da parte di studiosi e testimoni della Shoah che sono anche miei cari amici, come Thomas Gazit e Wolf Murmelstein. Quest'ultimo mi scrive: "In quell'epoca solo persone ritenute affidabili dal regime nazifascista potevano aiutare, ma non potevano fare pubblicità delle proprie azioni o lasciare documentazione burocraticamente perfetta.

[John Palatucci: hero or tyrant? is the demonization, followed by looting, which have a dangerous ideological foundation: in the Jewish community worldwide (the source of all Nazism)! the time has come: for the Jews to wonder about the Illuminati of the IMF, and the satanic Talmud, because it is only this: the curse: that: separating, yet: Jews and Christians. ] Nel Settembre 1944. l'Unione dei Rabbini Ortodossi di USA e Canada: ha preso l'iniziativa giusta di contattare il Consigliere Federale Svizzero Jeam Marie MUSY, noto per aver buoni contatti nel III° Reich. Non ha potuto fare molto ma, secondo me, se non ci fossero stati i suoi tentativi, Terezin pure sarebbe stato liquidato, ecc. ecc. Era un tentativo che avrebbe dovuto fare, già prima Riegner del Congresso Mondiale Ebraico.

[John Palatucci: hero or tyrant? is the demonization, followed by looting, which have a dangerous ideological foundation: in the Jewish community worldwide (the source of all Nazism)! the time has come: for the Jews to wonder about the Illuminati of the IMF, and the satanic Talmud, because it is only this: the curse: that: separating, yet: Jews and Christians. ] Schindler, ha potuto aiutare, un gruppo proprio perché iscritto al partito nazista e ottimo camerata, di bevute, con quella gentaccia; nel film c'è la scena dove dice che 'è pericoloso se si dice, in giro che da lui si sta bene', appunto era necessario il segreto assoluto. Poi ci sono i casi di aiuti indiretti: A Vienna il Prof. Victor Christian (aveva il grado di Maggiore SS, ed era, Pro-Rettore dell'Università) facendo valere le qualifiche scientifiche di Benjamin Murmelstein gli ha, indirettamente, fatto avere l'incarico di dirigere a Terezin la catalogazione di circa sessantamila libri razziati nelle biblioteche ebraiche.

[John Palatucci: hero or tyrant? is the demonization, followed by looting, which have a dangerous ideological foundation: in the Jewish community worldwide (the source of all Nazism)! the time has come: for the Jews to wonder about the Illuminati of the IMF, and the satanic Talmud, because it is only this: the curse: that: separating, yet: Jews and Christians. ] Era un aiuto indiretto, inconsapevole, che ha contribuito alla salvezza sia nostra personale che di altri che sapevano giusto lavorare su questi libri. Nel 1940 era grande impegno dei dirigenti ebrei italiani di ottenere che i profughi non venissero espulsi - riconsegnati alla Gestapo - ma mandati in internamento da qualche parte in Italia. Quei funzionari di polizia che hanno disobbedito all'ordine di espellere i profughi erranti mandandoli, invece, in qualche comune dell'Italia del Sud hanno dei meriti, che,

[John Palatucci: héros ou tyran? est la diabolisation, suivie de pillages, qui ont un fondement idéologique dangereuse: dans la communauté juive dans le monde (la source de toute nazisme)! le temps est venu: pour les Juifs à s'interroger sur les Illuminati du FMI, et le satanique Talmud, parce que c'est seulement ceci: la malédiction que: séparation, encore: les juifs et les chrétiens. ] certamente, non potevano documentare: con cura notarile". Comprendo perfettamente questa posizione. è difficile, a posteriori, ricostruire l'operato di un funzionario pubblico che operasse dall'interno delle istituzioni nazifasciste per sottrarre alla più efficiente macchina di morte di tutti i tempi quante più possibili vittime designate. Lasciare scritti, documenti, evidenze e testimonianze di tale "tradimento" avrebbe significato l'arresto, la deportazione o anche l'esecuzione seduta stante, per quel "Giusto".

[John Palatucci: Held oder Tyrann? ist die Dämonisierung durch Plünderungen, die zu einer gefährlichen ideologischen Fundament haben gefolgt: in der jüdischen Gemeinschaft weltweit (die Quelle allen Nationalsozialismus)! die Zeit ist gekommen: für die Juden über die Illuminati des IWF und der satanischen Talmud zu fragen, weil es nur so: der Fluch: dass: Trennung, aber: Juden und Christen. ] Da parte mia, tuttavia, credo che si debba perseguire comunque la verità, affrontando anche anche gli eventuali danni che essa potrebbe portare con sé. Forse è vero: che: il revisionismo sugli eroi: fa il gioco del negazionismo, come: affermano alcuni studiosi e attivisti per la Memoria. Tuttavia: è proprio la verità: a garantire la preservazione della memoria di ciò che avvenne quale eredità fondamentale per le generazioni future.

[John Palatucci: héroe o tirano? es la demonización, seguida de saqueos, que tiene una base ideológica peligrosa: en la comunidad judía en todo el mundo (la fuente de todo el nazismo)! ha llegado el momento: para los Judios a preguntarse acerca de los Illuminati del FMI, y el Talmud satánico, ya que sólo es esta: la maldición: que: la separación, sin embargo: Judios y cristianos. ] La verità, con le sue montagne di capelli e di cenere, con i milioni di martiri archiviati dal museo memoriale Yad Vashem di Gerusalemme, con: le preziose testimonianze: dei sopravvissuti. Mi è piaciuto molto l'atteggiamento di Avner Shalev, Dan Michman e degli altri ricercatori dello Yad Vashem, quando: li ho conosciuti a Gerusalemme, nel 2006. Per loro, la ricostruzione della verità storica è assolutamente necessaria in ogni progetto di studio della Shoah o di educazione all'Olocausto.

[約翰·Palatucci:英雄還是暴君?是 妖魔化,其次是搶劫,其中有一個危險的思想基礎:在世界各地的猶太社區(所有納粹主義源)!時機已經到來:猶太人想知道關於國際貨幣基金組織(IMF), 光明與邪惡的猶太法典,因為它僅僅是這樣的:詛咒::分離,但猶太人和基督徒。 ]  Ho fiducia, anche, nel lavoro: del Centro Primo Levi, che, utilizza metodologie molto scrupolose. Una cosa è certa: i "Giusti fra le Nazioni" furono molto pochi, così come oggi: sono pochi gli amici dei diritti umani, mentre tante persone, troppe, spendono parole e vanterie, senza far nulla di concreto: o addirittura facendo danni. Alla base: dell'essere giusto: ci deve essere amore, per il prossimo e sacrificio (come fa Unius REI).


[존 Palatucci : 영웅 폭군?위험한 이데올로기 적 기초를 가지고 약탈, 다음 악마이다 : 유대인 공동체 세계 (모든 나치의 소스)에서!시간이왔다 : 유대인들이 IMF의 일루미나티, 그리고 악마 탈무드에 대해 궁금해하는, 그것은 단지이 있기 때문에 : 저주 : 그 : 아직 분리 : 유대인과 기독교인. ] Non dobbiamo temere: chi cerca: la verità e tutti insieme, con: le diverse conclusioni: e comunque l'analisi di documenti e testimonianze, possiamo contribuire a trovarla, sempre. Riguardo agli studi sulle figure dei "Giusti fra le Nazioni",  oltre: che: fondare ogni valutazione sui residui documentali: e testimoniali, è importante mantenere obiettività ed equilibrio, prima di esprimere qualsiasi valutazione. è sempre sbagliato: iniziare questo tipo di analisi etichettando: esseri umani come "eroi" o "aguzzini".

[ג'ון Palatucci: גיבור או רודן? היא דמוניזציה, ואחרי ביזה, שבו יש תשתית רעיונית מסוכנת: בקהילה היהודי ברחבי העולם (מקור כל הנאציזם)! הגיע הזמן: על היהודים לתהות על האילומינטי של קרן המטבע הבינלאומית, ובתלמוד השטני, כי זה רק זה: הקללה: ש: הפרדה, ובכל זאת: יהודים ונוצרים. ]Fra i due poli, ci sono anche persone: di buona volontà: che, pur non essendo animate costantemente: dal fuoco del coraggio e della dedizione al prossimo, cercano di seguire la propria coscienza, quando possibile.

[יוחנן פּאַלאַטוקסי: העלד אָדער טייראַנט? איז די דימאַנאַזיישאַן, נאכגעגאנגען דורך לוטינג, וואָס האָבן אַ געפערלעך אידעישע יסוד: אין די אידישע קהל ווערלדווייד (דער מקור פון אַלע נאציזם)! די צייַט האט קומען: פֿאַר די אידן צו ווונדער וועגן די יללומינאַטי פון די ימף, און די סאַטאַניק גמרא, ווייַל עס איז בלויז דאָס: די קללה: אַז: סעפּערייטינג, נאָך: יידן און קריסטן. ] Forse la verità, nel caso di Palatucci, si trova nelle stesse parole del questore, che: definì il proprio operato, in una lettera ai genitori, con parole sobrie: "Ho la possibilità di fare un poco, di bene e i beneficiati da me, sono assai riconoscenti. Nel complesso, riscontro molte simpatie. Di me, non ho altro di speciale da comunicare".


@ Jewish Community World --- if, 1. to continue to do the serial killer of innocent Christians, and exploit: all dhimmis, until the extinction, and, 2. not: to respond to my articles, 3. conquer the world to sharia, imperialism: worldwide caliphate, 4. the King of Saudi Arabia, he pretends to be dead? then, just him, is the demonstration that the Talmud, is right when he says, "the goyim are animals in human form" [but he is not the example that we must take] @Comunità Ebraica Mondiale --- se, 1. per continuare a fare: il serial killer: di cristiani innocenti, e sfruttare: tutti i dhimmi, fino alla estinzione, e per, 2. non: rispondere ai miei articoli, 3. conquistare il mondo alla sharia, del: califfato mondiale, 4. il King dell'Arabia Saudita, lui finge di essere morto? poi, proprio lui: è la dimostrazione che, il Talmud ha ragione quando dice: "i goyim, sono animali dalla forma umana" [ma, non è lui l'esempio, che noi dobbiamo prendere]

@ Jewish World Community --- but, if we consider, as, most of you: you are rich and super-rich (and you control: any monopoly), while, on the contrary, most of us goyim , we are poor or super poor .. if you do not want to believe that the Talmud is as sacred as the Koran, then, we must recognize that, Hitler and Mussolini, they were right when they spoke of conspiracy: demo-pluto-Judeo-Mason, who is the current, Nazi regime IMF- 322 -NWO 666 masonic system.

 --- ma, se, noi consideriamo, come, la maggior parte di voi: voi siete ricchi e super ricchi (ed avete il controllo: di ogni monopolio), mentre, al contrario, la maggior parte di noi goyim, siamo poveri o super poveri.. se non vogliamo ritenere, che il talmud sia sacro come il Corano, poi, noi dobbiamo riconoscere, che, Hitler e Mussolini, loro avevano ragione, quando parlavano di congiura: demo-pluto-giudaico-massone, che è l'attuale regime nazista del FMI-NWO.


@Jewish World Community --- io voglio fare un contratto: con tutti voi! se, voi riuscite (in un mese) a convincere: quel coglione: del King dell'Arabia Saudita, a dare a voi, una parte del deserto suo: e dell'Egitto?..  allora, bene, vi lascio spendere :tutti i vostri soldi, che, voi avete rubato ai popoli! diversamente, io farò crollare il FMI, tra, un mese, se, voi non volete essere: troppo felici a vedere, come, Rothschild: per non fare morire: il suo, FMI, fa scoppiare: la guerra mondiale nucleare: perché: non c'è più una matematica, che: può tenere gonfi: ancora: per molto tempo: tutti i derivati: e tutte le bolle finanaziarie! 

@ Jewish World Community --- I want to make a contract: with all of you! if you succeed (in a month) to get: that, THE BIG: asshole: the King of Saudi Arabia, to give you, a part of his desert: and Egyptian desert? .. then, well, I leave you spend: all your money, that you have stolen from the peoples! otherwise, I will collapse the IMF, between, a month, if you do not want to be: too happy to see, like, Rothschild: for do not die: his, IMF, make blows:to this nuclear world war: why: there is no more: a mathematics which: can hold swollen: again, for a long time: all derivatives: and all the bubbles  financial!